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Arti marziali | sabato 28 ottobre 2017, 12:04

Sport singolo o in gruppo: taekwondo non ha dubbi

Come tutti gli sport da combattimento, dipende solo ed esclusivamente dal singolo

A differenza di tutti gli sport di squadra, nei quali la vittoria è di tutti, anche se poi materialmente non si è potuto dare il proprio contributo, nel taekwondo, come in tutti gli sport da combattimento, dipende solo ed esclusivamente dal singolo. Vero è che influiranno molto le nozioni insegnate dal proprio maestro, ma la capacità tecnica e soprattutto la propria determinazione “gioco forza” faranno la differenza tra una sconfitta ed una vittoria. Bisogna però differenziare il taekwondo tradizionale dai vari sport da combattimento, vale a dire quello basato sui principi, fondato sul rispetto altrui e quelli da “strada”. Siamo sempre più abituati ad assistere a scene di violenza gratuita durante le partite di calcio, a partire dalla serie amatoriale per finire ai mondiali, vuoi tra calciatori, vuoi tra genitori di squadre opposte, vuoi tra tifoserie rivali, vuoi tra forze dell’ordine con vari sostenitori e così continuando.

Spiega il maestro Mulè: “Nel taekwondo la gara, quindi il momento del combattimento è pensato come un confronto con un avversario di pari cintura o poco distante, ma soprattutto è con il proprio “Io” il vero scontro! Finito l’incontro si saluta l’avversario, la giuria e il maestro antagonista”.

Continua Mulè: “Dopo tanti allenamenti e sacrifici si può vedere come la pratica dello sport può insegnare a vivere in maniera consona in una circostanza sociale con tante persone di diverse età, di varie nazioni e fedi differenti radunate per un evento in nome dello sport”.

Ancora Mulè: “Un motivo mio di soddisfazione e incoraggiamento a perseguire il mio “Do” (via, strada, cammino) è quello di acquisire sempre più nozioni tecniche e tattiche per trasmetterle ai miei allievi, in quanto ritengo che il segreto di un vero maestro è quello di avere l’umiltà di rimanere a sua volta un allievo, per trasmettere il proprio sapere agli adulti del domani. Per questo lo stesso ha particolare attenzione per i più piccoli con percorsi motori, rafforzando il sistema cardio vascolare e la propria autostima. Il percorso “Tigers” studiato appositamente per i bambini, prevede lo stimolo della capacità motoria applicata alle arti marziali, finalizzata al miglioramento e allo sviluppo della tecnica, esempio può essere la gestione dello spazio, per poi tornare al proprio posto iniziale. Così facendo si acquisisce sempre più agilità e destrezza, proprio questo è il bello nei più piccoli marzialisti, vedere che anche se a volte si trovano davanti ad un intoppo non si fermano mai! Voglio portare il taekwondo nella scuola con dei corsi “antibullismo” per poter educare attraverso lo sport, vale a dire coniugare il gioco con l’aspetto tecnico”.

Conclude Mulè: “Tengo a precisare per quelli che non mandano i figli in quanto sostengono sia uno sport violento, che noi abbiamo il massimo rispetto per il nostro avversario, questo ci aiuta nella vita di tutti i giorni a comprendere quanto sia importante sapersi relazionare con la gente che ci circonda quindi ci aiuta ad inserirci nella società che ci circonda”.

Per conoscere gli orari e i giorni in cui si può provare lo stile tradizionale del taekwondo con l’asd Team MULE’, affiliata alla ITF Taekwondo Italia - INO144, si può contattare il 3930688886 oppure tkdtorino@libero.it o andare direttamente presso l’Isola 108 sita in corso Trapani n.108 a Torino.

Red

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