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Altri sport | giovedì 15 dicembre 2016, 16:28

Rugby, Serie B - Il vicecapitano Ursache felice per il momento del sui CUS Ad Maiora

La squadra è in testa alla classifica e domenica affronterà Monferrato ad Asti: "Sarà una partita tosta, da affrontare come una finale, come del resto anche le successive gare"

Seriu Ursache (Mario Sofia)

Seriu Ursache (Mario Sofia)

Il primo posto nel girone 1 della serie B non è certamente casuale per il CUS Ad Maiora Rugby 1951. I ragazzi di coach Lucas D'Angelo sono infatti la squadra che finora ha vinto di più (6 partite), ha perso di meno (2 match), ha il migliore attacco con 253 punti (31,6 a gara) e la migliore difesa (14,8). In totale le mete segnate sono state 32, dodici delle quali hanno avuto come marcatore Sergiu Ursache, che nell'ultimo successo per 57-6 sul Cogoleto& Province dell'Ovest ha calato il poker. Nelle precedenti tre stagioni in maglia biancoblù il terza centro romeno non era mai riuscito ad arrivare a tanto e si era fermato a quota 3 in serie A il 15 dicembre 2013 contro il Prato Sesto e il 26 aprile 2015 contro il CUS Perugia. Dodici sono state le mete realizzate complessivamente da Ursache tre e due anni fa. Questa volta il traguardo è però stato tagliato dopo sole otto sfide.

Il numero 8 cussino è il bomber capace di fare la differenza, ma è il gruppo universitario che sta funzionando nel suo complesso. «La vittoria che avevano ottenuto a Capoterra – ricorda il vicecapitano – era stata speciale, in passato non eravamo mai riusciti a imporci allo stesso modo. Lucas in settimana è stato bravo a mantenerci con i piedi per terra e contro il Cogoleto siamo andati in campo con la testa giusta. Abbiamo disputato la partita come se fosse decisiva e abbiamo giocato per 80'. Il risultato lo dimostra. Dopo i primi 15' siamo entrati in partita e abbiamo iniziato a mettere a frutto il nostro sistema. Siccome abbiamo avuto molto possesso in attacco, abbiamo cercato di mettere in atto ciò che avevamo allenato in settimana, con la mischia, in touche e nel gioco al largo. A Capoterra avevamo utilizzato molto le fasi statiche e in questa occasione ci eravamo prefissati di aprire di più il pallone e siamo riusciti a capitalizzare al meglio l'azione dei trequarti».

Le quattro mete di Ursache sono comunque state la ciliegina sulla torta, in una domenica molto gratificante. «Ero andato a bersaglio quattro volte anche quando ero a Udine in serie A quattro stagioni fa. Durante la gara non pensavo in realtà al numero delle mete e solo alla fine, quando sono venuti tutti a complimentarsi con me, mi sono reso conto di ciò che avevo fatto. Sono felice di essere riuscito a ripetermi. Il mio lavoro non è soltanto quello di segnare, però sono chiamato a dare il mio contributo in attacco. D'altro canto per me è più importante che vinca la squadra e che io esca soddisfatto dal campo. Sono rimasto a Torino per tornare nel campionato dove ci meritiamo di stare. C'impegniamo al massimo con l'obiettivo di restare in uno dei primi due posti che garantiranno l'accesso ai playoff. La nostra leadership al momento non significa nulla e ritengo che dovremo aspettare ancora uno o due mesi per avere indicazioni più precise. Ci aspettano due match molto impegnativi, domenica in casa del Monferrato e a gennaio alla ripresa da noi contro il Biella e proseguire la nostra marcia sarebbe il modo migliore per dimostrare quali siano le nostre intenzioni».

Domenica alle ore 14,30, dunque, i biancoblù saranno ad Asti, per incontrare il Monferrato. «Si tratta di un'ottima squadra – spiega Ursachenella quale Roberto Mandelli sta facendo un ottimo lavoro. Si è rinforzata, prendendo parecchi atleti dall'Eccellenza e sono sorpreso che domenica scorsa abbia perso a Lecco. Sicuramente contro di noi vorrà riscattare quella sconfitta nell'ultimo match dell'anno e per di più sul suo campo. Sarà una partita tosta, da affrontare come una finale, come del resto anche le successive gare. Abbiamo un gruppo rinnovato rispetto alla scorsa stagione e in ogni match l'intesa fra noi migliora. Ci accorgiamo di trovarci meglio l'uno con l'altro in campo e i risultati e il gioco che esprimiamo lo confermano».

c.s.

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