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Toro | lunedì 12 marzo 2018, 11:33

Toro, un’altra stagione buttata

Tifosi scatenati su forum e siti granata. Cairo, criticato da molti, scarica le colpe su Mihajlovic: “E’ con lui che sono mancati i punti per l’Europa, Mazzarri si ritrova una squadra che non ha costruito”. Domenica contro la Fiorentina si annuncia durissima contestazione a giocatori e società

Mancano ancora undici partite alla fine della stagione, ma in casa granata è già tempo di futuro. L’ultimo anno della gestione Ventura aveva visto naufragare i sogni di gloria già a inizio gennaio, alla fine del girone di andata. L’anno scorso con Mihajlovic si è guadagnato un mese, arrivando a febbraio, oggi nella prima metà di marzo anche Mazzarri è costretto ad abbandonare ogni velleità. Proprio nelle stagione in cui il Toro partiva dichiaratamente con l’obiettivo di centrare l’Europa.

Per la verità, il tecnico toscano non si era mai esposto dal suo arrivo sulla panchina granata, ma basta andare a rileggere le dichiarazioni trionfali che avevano caratterizzato i commenti di inizio settembre, subito dopo la conclusione del mercato estivo, per capire che le aspettative erano ben altre.

Cairo oggi parla di utilizzare il finale di stagione per lanciare i giovani e capire chi potrà essere utile al progetto del futuro, ma sei mesi fa parlava di miglior Toro degli ultimi 20-30 anni. A dirla tutta, si era spinto anche a parlare di miglior squadra degli ultimi quarant’anni, ma non bisogna avere i capelli bianchi per sapere che in questa squadra non si vede nemmeno l’ombra di gente come Pulici, Graziani, Claudio Sala e Zaccarelli, che erano stati i protagonisti dell’ultima cavalcata scudetto e del favoloso Torino della seconda metà degli anni Settanta. Il presidente forse dimentica anche la squadra che vinse la Coppa Italia e quella che l’anno precedente, nel 1992, era arrivata al terzo posto e si era vista negare la Uefa solo dai pali di Amsterdam.

Più che guardare a quel passato, sarebbe il caso di costruire un futuro diverso e migliore e su queste colonne, mentre sui forum e i siti granata Cairo e il ds Petrachi sono contestati da molti, non ce la sentiamo di criticare una dirigenza che, mai come nell’ultima estate, aveva fatto sforzi importanti, tenendo quasi tutti i migliori (in primis Belotti), aggiungendo poi acquisti importanti come Sirigu, N’Koulou, Rincon e Niang, per citare i quattro più importanti. Il vero errore è stato proseguire con Mihajlovic quando, già sul finiere della scorsa stagione, si erano evidenziate crepe nel rapporto e la sintonia non era più così totale.

Prova ne sia che già a novembre Petrachi si è visto rinnovare il contratto fino al 2020, mentre per il serbo, il cui rapporto sarebbe scaduto a giugno al pari di quello del ds, si è preso tempo, ricordando che il prolungamento sarebbe stato automatico, in caso di Europa. Invece Mister X ha continuato a collezionare pareggi in serie e solo dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia è stato giubilato. Con Mazzarri la squadra sembrava aver svoltato, ma il k.o. contro la Juve è stato fatale a lui come ai suoi predecessori: da lì in avanti il Toro si è perso e ha iniziato solo a perdere, giocando un tempo (il secondo a Verona, il primo a Roma), ma smarrendo quella continuità indispensabile per centrare i risultati.

Addossare all’ex interista, arrivato da poco più di due mesi, tutte le colpe sarebbe sbagliato, oltre che ingeneroso. Mazzarri è il presente e il futuro del Toro, ma per il suo prediletto 3-5-2 questa squadra non è adatta. Al tecnico e alla dirigenza si può imputare di non aver fatto nulla a gennaio, questo sì, ma qualcuno pensa davvero che comprando Laxalt e Donsah si sarebbe fatto il salto di qualità? La verità è che Mihajlovic ha tante colpe (come ha ricordato sia in un cliccatissimo post su Instagram che in una intervista concessa ieri a Radio Deejay il presidente Cairo), ma poi in campo ci vanno i giocatori. E purtropppo in questo Toro abbondano le delusioni, per non parlare di mezzi giocatori.

Belotti è l’ombra di quello della scorsa stagione, complici i due infortuni e una paura che sembra condizionarlo ancora adesso, Niang per mesi è stato un fantasma, Ljajic appena arriva l’inverno cade in letargo e o gioca male o si infortuna con una cadenza impressionante. Rincon, Acquah e Obi sono discreti centrocampisti, ma i giocatori che fanno la differenza sono ben altra cosa. Per non parlare di Baselli, forse l’acquisto più sopravvalutato degli ultimi anni della gestione Cairo.

Mentre sui forum granata e sulle pagine Facebook dedicate al Toro si sprecano le critiche e gli inni al pessimismo, per la partita contro la Fiorentina si annuncia contestazione a società e calciatori. E se non assumerà le forme più dure sarà solo per il rispetto che si deve alla tragedia di Davide Astori, che domenica accomunerà tifosi granata e viola, storicamente gemellati, in un unico caldo applauso.

Massimo De Marzi

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