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Toro | 18 febbraio 2018, 08:00

“Se giochiamo da Toro, si può mettere in difficoltà anche la Juve”

Mazzarri carica i suoi: “Iago Falque è la nostra anima, Belotti ha qualità straordinarie, Baselli può schermare Pjanic. Dobbiamo essere lucidi, guai a restare in 10”. 4-3-2-1 come contro la Samp?

“Se giochiamo da Toro, si può mettere in difficoltà anche la Juve”

In un Olimpico che viaggia verso il tutto esaurito e che sarà colorato quasi completamente di granata (escluso il settore ospiti), il Toro va a caccia di una vittoria nel derby che solo una volta gli è riuscita negli ultimi 23 anni.

Per provare a battere la Juve, però, servirà una partita perfetta, per questo Walter Mazzarri, alla sua prima stracittadina della Mole, ha invitato a cambiare atteggiamento, rispetto all’inizio molle contro l’Udinese di settimana scorsa: “E’ stato ottimo il risultato, non la prestazione, la partenza non è stata buona: per questo dobbiamo fare meglio”. Perché, nonostante il valore dell’avversario, cui il tecnico ha reso il giusto onore (“hanno preso un solo gol nelle ultime 11 partite di campionato, giocheranno con fame e voglia dopo la Champions, i numeri dicono tutto della loro forza”), Mazzarri è convinto che possa dipendere anche dal Toro: “Se noi giochiamo bene possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

Per il tecnico toscano il simbolo della squadra in questo momento è Iago Falque: “Mi piace perché pensa sempre per il bene della squadra, anche se ha numeri formidabili in fase di finalizzazione. Lui è quello che incarna al meglio il nostro spirito”. Mazzarri non si è detto preoccupato della tradizione negativa del Toro negli ultimi vent’anni (“non mi interessa il passato”), ha espresso parole di grande stima nei confronti di Allegri, ma poi è tornato a parlare dei suoi. Baselli potrebbe giocare da finto esterno d’attacco, come è successo due settimane fa contro la Sampdoria (“può schermare Pjanic come fatto con Torreira. Se giocherà, vi lascio un po’ nel dubbio…”, ha detto sorridendo”), il che lascia supporre che possa ripresentare il Toro con il 4-3-2-1 per non dare punti di riferimento agli avversari.

Poi il tecnico ha detto di pensare solo al Toro, anche se è consapevole che un risultato farebbe felice il Napoli che fu suo (“lo sapete, il rapporto che io ho col Napoli è splendido”). La chiave, rispetto all’andata e a tanti derby degli ultimi anni, sarà quello di evitare di restare in 10: “Ci ho lavorato moltissimo nei giorni scorsi. Dobbiamo evitare gli eccessi di foga e restare lucidi: rimanere in undici per tutta la partita è troppo importante”. Poi, anche se Mazzarri ritiene che il centrocampo sarà la zona nevralgica, la partita si deciderà con gli attaccanti e quando gli viene chiesto un confronto tra Higuain e Belotti, si coccola il suo giocatore: “Andrea ha doti importanti, non avrebbe fatto altrimenti 26 gol l’anno scorso. Lui non deve fare confronti con nessuno, ma guardare a sé stesso e non porsi limiti”.

Un gol come quello all’Udinese, ripetuto contro la Juve, avrebbe un sapore speciale e forse decisivo.

Massimo De Marzi

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