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Calcio | giovedì 07 dicembre 2017, 08:31

Eccellenza, clamoroso Alpignano: "Giocatori lavorano, sabato 23 potremmo non presentarci a Cherasco". Fossano & C.: "Ci adeguiamo"

Giocare di sabato nel dilettantismo: giusto o sbagliato? Parola agli addetti ai lavori...

Granieri (Alpignano), Viassi (Fossano), Colonna (Alfieri Asti)

Clamorosa ipotesi in Eccellenza B in vista del turno programmato dalla Lnd di sabato 23 dicembre (ore 14.30). L'Alpignano non ci sta e probabilmente il presidente Savino Granieri si farà sentire con una lettera in Lega.

Così ieri sera ai nostri microfoni: "Abbiamo giocatori importanti impegnati col lavoro di sabato. Chi in negozio, chi in assicurazione, chi altrove. C'è il forte rischio di non presentarsi a Cherasco e comunque in tutti i casi sarà una gara condizionata dall'obbligo di giocare per forza con le pedine a disposizione di sabato. Non so se manderò la Juniores...".

FOSSANO: IL PENSIERO DI VIASSI

"Giocare il 23 dicembre? Meglio mangiar polenta a Cervinia o andare alle Terme di Pre Saint Didier, vista la data a ridosso del Natale, ma onestamente noi ci adeguiamo e per quanto mi riguarda non c'è da fare polemica. Questo turno di sabato mi ha scombinato i piani, perchè avevo programmato riposo dal 22 al 26, ma non importa. Non mi lamento, perchè tanto è impossibile mettere 18 club di Eccellenza tutti d'accordo. Sicuramente meglio in campo di pomeriggio, visto che noi siamo abituati allenandoci sempre alle 15, che di sera. Il 13 dicembre c'è il recupero Union-Alfieri Asti e io capisco anche la Lnd. Non è che avesse tutte queste date a disposizione...". Viassi aggiunge: "Bisogna semplicemente decidere se fare i dilettanti e basta, accettando le decisioni a volte anche difficili dell'istituzione che organizza i campionati, oppure fare i professionisti nel dilettantismo per poi lamentarsi di alcune dinamiche. Di noi dicono sempre che imitiamo i professionisti, ma non è vero e non è questo il nostro obiettivo. Come società direi che tentiamo soltanto di essere professionali. I dirigenti sono bravi a scegliere giocatori forti e giovani, la maggior parte dei quali hanno il pomeriggio libero perchè sono universitari. Ecco perchè possiamo allenarci di pomeriggio, ecco perchè oggi non mi sento particolarmente polemico con la scelta di giocare il 23 dicembre".

DENSO, SAVIO ROCCHETTA, ALFIERI ASTI: "MEGLIO DI POMERIGGIO CHE..."

Diego Priamo, dg del Savio Rocchetta: "Noi avremo un giocatore sicuramente impegnato con il lavoro. Diciamo che la scelta di giocare il 23 dicembre è la meno peggio, essendo un pomeriggio...Non siamo irritati, nè felicissimi. Personalmente io avrei fatto slittare tutto il campionato aggiungendo una settimana in più in primavera, ma capisco anche che l'Eccellenza A così finirebbe di giocare sette giorni prima del girone B e per la Lega non sarebbe fattibile".

Giuseppe Macchi, ds della Denso: "Meglio di pomeriggio che di sera, questo è il nostro punto di vista. La nostra è una situazione particolare perchè sul campo non potrà esserci qualcuno dello staff tecnico, ma essendo molto legati all'azienda per motivi lavorativi riusciamo a coprirci a vicenda".

Ignazio Colonna, presidente dell'Alfieri Asti: "Noi avremmo giocato un'amichevole quel giorno...Quinci ci cambia poco. Sono d'accordo con la Denso e il Savio Rocchetta. La data non ci fa impazzire visto che a qualcuno viene anche in mente di prenotare una vacanza, ma meglio di pomeriggio che di sera".

Fabrizio Torta, dg della Cheraschese ai microfoni dei colleghi di Campioni.Cn: "Capisco le posizioni di tutti. Sono consapevole che tanti avranno un problema lavorativo e che si tratta di un giorno molto a ridosso del Natale. Però lo sappiamo già con quasi venti giorni di anticipo e possiamo organizzarci di conseguenza. Io preferisco mille volte giocare il 23 dicembre, piuttosto che scendere in campo a metà dicembre in un turno infrasettimanale con temperature proibitive e campi improponibili. Giocando di sera, saremmo al limite della regolarità, mentre così riusciremo bene o male a garantirla, anche se comprendo le motivazioni di chi non è d’accordo».

Michele Rizzitano

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