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torinosportiva.it | lunedì 22 ottobre 2018, 12:00

"Tanto fango e niente arrosto" o "qualcosa d’impressionante"? Report manda in onda una puntata su “Mafia e calcio”

Il servizio sarà trasmesso nella puntata del 22 ottobre. Il conduttore: “Quanto andrà in onda potrebbe interessare la giustizia sportiva”

"Tanto fango e niente arrosto" o "qualcosa d’impressionante"? Report manda in onda una puntata su “Mafia e calcio”

Se  sarà “tanto fango e niente arrosto” come scrive Fabio Giambò sul sito internet Juventibus.com oppure “qualcosa di impressionante” o – peggio ancora - una vicenda che sconvolgerebbe il calcio italiano dopo “Calciopoli“ come sostiene invece Report, la popolare trasmissione d’inchiesta di Rai 3 che si appresta a mandare in onda un servizio che si occupa di “Mafia e calcio” in cui sarà trattato il suicidio del capo ultrà della Juventus Raffaele Bucci, lo sapremo soltanto nelle settimane a venire.

Per intanto Sigfrido Ranucci, conduttore del programma, ha annunciato a 'Tele Radio Stereo', che il servizio sarà mandato in onda nella puntata del 22 ottobre aggiungendo che "si tratta di un'inchiesta impressionante".

Sulla propria pagina Twitter, Report scrive: “Cosa c’è dietro il misterioso suicidio di un ultrà juventino? Un’avvincente inchiesta dove si intrecciano i rapporti tra spie, ultrà, mafia e calciatori. Documenti inediti svelano l’ipocrisia di prestigiosi dirigenti del nostro calcio”.

Ranucci, nel corso di un’intervista a “Marte Sport Live”, sostiene: “Nonostante siamo abituati a vedere del fango questa cosa ci ha impressionati. Il calcio è malato e non riesce a uscire fuori da questo connubio. Nella puntata di Report del 22 ottobre racconteremo il misterioso suicidio di Raffaello Bucci, anello di congiunzione tra società e tifosi, poiché pensava di essere anche lui sotto indagine. Nelle ore precedenti al suicidio ci sono state dinamiche impressionanti, che abbiamo raccolto tramite testimonianze. Mostreremo documenti e intercettazioni che riguardano i dirigenti della Juventus. La puntata sull’inchiesta “Alto Piemonte” farà un po’ di rumore anche a livello internazionale, anche perché non è coinvolto soltanto Marotta, ma tutta la dirigenza della Juventus, è un vero e proprio mostro vedendo il materiale, è qualcosa di impressionante”.

In un colloquio con “Il Romanista” Ranucci continua: Partiamo da una premessa. Non ci sono dirigenti della Juventus indagati ma quello che emerge dall’inchiesta è un contatto diretto tra i manager bianconeri e i Dominello, famiglia accusata di avere dei legami con la ‘ndrangheta. La questione del bagarinaggio e degli affari con i biglietti dello stadio presenta un connubio chiaro tra certi personaggi, tra persone indagate, dirigenti e anche calciatori della Juve. Posso assicurare che da questa storia emerge un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con i tifosi, un connubio spaventoso tra la società e una parte di supporters bianconeri. La vittima di questa storia è il calcio. Sono vittime anche i tifosi per bene. Non si tratta di un’inchiesta contro il calcio ma di un atto d’amore per questo fantastico sport e per i tifosi per bene. Quello che emergerà è un problema etico della gestione del calcio al di là dell’aspetto giudiziario. Fa impressione il quadro complessivo che riguarda una società come la Juventus. Quanto andrà in onda il 22 ottobre potrebbe interessare la giustizia sportiva”.

Sprezzante la presa di posizione ancora di Juventibus.com: “Un tweet dal montaggio serrato, presunti messaggi rilevati e la rincorsa spettacolare a Marotta che non risponde. Poi un’intervista carica d’enfasi a Radio Marte (Radio napoletana sempre molto attenta ai temi ‘antijuventini’) del conduttore Sigfrido Ranucci. E’ il clima mediatico creato per far crescere l’attesa di una presunta inchiesta di giornalismo d’assalto che sembra però appiattirsi su una spettacolarizzazione distorta, con la voglia di audience che prevale sulla ricerca della verità e divulgazione delle informazioni corrette”.

Si potrebbe cominciare con guardare Report del 22 ottobre. E poi rimanere - comunque la si pensi - in paziente attesa.

Walter Alberto

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