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Toro | domenica 19 febbraio 2017, 19:53

La Roma passeggia sui resti del Toro

I giallorossi risolvono la sfida in poco più di un quarto d’ora grazie a Dzeko e Salah, nella ripresa il tris di Paredes, il gol della bandiera di Maxi e il poker di Nainggolan. Inesistente la squadra di Mihajlovic, come al solito senza difesa. Tra i pochi a salvarsi il giovane Lukic

La Roma passeggia sui resti del Toro

La Roma ne fa quattro e si riporta a -7 dalla Juve, conquistando l’ennesima vittoria casalinga ai danni di un Toro come al solito tremebondo e senza difesa quando gioca lontano dalla curva Maratona. Ai giallorossi padroni di casa è bastato poco più di un quarto d’ora per sbrigare la pratica, grazie ai gol della premiata ditta Dzeko-Salah, che hanno approfittato delle amnesie di una retroguardia in emergenza, dove De Silvestri ha dovuto fare il centrale e Moretti sacrificarsi su Salah, pur non avendo il passo e l’età per marcare un velocista come l’egiziano. Nella ripresa è arrivato poi il tris di Paredes con una gran siluro, ma il risultato era già in ghiaccio da tempo, anche perché la Roma aveva tutta l’intenzione di vendicare la sconfitta d’andata e non fare regali: il gol di Maxi Lopez ha solo salvato l’onore granata, prima del poker di Nainggolan.

Tornando al Toro, pure Hart non è apparso esente da colpe, come l’assenza degli esterni in ripiegamento, ma è stato l’atteggiamento della squadra nei primi venti minuti ad essere inconcepibile: due gol subiti, un clamoroso palo, un altro paio di situazioni pericolose, la Roma ha fatto quello che ha voluto. Giocare con tre punte contro avversarie come la Roma è un suicidio tattico, specie se giocatori come Ljajic e Baselli non sanno neppure cosa sia la fase difensiva, esponendo oltremodo il gruppo a sofferenze. La Roma è più forte e ha molta più qualità del Toro, forse sarebbe finita allo stesso modo anche con un atteggiamento diverso, ma Mihajlovic dovrebbe capire che talvolta si può derogare dal suo credo tattico e mettere una formazione più guardinga, con un centrocampista in più e magari anche maggiormente muscolare, rinunciando a una punta.

Lunedì prossimo, contro un’altra avversaria di qualità e reduce da un impegno in Europa League come la Fiorentina, sarebbe il caso di prendere delle precauzioni maggiori, per non esporre ancora la squadra a un’altra sconfitta esterna. Tra le poche note liete di un tardo pomeriggio da dimenticare, la prova di Lukic: il giovane serbo, chiamato ancora a rimpiazzare l’assente Valdifiori, ha provato a dare ordine al centrocampo granata, ha fatto cose semplici ma quasi tutte giuste, sfiorando persino la rete personale. Una buona notizia per il presente e per il futuro, sperando che Mihajlovic non lo faccia riaccomodare in panchina perché sta per tornare il titolare conclamato. Lukic e Valdifiori assieme non potrebbero coesistere, magari rinunciando a uno Ljajic ancora una volta impalpabile nel tridente d’attacco?

La cronaca. Priva dei suoi ‘romani de Roma’ per un motivo o per l’altro, la squadra di casa si presenta con Nainggolan capitano e undici giocatori stranieri su undici, al cospetto di un Torino molto italiano, che dopo una prima incursione di Benassi, rincula tutto negli ultimi venti metri, rinuncia a giocare e così va incontro a morte sicura. Prende due gol prima da Dzeko e poi da Salah, l’egiziano centra anche un incredibile palo a Hart battuto, senza contare un altro paio di situazioni importanti non concretizzate per poco. Il Toro inizia a giocare quando ormai la partita è diventata difficile come la scalata dell’Everest per un alpinista: Iago Falque si addormenta e spreca un potenziale contropiede, Lukic ci prova senza fortuna, Szczesny dice di no a Benassi con una pronta uscita, prima dell’intervallo c’è qualche segnale di vita della squadra granata.

Nella ripresa si iparte su cadenze più morbide: Dzeko egoista in due circostanze, alla ricerca della doppietta personale, non aiuta la Roma a calare il tris, mentre sul fronte opposto un altro bel numero di Lukic non viene sfruttato a dovere dai compagni, poteva essere il gol che rimetteva il Toro in partita. Poco prima del quarto d’ora Mihajlovic getta nella mischia l’ex (fischiatissimo) Iturbe, ma toglie Iago Falque invece che l’inesistente Ljajic, la mossa comunque non regala nulla in più alla manovra offensiva. Belotti ci prova da fuori, ma il gol che arriva è quello del 3-0 per la Roma, con una sventola di Paredes, uno che a questo Toro avrebbe fatto un gran comodo. Il resto, girandola dei cambi compresa, non cambia la sostanza delle cose, anche se Maxi (in campo al posto del fantasma di Ljajic) firma il gol della bandiera, prima del 4-1 di Nainggolan.

 

Roma – Torino 4-1 (2-0)

ROMA (3-4-1-2) – Szczesny; Jesus, Fazio, Manolas (28’ st Vermaelen); Bruno Peres, Strootman (36’ st Totti), Paredes, Emerson; Nainggolan; Salah, Dzeko (44’ st Perotti). All. Spalletti
TORINO (4-3-3) – Hart; Zappacosta, De Silvestri, Moretti, Barreca; Benassi (25’ st Boyé), Lukic, Baselli; Iago Falque (13’ st Iturbe), Belotti, Ljajic (34’ st Maxi Lopez). All. Mihajlovic

Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Reti: 10’ Dzeko, 17’ Salah; st 20’ Paredes, 39’ Maxi Lopez, 46’ Nainggolan

Ammoniti: Lukic, Benassi

Massimo De Marzi

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