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Toro | domenica 22 aprile 2018, 17:08

L’Atalanta spegne i sogni del Toro e vola verso l’Europa

Troppe le assenze nella squadra di Mazzarri, che risponde con Ljajic al vantaggio di Freuler, ma poi non ha la forza di reagire al 2-1 di Gosens. Gasperini scavalca il Milan e vede il secondo miracolo, dopo l'euroqualificazione della scorsa stagione

L’Atalanta spegne i sogni del Toro e vola verso l’Europa

Stavolta è finita davvero. L’Atalanta batte 2-1 un Toro falcidiato dalle assenze e vola verso la qualificazione all’Europa League, obiettivo che i granata (per l’occasione in maglia bianca) salutano definitivamente, scivolando a -8 dai bergamaschi.

Gasperini, che sul campo aveva centrato questo risultato già in due occasioni con il Genoa, fa il bis alla guida dell’Atalanta, malgrado le tante cessioni della scorsa estate. Ma i nerazzurri, pur avendo fatto molta strada sia in Europa che in Coppa Italia, sono arrivati in splendide condizioni alla volata finale, a differenza delle dirette rivali Fiorentina e Samp. Il Toro, per continuare a crederci, dopo i tanti punti persi nell’andata e le quattro sconfitte nel ritorno, avrebbe dovuto fare il colpaccio, ma Mazzarri si è trovato a fare i conti con una mezza dozzina di assenti, tra infortuni e squalifiche, in occasione della sfida più importante. E così, dopo una serie di cinque risultati utili, questa sconfitta ha fatto calare il sipario sulle ambizioni granata.

Il Toro era partito meglio in entrambi i tempi, ma la partita è stata per larghi tratti in mano ad una Atalanta più frizzante e volitiva: al primo vantaggio firmato da Freuler i granata hanno reagito con l’immediato pareggio di Ljajic, ma dopo il 2-1 di Gosens, sulla seconda dormita della difesa, non hanno avuto la forza per tornare nuovamente in partita, traditi per l’ennesima volta da Belotti, autore di una prova anonima. Da questa settimana si comincerà a progettare il futuro e le ultime quattro gare serviranno a Mazzarri per capire da chi ricominciare l’anno prossimo e alla società per muoversi per tempo per costruire finalmente una formazione in grado di centrare l’obiettivo europeo.

Cronaca. Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia pubblico delle grandi occasioni per una partita decisiva per le sorti della corsa all’Europa League. Grade coreografie da parte delle due curve dell’Atalanta, nurita e colorata la pattuglia dei tifosi granata al seguito: applausi da tutto lo stadio quando, a pochi istanti dall’inizio, sui megaschermi viene ricordato il grande doppio ex Emiliano Mondonico. Tutte e due le squadre in campo con il modulo 3-4-1-2, dove è Cristante a svolgere il ruolo di rifinitore per Gasperini, che sceglie Barrow come partner per il Papu Gomez, mentre Mazzarri, complici le tante assenze, davanti schiera Edera al fianco di Belotti con Ljajic trequartista, soprendendo tutti con la scelta di Bonifazi come esterno destro di centrocampo. Il Toro parte meglio e dopo meno di cinque minuti confeziona la prima occasione, ma su azione d’angolo Belotti di testa non trova la porta di Berisha. Poco dopo i granata conquistano un altro corner grazie ad Ansaldi, ma la verve offensiva degli uomini di Mazzarri si esaurisce in fretta e poco alla volta è l’Atalanta che diventa padrona del gioco.

Come prevedibile, è Papu Gomez il più pericoloso tra i suoi, anche se la prima occasione arriva per merito di Toloi, con la difesa granata che si salva in qualche modo: da metà tempo l’Atalanta inizia a spingere sull’acceleratore e per due volte, a cavallo della  mezz’ora, Barrow diventa protagonista, con Sirigu chiamato a interventi non semplici per mantenere inviolata la sua porta. Il Toro fatica a ripartire e a costruire gioco, in mezzo al campo si sentono le assenze di Baselli e Obi, un difensore come Bonifazi schierato a centrocampo fatica a tenere il passo degli avversari, così la squadra appare spaccata in due, con i tre davanti spesso abbandonati al loro destino. Prima della pausa l’ultimo brivido nerazzurro è di Cristante, mentre per poco una leggerenzza di Berisha non viene sfruttata da Ljajic.

La riprese vede di nuovo il Toro iniziare meglio, come era successo nel primo tempo, ma a passare è l’Atalanta, con il colpo di testa di Freuler all’8’, che svetta sul cross di Barrow, inspiegabilmente dimenticato dalla difesa granata. Sembra il colpo del k.o. ma nel momento più difficile il Toro ha una immediata reazione di carattere e meno di due minuti dopo trova il pareggio: bello spunto di Edera, il cui invito viene sfruttato da Ljajic, che salta De Roon e fa secco Berisha. La partita diventa bellissima, con continui capovolgimenti di fronte: il colpo di testa di Caldara si spegne di poco alto poco prima del quarto d’ora, il Toro risponde con Ljajic, pericoloso in due occasioni, ma un’altra svista della retroguardia granata porta al nuovo vantaggio nerazzurro firmato da Gosens al 20’.

A metà ripresa l’arbitro Aureliano concede un minuto di sosta per consentire ai giocatori di potersi dissetare, visto il caldo quasi estivo: nel frattempo Mazzarri sostituisce Bonifazi con Molinaro, per avere un esterno di ruolo vero, con Ansaldi che scala a destra al posto del giocatore sostituito. Il Toro, però, continua a fare fatica a costruire gioco mentre l’Atalanta, avendo spazi a disposizione, potrebbe fare male in un paio di veloci ripartenze. Il finale vede la squadra di Gasperini controllare senza grossi problemi il generoso ma sterile serrate granata, cui non basta l’innesto di Berenguer al posto di Acquah per avere una maggiore verve offensiva, dove solo Edera riesce a creare qualche grattacapo alla difesa nerazzurra.

Mazzarri tenta anche la carta Niang, mentre dall’altra parte Cornelius rileva l’applauditissimo Barrow: gli ultimi due cambi non mutano nulla, l’ultima speranza granata vola alta, come la punizione di Ljajic a pochi istanti dal 90’. L’Atalanta vince, scavalca il Milan e vede la seconda euroqualificazione consecutiva: da queste parti non succedeva da quasi trent’anni, quando i nerazzurri erano guidati da Mondonico. Il Toro, invece, rimanda ancora una volta l’appuntamento, ma l’Europa non l’hanno persa a Bergamo i granata, ma molto prima.

Atalanta – Torino 2-1

Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Caldara, Mancini (35’ st Bastoni); Hateboer (1’ st Castagne), De Roon, Freuler, Gosens; Cristante; Barrow (41’ st Cornelius), Gomez. All. Gasperini

Torino (3-4-1-2): Sirigu; Nkoulou, Burdisso, Moretti; Bonifazi (22’ st Molinaro), Acquah (30’ st Berenguer), Rincon, Ansaldi; Ljajic; Edera (40’ st Niang), Belotti. All. Mazzarri

Arbitro: Aureliano di Bologna

Reti: st 8’ Freuler, 10’ Ljajic, 20’ Gosens

Ammoniti: Caldara, De Roon, Ansaldi, Moretti

Massimo De Marzi

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