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Altri sport | sabato 14 aprile 2018, 14:33

L’Itinera CUS Ad Maiora in campo domenica alle ore 12.30, a Grugliasco, contro la Gran Sasso

Gli ospiti sono il fanalino di coda della classifica. Parla Giorgio Polla, reduce dalla sua prima segnatura in categoria, che con la sua meta ha rimesso in carreggiata una partita che altrimenti si sarebbe potuta immeritatamente perdere: "Il CUS Torino? Come una famiglia”

Giorgio Polla in azione contro l'Accademia

Con la sua meta quasi allo scadere ha rimesso in carreggiata una partita che l'Itinera CUS Ad Maiora Rugby 1951 non avrebbe meritato di perdere, regalando a sé e ai compagni la quinta vittoria in sette partite della seconda fase di serie A.

Giorgio Polla ha festeggiato in questo modo la sua prima segnatura in categoria. “Sono contento di aver finalizzato l'azione - spiega il 23enne terza linea biancoblù - ma in realtà, essendosi trattato di una meta di maul, il merito va condiviso con tutta la mischia. Ci siamo conquistati una touche e sulla rimessa di Martina, Ursache ha controllato il pallone. Abbiamo tenuto in piedi la maul, dopo che precedentemente avevamo subìto svariati sacking, e gli avversari ci hanno ingaggiati, mentre prima di allora si erano spesso tolti. Siamo stati bravi a spingere fino in meta tutti insieme e io ho schiacciato. È stato bello, perché abbiamo risollevato il risultato, tenendo duro fino alla fine. Rispetto alla gara d'andata complessivamente siamo stati poco cinici e abbiamo concretizzato meno di quanto avremmo potuto e dovuto, essendo stati quasi tutto il tempo nella loro metà campo. Il CUS Perugia, dal canto suo, ha messo nella partita una notevole aggressività e determinazione. È stata una partita fisica e, secondo me, alla fine è prevalsa la nostra migliore tecnica”.

A Pian di Massiano l'Itinera ha confermato i progressi fatti vedere nella seconda parte della stagione.

Abbiamo fatto un grande passo avanti rispetto alla prima fase - afferma Polla - anche se è pur vero che prima ci siamo confrontati con compagini più strutturate e con più esperienza della nostra. Ora stiamo venendo fuori anche perché abbiamo molta più fiducia nel nostro sistema di gioco”.

Domenica alle ore 12,30 gli universitari saranno opposti, al centro sportivo Angelo Albonico, al fanalino di coda Gran Sasso (arbitro Dario Merli di Jesi, assistenti Vincenzo Smiraldi e Paolo Boni di Torino): “Se vogliamo, si tratta di un team abbastanza simile al CUS Perugia, che ci mette il cuore e riesce a essere insidiosa soprattutto nelle fasi di contatto, nei punti d'incontro, nei placcaggi e, in generale, nelle fasi più grezze. Gli abruzzesi sono un team da non sottovalutare. Dobbiamo lavorare per far sì, nelle gare più agonistiche, di pareggiare con la grinta e andare sopra con la tecnica. Nelle partite che rimangono ce la metteremo tutta per abituarci sempre più a giocare per vincere, anche nell'ottica della prossima stagione”.

Giorgio gioca flanker, ma non è sempre stato questo il suo ruolo.

Ho iniziato a praticare il rugby a 14 anni al CUS Torino - ricorda - e per poco tempo ho fatto la prima linea, poi prevalentemente seconda linea e 8, nelle giovanili. Crescendo ed entrando in prima squadra, per questioni fisiche, sono diventato terza linea. Ci sono vari aspetti nei quali vorrei migliorare e uno è quello delle prese al volo. Nei placcaggi vado un po' ad alti e bassi.

Nelle fasi statiche, la touche mi è sempre piaciuta moltissimo e penso di cavarmela. In mischia, dopo tanti anni, faccio il mio. Con la palla in mano mi sento a mio agio, anche se non sono uno sfondatore come Ursache. Mi piace più attaccare che difendere, ma ritengo di essere più utile alla squadra in difesa. Con questa maglia ho militato in serie C, in B e ora in A.

Il far parte di una squadra di alto livello è certamente impegnativo, ma mi aiuta molto e mi garantisce una forma mentis che mi agevola nello studio. Frequento il Politecnico e sono al secondo anno della magistrale in Ingegneria Gestionale.

Mi mancano ancora cinque esami e, se tutto andrà bene, spero di terminarli entro giugno. Dopo la laurea mi auguro che ci sarà ancora tempo da dedicare al rugby, che vivo come una passione. Ormai per me il CUS Torino è come una famiglia”.

R.G.

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