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torinosportiva.it | 19 ottobre 2018, 12:05

A poche ore dalla morte, Raffaello Bucci “era terrorizzato”. Perché?

A dirlo sono alcuni amici intercettati dalla procura di Torino. E uno di loro afferma: "Lo ha ammazzato”. Lapsus o verità nascosta? Sempre più profondo il mistero sulla morte dell'ex Drughi cuneese

I funerali di Raffaello Bucci

I funerali di Raffaello Bucci

Si tinge sempre più di giallo il “Caso Bucci”, ossia il suicidio dell’ex ultras juventino Raffaello Bucci, gettatosi da un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, nel luglio di due anni fa.

In attesa della puntata di Report che andrà in onda lunedì 22 ottobre e mostrerà documenti e testimonianze inedite, continuano ad uscire delle indiscrezioni che portano ad avvalorare sempre di più la tesi sostenuta dall'indagine - scampata per un soffio all’archiviazione, passata alla procura di Cuneo - che ha ipotizzato il reato di “Istigazione al suicidio”.

Secondo l’ipotesi investigativa, quindi, l’ultras cuneese si sarebbe buttato da quel viadotto perché indotto da qualcosa o da qualcuno che gli hanno fatto scegliere la morte come male minore nei confronti di chissà quale conseguenza. La morte di Bucci avviene il giorno dopo in cui il giovane cuneese è stato ascoltato in procura a Torino nell’ambito dell’indagine Alto Piemonte, sull’infiltrazioni della ‘ndrangheta in varie province, nonché nella curva della Juventus.

A rendere ancora più intricata la storia, alcuni giornali in questi giorni hanno riportato alcuni stralci di intercettazioni a carico di Alessandro D’Angelo, security manager della Juventus che, nel luglio del 2016 è intercettato dalla Procura di Torino nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Piemonte e sui rapporti dei calabresi con la curva bianconera.

E’ proprio D’Angelo a riferire ad Andrea Agnelli la notizia del suicidio del loro collaboratore Raffaello Bucci.  In un passaggio, il security manager dice, parlando di Bucci esclama: "E' impazzito... aveva paura che l’ammazzassero probabilmente perché… da come parlava… continuava a dire “sono un uomo morto, è finita, sono un uomo morto, è finita. E adesso si è lanciato da un ponte, non ce l’ha fatta… non c’è l’ha fatta.”

In un’altra telefonata, quella tra D’Angelo e Francesco Calvi, ex responsabile marketing della Juventus, D’Angelo inizia la conversazione con l’affermazione “Lo ha ammazzato”, senza precisare il soggetto e senza nessuna richiesta di chiarimento da parte dell’interlocutore Calvi.

Ricorre spesso, parlando di Raffaello Bucci, l’affermazione: “Era terrorizzato”.

Terrorizzato da chi? E per che cosa? Chi o che cosa può aver spaventato così tanto un uomo che non era certo avvezzo al sentimento della paura? Forse scoprirlo potrebbe essere la pista giusta per capire se su quel maledetto viadotto, in una calda giornata di luglio, Raffaello Bucci c’è andato da solo o con qualcuno che seguiva le sue mosse a distanza o magari, più semplicemente quel volo di quaranta metri lo riteneva l’unica soluzione per non farsi ammazzare o coinvolgere in chissà quale brutta storia, le persone che amava.

Le intercettazioni complete si posso leggere sul portale de "Il Napolista".

NaMur

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