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Toro | lunedì 11 dicembre 2017, 10:30

Mihajlovic cambia spartito: “Ora dobbiamo stringere i denti. Tra un mese vedremo il vero Toro”

Il tecnico granata lascia da parte i proclami baldanzosi e per gennaio annuncia l’arrivo di un’altra punta: “Ci serve un vice Belotti”

La pareggite, malattia che da un mese affligge un Toro, incapace di vincere dal 2-1 sul Cagliari del 29 di ottobre, evidentemente deve aver contagiato anche il suo allenatore.

Ricordate il Mihajlovic spavaldo, che prima di affrontare la Juve o di andare a San Siro parlava di un Toro che andava in campo sempre per vincere, per giocarsela contro chiunque? Prima di affrontare nel giro di cinque giorni Lazio (stasera alle 21 a Roma) e Napoli (sabato alle 18 all'Olimpico), l’allenatore serbo cambia spartito e sceglie il basso profilo: “Questo è il momento di stringere i denti. Poi verrà il tempo in cui metteremo la freccia e ripartiremo. Il campionato è ancora lungo, la classifica resta corta, ora l'imperativo è di stare attaccati al gruppo di quelle che lottano per l’Europa”. Non sembra neppure Mihajlovic, a sentirlo parlare, ma la ragion di stato, l’assenza del suo pupillo Niang, il momento grigio di Ljajic e il lungo digiuno di Belotti hanno convinto il tecnico ad essere più prudente.

"Io vorrei sempre vincere e avevo costruito una squadra ancora più offensiva dell'anno scorso, ma un allenatore deve avere l'intelligenza di capire quando deve adattarsi alle situazioni e ai giocatori”. Insomma, adesso la priorità è una formazione più coperta “per ridare solidità alla squadra. I tifosi hanno il diritto di fischiare, ma il Toro sta meglio di un mese fa e io so che tra un mese starà ancora meglio”. Anche perché la speranza di Mihajlovic è che i tre giocatori attorno a cui aveva costruito il nuovo Toro, finora deludenti, anche se per motivi diverse, possano tornare ai loro livelli. “Abbiamo bisogno dei gol di Belotti, finora Ljajic gioca una partita al suo ivello e l’altra no, Niang non ha mai fatto la differenza. Senza di loro non andiamo da nessuna parte”, l’amaro commento del tecnico.

Però gennaio ormai è alle porte e, dopo aver annunciato che il Toro nel mercato di riparazione proverà ad acquistare un attaccante (“dobbiamo capire se puntare su un giocatore esperto o su un ragazzo giovane per fare il vice-Gallo”), intanto sprona i suoi a crederci: “Ora ci attendono due squadre più forti di noi, lo hanno dimostrato lungo tutto il campionato. Ma possiamo fare risultato. Dovremo giocare una grande partita ed essere più cinici in attacco”. Con la perdurante assenza di Ansaldi, il Toro cambierà qualcosa anche dietro, verosimilmente affidandosi all’esperienza di De Silvestri e Molinaro sulle fasce.

“La Lazio insieme all’Inter è la squadra più sorprendente della stagione: sta lottando per la Champions, ha passato il turno in Europa League, è completa in tutti i reparti. Ma qualche piccolo difetto lo hanno anche loro, noi giocheremo su quelli”. E sul Toro ammalato di pareggite chiosa dicendo: “Non tutti i pareggi sono uguali”. Un altro segno x, almeno stasera, sarebbe accolto con il sorriso e come una mezza vittoria.

Massimo De Marzi

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