Calcio
venerdì 13 luglio 2018, 06:00

Monsignor D’Urso su Ronaldo: “la scandalosa quantità di denaro impegnata nel mondo del pallone è uno schiaffo ai poveri”

Melfi in sciopero per protestare contro l'acquisto milionario della Juventus di CR7

Uno sciopero è stato indetto dall'Unione Sindacale di Base (Usb) da domenica sera fino a martedì, a Melfi, per protestare contro l'acquisto milionario della Juventus del calciatore Cristiano Ronaldo.

"Di fronte a tanta iniquità non si può non scioperare", così nel volantino.

"E'inaccettabile che l'azienda,mentre continua a chiedere ai lavoratori di Fca e Cnh Industrial enormi sacrifici a livello economico, decida di spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore".

Per il presidente nazionale della Consulta Antiusura – scesa in campo a fianco dei lavoratori in sciopero -  “il mondo del calcio con il denaro che impegna nelle compravendita di calciatori dimostra di ignorare completamente le conseguenze della crisi economica che affligge il Paese”.

Di fronte a questa indifferenza – scrive il Servizio Informazione Religiosa citando monsignor D’Urso - appare più che giustificato lo sciopero di protesta dei lavoratori di FCA di Melfi, ai quali insieme a tanti altri sono chiesti continuamente enormi sacrifici – continua la nota -. La scandalosa quantità di denaro impegnata nel mondo del pallone è uno schiaffo ai poveri, a quanti cercano o hanno perso il lavoro e a quanti che con le proprie risorse non arrivano alla terza settimana del mese”. La Consulta afferma come “lo sport non può diventare uno dei tanti business, un tetto massimo agli stipendi di calciatori e dirigenti e alle compravendite va messo con rapidità prima che sia troppo tardi”. Appello del presidente, mons. Alberto D’Urso alle istituzioni: “Non possono ignorare queste problematiche di diseguaglianze socio-economiche che interessano i cittadini. Il risanamento dell’Italia passa anche attraverso il mondo del calcio che tutti vorremmo fosse popolato da persone comuni e non da privilegiati. Ci sarà qualcuno che doverosamente si sentirà chiamato ad approfondire questo problema alla luce di un’economia di comunione, di solidarietà e di sobrietà?”.

W.A.

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