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Sport invernali | venerdì 20 luglio 2018, 07:00

Viviana Ferrero, dissidente 5 Stelle: “Commissione d’inchiesta sulle Olimpiadi di Torino 2006”

“Per spiegare perché le premesse sono risultate diverse dagli effetti reali, quali siano state le cose che non hanno funzionato. E la motivazione”. E poi: “Il rilancio mediatico di una città come Torino sta avvenendo paradossalmente più per un calciatore che per un’Olimpiade”

Non molla la presa, Viviana Ferrero, una (forse la più… cocciuta) dei dissidenti dei 5 Stelle  che avevano “costretto” Beppe Grillo a scrivere loro - dopo che avevano bloccato il voto a favore delle Olimpiadi torinesi – in risposta proprio ad una lettera della stessa consigliera comunale valsusina che gli aveva espresso tutto il suo sconcerto per il cambio di posizione su uno dei temi caldi della propaganda grillina, il no alle grandi opere e agli "sprechi olimpici".

Ieri “Vivirosso” è tornata sull’argomento con un lungo post pubblicato sulla propria  pagina Facebook con il quale la donna ha addirittura chiesto l’istituzione di una una commissione d'inchiesta sullo Olimpiadi di Torino 2006.

Il limite della democrazia sta nella comunicazione– scrive la consigliera Ferrero -, nel dare corrette informazioni. Se queste non vengono date non si hanno gli strumenti per necessari per prendere decisioni. Solo se fornisci informazioni crei una sana opinione pubblica. Che non si fa governare e manipolare dagli slogan. Ci vuole chiarezza e trasparenza. Diventare cittadini attivi è poter disporre degli strumenti per comprendere. Il dibattito non possiamo ridurlo al ‘si’ o ‘no’ Olimpiadi . E' profondamente opaco e opacizzante ridurre i cittadini a ‘fans’”.

Poi l’affondo: “L'amministrazione si deve fare carico di spiegare perché quel modello delle Olimpiadi 2006 non ha funzionato, perché il modello Cio lasci la quasi totalità delle città distrutte dai debiti. Ho passato ore a studiare il dossier Olimpico 2006 tempo prezioso che avrei potuto dedicare ad altro. Sono i colleghi di minoranza che mi devono spiegare cosa non ha funzionato. Perché era un bel dossier. Non mi appartiene sotto tanti punti di vista, ma era un bel dossier con tanti buoni propositi. Sono loro che, rispetto al dossier olimpico, mi devono spiegare perché le premesse sono risultate diverse dagli effetti reali, quali siano state le cose che non hanno funzionato. E la motivazione. Di qui parte la richiesta di una commissione d'inchiesta”.

Nessuno nega - conclude la Ferrero - che le Olimpiadi abbiano rilanciato Torino nel mondo, ma il post olimpico con le sue innegabili negatività (Moi, debito, ecc.) ha un riverbero sicuramente più grande dell'oblio che vivono le città post-olimpiche. E' l’operazione trasparenza che fa realmente la differenza. L'analisi costi- benefici preventiva fa realmente la differenza. Lo Stato potrà decidere su dati oggettivi se le Olimpiadi invernali, zeppe di troppe discipline non praticabili nel post-olimpico risultino una priorità. Per me non lo sono perché il rilancio mediatico di una città come Torino sta avvenendo paradossalmente più per un calciatore che per un’Olimpiade. Perché ripetere errori quando non si è certi di poter blindare ogni passaggio è imprudente e irresponsabile. Abbiamo voluto dare con il manifesto dei 45 punti una nostra visione di Giochi olimpici. Una visione strutturata ed articolata. Abbiamo voluto fare la differenza perché differente è il tipo di Olimpiade che vogliamo. Per me la questione ora è nazionale se le Olimpiadi non sono sostenibili non si fanno in Italia. Punto”.

Walter Alberto

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