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| lunedì 15 ottobre 2018, 17:12

Nelle arcate dell'Ex-Moi la realtà virtuale vissuta dai pazienti del Regina Margherita

Inaugura il 25 ottobre la mostra “HanaHana - a VR Experience”, dell'artista Mélodie Mousset, organizzata dal collettivo Treti Galaxie. Un progetto sperimentale che mira ad abbattere le barriere ospedaliere

Nelle arcate dell'Ex-Moi la realtà virtuale vissuta dai pazienti del Regina Margherita

Le arcate dell'Ex-Moi riprendono vita grazie a un'esposizione di Treti Galaxie, art project fondato da Matteo Mottin, Ramona Ponzini e Sandro Mori. “Crediamo che l’arte abbia il potere di migliorare la vita di chi ne fa esperienza”, spiegano. “Il nostro obiettivo è fare in modo che la ricerca di un artista possa raggiungere e ispirare il maggior numero di persone possibile”. Non hanno una sede fissa per le loro esposizioni, ma cercano di volta in volta lo spazio più rappresentativo per il progetto in atto, cui offrono consulenza e servizi di art divisory.

A un anno dalla riapertura della fortezza sotterranea del Pastiss con la mostra personale di Clémence de La Tour du Pin, e a due dalla discussa mostra di Alvaro Urbano all’interno della guglia della Mole Antonelliana, il collettivo Treti Galaxie propone ora “HanaHana - a VR Experience”, un’esperienza in realtà virtuale interattiva sviluppata dall’artista francese Mélodie Mousset.

Classe 1981, nata ad Abu Dhabi e ora residente a Zurigo, in occasione dell'esposizione ha dialogato con i bambini ospedalizzati nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita, all'interno del progetto “Robo&Bobo” di Dear Onlus, associazione che si occupa di umanizzazione in ambienti ospedalieri.

Interessata al corpo come veicolo di interazioni fisiche e rituali, la Mousset indaga le condizioni che portano alla formazione dell’identità nel contesto della biotecnologia e dei nuovi media. Dà vita a installazioni immersive in cui realtà virtuale e realtà materiale convergono, rendendo elusivo il confine tra ciò che sta dentro e fuori dal corpo del fruitore. 

HanaHana è una rappresentazione dell'inconscio corporeo dell’artista sviluppato come ambiente in realtà virtuale: lo spettatore si ritrova così in un mondo-laboratorio, composto prevalentemente da sabbia, acqua colorata e misteriose strutture di pietra. Qui può costruire all'infinito vertiginose architetture composte da mani, il primo e più antico strumento dell'umanità. 

Il team multidisciplinare di Dear, con professionisti attinti da diversi ambiti, dal design alla psicologia, ha ideato e condotto una serie di laboratori attraverso i quali i ragazzi sono entrati in dialogo con il lavoro e la ricerca della Mousset, diventando i suoi assistenti per la durata dell'intero progetto e contribuendo in maniera attiva alla creazione della nuova opera.

Il lavoro sarà esperibile in mostra dal visitatore tramite visori Acer Windows Mixed Reality. L'obiettivo del progetto, partito in forma sperimentale, è offrire ai giovani pazienti un’esperienza formativa unica, contribuendo anche ad abbattere la barriera fisica tra interno ed esterno dell’ospedale. 

La scelta dell'ex Moi è dovuta alla particolare struttura architettonica che lo caratterizza, con il suo ipnotico ripetersi di archi e la sua storia di scambi, mutamenti, contaminazioni. Un luogo da tempo al centro dell'interesse di molti per il suo potenziale aggregativo, dopo le passate installazioni di Paratissima, più volte citato anche in Circoscrizione 8 in vista di possibile eventi culturali. 

Il progetto è stato realizzato con il supporto di Compagnia di San Paolo, Fondazione Alta Mane Italia e Fondation Alta Mane Genève, con la sponsorizzazione tecnica di Acer, Parcolimpico, DuParc Contemporary Suites, DuParc Oriental SPA, Sardex in Piemonte, Piemex, Lo Spaccio Alimentare.  

La mostra si terrà in via Giordano Bruno 181, a ingresso gratuito. Inaugurerà giovedì 25 ottobre alle ore 18 (opening su invito; per info scrivere a info@tetrigalaxie.com) e sarà visitabile fino al 15 novembre in concomitanza con Artissima, a partire dalle ore 10.

Manuela Marascio

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