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Sport invernali | 18 febbraio 2018, 12:00

Sapporo 1972: le Olimpiadi di Gustav Thöni e di tanti carneadi

Insieme all'esperto Pietro Tassone ripercorriamo la storia dei Giochi invernali. In Giappone, dove l'austriaco Karl Schranz viene squalificato per professionismo, lo sciatore azzurro vince lo slalom gigante e si piazza secondo in slalom speciale. In numerose discipline non mancano i trionfi a sorpresa…

Nell'immagine il logo di Sapporo 1972, un momento della cerimonia d'apertura e l'oro olimpico Gustav Thöni

Nell'immagine il logo di Sapporo 1972, un momento della cerimonia d'apertura e l'oro olimpico Gustav Thöni

Prosegue il viaggio nella storia delle Olimpiadi invernali che Torinosportiva.it ha scelto di proporre ai suoi lettori, affidando i comandi al 94enne di origini frabosane Pietro Tassone, grande esperto in materia e campione nel 1957 di "Lascia o Raddoppia". Grazie ai suoi ricordi enumereremo medaglie, racconteremo aneddoti curiosi e vi accompagneremo durante i Giochi di Pyeongchang 2018.

SAPPORO 1972

KARL SCHRANZ, UN'ESCLUSIONE DA 500MILA DOLLARI - L'undicesima edizione delle Olimpiadi invernali si svolse nel 1972 a Sapporo, in Giappone, nell'isola di Hokkaido. Per la prima volta la kermesse a cinque cerchi fu organizzata in Asia e non in una città europea o americana e fu un vero successo: alla rassegna, che prevedeva la disputa di 35 gare, parteciparono oltre 1000 atleti, divisi in 35 rappresentative. Fra le star più attese della competizione vi era indubbiamente lo sciatore austriaco Karl Schranz, primo classificato in Coppa del Mondo nel 1969 e nel 1970 e sfortunato protagonista del "giallo di Chamrousse" quattro anni prima a Grenoble. Clamorosamente, però, egli non prese parte alla manifestazione a causa di una squalifica per professionismo (come accadde al nostro Zeno Colò ai Giochi di Cortina 1956); in particolare, Schranz fu accusato di aver introitato 100mila dollari per pubblicizzare il proprio sponsor tecnico. Interpellato sulla questione, a sorpresa, rispose: "Non penserete che sia stato così stupido, vero?". Salvo poi aggiungere, tra lo stupore generale: "Ne ho presi 500mila!".

GUSTAV THÖNI, IL RE DELLO SLALOM - Nella terra del Sol Levante, l'Italia raccolse un bottino tutto sommato soddisfacente, fatto di due ori, due argenti e un bronzo. Le soddisfazioni auree giunsero dallo slittino, dove Paul Hildgartner e Walter Plaikner centrarono il primo posto ex aequo con i tedeschi Host Hörnlein e Reinhard Bredow, e dallo sci alpino, per mezzo del detentore della coppa del mondo Gustav Thöni, il quale, dopo il terzo posto della prima manche, sfoderò una prestazione eccezionale nella seconda metà dello slalom gigante e issò il vessillo tricolore sul gradino più alto del podio. L'altoatesino di Trefoi si aggiudicò anche una medaglia d'argento nello slalom speciale, gara in cui il cugino Roland si mise al collo il bronzo. L'altro argento per gli azzurri, infine, giunse dal bob a 4 (De Zordo-Frassinelli-Dal Fabbro-Bonichon).

CARNEADI - Tuttavia, le Olimpiadi tenutesi in landa nipponica divennero l'emblema per antonomasia dei carneadi, ovvero di alcuni atleti tutt'altro che celebri che, per una serie di incredibili coincidenze, si ritrovarono al centro delle cronache sportive. È il caso, ad esempio, dell'iberico Francisco Fernández-Ochoa, che nello slalom speciale anticipò al traguardo il nostro Gustav Thöni, regalando alla Spagna quello che, ad oggi, resta il suo unico oro olimpico nell'edizione invernale dei Giochi. Vi fu poi il polacco Wojciech Fortuna (quando si dice "nomen omen"…), il quale, nel salto con gli sci dal trampolino grande, raggiunse i 111 metri al primo tentativo, favorito da un vento eccezionale, e si fermò a una distanza nettamente inferiore al secondo (87.5 metri), quasi come se avesse calcolato a tavolino quanto servisse per vincere l'oro; beffò, infatti, l'elvetico Walter Steiner per un decimo di punto! Infine, nel trampolino piccolo dominò a sorpresa il Giappone, fino ad allora mai vero protagonista ai Giochi: Yukio KasayaAkitsugu Konno e Seiji Aochi realizzarono una storica tripletta, portando in dote al loro Paese, in un colpo solo, tre medaglie.

Alessandro Nidi

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