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Sport invernali | martedì 02 ottobre 2018, 16:38

Olimpiadi, Chiamparino: "Il Piemonte messo in disparte dal governo giallo-verde. Giorgetti? Non ho compreso la sua scelta"

Il governatore del Piemonte relaziona in Consiglio regionale sui Giochi 2026: "Appendino è stata chiara, la sua maggioranza molto meno. E ha danneggiato la città, indebolendo la sua immagine"

Olimpiadi, Chiamparino: "Il Piemonte messo in disparte dal governo giallo-verde. Giorgetti? Non ho compreso la sua scelta"

Il Piemonte? Messo all'angolo dal governo giallo-verde. Appendino? La sua maggioranza ha sminuito la candidatura ai Giochi. Giorgetti? Una scelta incomprensibile.

E' un Chiamparino che non le manda a dire quello che oggi si è presentato in aula in Consiglio regionale per relazionale sulla candidatura di Torino alle Olimpiadi 2006. Il governatore del Piemonte ha ripercorso le varie tappe, dal 19 giugno a oggi, cioè dalla candidatura unica di Torino all'accettazione del tridente con Cortina e Milano, fino all'esclusione del solo capoluogo piemontese in favore dei giochi lombardo-veneti.

Ma a scaldare gli animi e l'aula sono state le conclusioni di Chiamparino, che ha parlato di tre nodi ancora da sciogliere.

"Primo - ha spiegato il governatore - penso che qui ci fosse già un gruppo di persone esperte, che avevano lavorato a Torino 2006. E impianti da recuperare. Quindi Torino era la candidatura perfetta. Ma c'è da dire che a sminuirla è stato proprio l'atteggiamento della maggioranza 5 Stelle nel Consiglio comunale di Torino, che ha messo in minoranza la sua stessa sindaca Appendino e ha contestato il dossier del 2006. Un vero autogol: parlare male dell'esperienza di 12 anni fa, ha sminuito l'immagine di Torino".

"Secondo - ha proseguito il governatore - non capisco la posizione del sottosegretario Giorgetti. Non c'era infatti ragione per far saltare il tavolo: Milano non ha chiesto di essere capofila, cosa che sia io che Appendino avremmo trovato inaccettabile - ma ha solo chiesto di avere il primo nome nel logo davanti alla altre due città. Terzo: non credo sia possibile che una candidatura già definita salti senza che il governo abbia mandato almeno una lettera di garanzia. Per una candidatura serve una garanzia da parte del governo".

Chiamparino ha concluso la sua relazione con una considerazione strettamente politica: "Se serviva un ulteriore episodio per dimostrare che per questo governo il Piemonte è messo in disparte, in un angolo, questo lo è. E le ragioni sono chiare: uno dei due partiti ai vertici ha interessi economici e politici nel Nord-Est e nel Lombardo-Veneto, non certo da noi, l'altro è quello che promuove la decrescita e non la crescita, è il partito del no. Non c'è da stupirsi dunque che la conclusione della vicenda sia stata questa".

Daniele Angi

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