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Calcio | 18 marzo 2018, 17:15

Toro sconfitto e contestato

La Fiorentina spreca un rigore ma si porta in vantaggio con un contropiede velenoso di Veretout, l’inconsistente squadra di Mazzarri trova il pareggio nel finale con Belotti, ma nel recupero il penalty di Thereau regala i tre punti ai viola. Il pubblico se la prende con tutti, società e giocatori

Toro sconfitto e contestato

Più che un Toro ormai assomiglia a una mucca. Contro la Fiorentina arriva la quarta sconfitta di fila per la squadra di Mazzarri, che perde 2-1 e questa volta non gioca neppure un tempo, ma fa malissimo dal primo all’ultimo minuto. Lenta, prevedibile, senza gioco, con molti giocatori che appaiono la copia scarsa di quelli visti nei mesi scorsi.

L’emblema del "momento no" dei granata è il capitano: Andrea Belotti non ne indovina una, perde palloni su palloni, spesso fatica a stare in piedi, eppure nel finale il Gallo trova la rete dell’illusione, dopo che la Fiorentina aveva sprecato un rigore ma si era portata in vantaggio grazie a Veretout e fallito il colpo del k.o. Il Toro, però, viene giustiziato dalla Var e dal penalty di Thereau nel recupero, che regala alla formazione di Pioli un successo che consente di sperare ancora nell’Europa League, restando in scia a Sampdoria e Atalanta.

Il Toro, invece, chiude come aveva iniziato: tra l’indifferenza di alcuni e i fischi e la contestazione di molti, che non hanno risparmiato nessuno, dai giocatori alla società. Sembrava impossibile ma questa stagione sta avviandosi alla fine in modo ancora più triste e inglorioso delle due precedenti.

Cronaca. All’Olimpico si gioca in un clima di grande freddezza e non solo per via del vento gelido e della pioggia: il pubblico, in polemica coi giocatori granata, accoglie nell’indifferenza l’annuncio delle formazioni, con la curva Maratona che espone prima dell’inizio un doppio striscione dal contenuto inequivocabile: “Voi pensate solo ai soldi e in campo non lottate più!!” e ancora “Noi nostalgici di un Toro che non esiste più”. La curva Primavera, invece, preferisce indirizzare i suoi strali altrove, gridando a più riprese “Presidente Cairo vaffa…”, così finisce per passare sotto silenzio il gemellaggio rinnovato tra le due tifoserie nel nome di Davide Astori, ricordato da un lungo striscione. Toro con il 4-3-3, ma Niang parte ancora dalla panchina e nel tridente con Iago Falque e Belotti c’è Berenguer, mentre la Fiorentina (in campo con maglia azzurra per celebrare Santa Croce) gioca con Saponara alle spalle dei giovani figli d’arte Simeone e Chiesa.

Riflettori accesi comne si giocasse in notturna, ma i primi minuti in campo sono al buio, visto la mancanza di gioco e idee da entrambe le parti. Poi la partita si accende d’improvviso al 7’: scontro tra Moretti e Simeone in area, con l’arbitro Gavillucci che indica senza incertezze il dischetto, ma poi dopo essere stato avvisato dall’alto va a controllare il Var e torna indietro sulla propria decisione, mentre Veretout era già pronto a calciare. Il rigore, comunque, arriva qualche minuto dopo, con la Var ancora una volta decisiva: Gavillucci al 13’ punisce col penalty il tocco di De Silvestri sul tiro di Biraghi, ma la Fiorentina spreca, con Sirigu che si esalta, distendendosi sulla sua sinistra per deviare il tiro (per la verità non troppo angolato) di Veretout.

Neppure lo scampato pericolo sveglia il Toro, la Maratona si sente solo quando dedica un coro ad Astori e poi espone un altro striscione polemico, stavolta con bersaglio della contestazione la società: “Pochi investimenti tante parole, in realtà è un Toro di poco valore”. La Fiorentina si fa notare con una punizione alta di Biraghi, mentre per vedere la squadra di Mazzarri rendersi (si fa per dire) pericolosa occorre aspettare quasi venti minuti e il tiro deviato di Rincon. La partita resta di inguardabile bruttezza e la musica non cambia fino all’intervallo, accolto dal pubblico con una salve di fischi e i cori “meritateci” e “tirate fuori le palle” da parte della Maratona.

La ripresa inizia con il Toro ancora sotto tono e la Fiorentina che fa la partita, pur non costruendo nulla di clamoroso. Ansaldi rischia il clamoroso autogol al 7’ e sul corner successivo Vitor Hugo sbaglia il tempo del salto e manca l’appuntamento con il pallone, a due passi da Sirigu. Poco dopo Mazzarri effettua il primo cambio, con il giovane Barreca che rimpiazza l’impalpabile De Silvestri e Ansaldi che scala sulla sinistra, mentre al 13’ esce il deludente Berenguer per fare spazio alla fisicità di Niang: passa meno di un minuto e da un erroraccio di Acquah nasce il contropiede fatale della Fiorentina, con Veretout che si invola verso Sirigu e lo supera con un tocco morbido, facendo esplodere definitivamente la contestazione. “Ci avete rotto il c.” inizia a gridare la curva Maratona, mentre la Primavera riprende a insultare Cairo, imitata poco dopo dalla Maratona, che in precedenza aveva attaccato soprattutto i giocatori.

Sirigu nega il 2-0 al tiro-cross del solito Veretout, mentre il Toro non riesce a costruire una reazione convincente, gettandosi in avanti a testa bassa, senza gioco nè idee. Soltanto alla mezz’ora della ripresa Mazzarri si ricorda di avere in panchina Ljajic e con l’ultimo cambio si affida al serbo (applaudito) per l’arremnbaggio finale: la squadra continua a giocare malissimo, con Belotti che non sta letteralmente in piedi ed è l’ombra dell’attaccante ammirato nella scorsa stagione. Ma al minuto 41 il Gallo si fa trovare pronto all’appuntamento sul morbido calcio di punizione di Ljajic e firma il gol del pareggio, approfittando della dormita della difesa viola.

La Fiorentina, conscia di aver buttato via la vittoria, si riversa negli ultimi minuti all’attacco, con Benassi e Badelj che sfiorano il 2-1 e al terzo minuto di recupero la trovano, complice ancora una volta la Var: Gavillucci punisce col rigore il tocco di mano di Ansaldi e Thererau (entrato nel finale) non fallisce, regalando ai suoi un successo che tiene accesa la fiammella della speranza europea. Per il Toro, invece, è notte fonda, con il pubblico che alla fine non risparmia nessuno: le ultime dieci partite saranno un autentico supplizio, viste queste premesse.

Torino – Fiorentina 1-2

TORINO (4-3-3): Sirigu; De Silvestri (9’ st Barreca), Nkoulou, Moretti, Ansaldi; Acquah, Valdifiori, Rincon (29’ st Ljajic); Iago Falque, Belotti, Berenguer (13’ st Niang). All. Mazzarri

FIORENTINA (4-3-1-2): Sportiello; Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi; Benassi, Badelj, Veretout; Saponara (31’ st Thereau); Simeone (20’ st Falcinelli), Chiesa. All. Pioli

Arbitro: Gavillucci di Latina

Reti: st 14’ Veretout, 41’ Belotti, 48’ Thereau (rig.)

Ammoniti: De Silvestri, Iago Falque, Niang, Biraghi, Pezzella, Benassi

Massimo De Marzi

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