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torinosportiva.it | martedì 23 ottobre 2018, 12:33

Caso Bucci: è caccia al tesoretto “vinto” con i numeri del Lotto

Clamorose rivelazioni del programma sul suicidio dell’ultrà cuneese. Due le tabaccherie monregalesi dove giocava e incassava il denaro

Caso Bucci: è caccia al tesoretto “vinto” con i numeri del Lotto

Una puntata ricca di testimonianze e di documenti inediti, quella che è andata in onda ieri sera - lunedì 22 ottobre - nel programma di Rai 3 Report, dedicato al misterioso suicidio dell’ex ultrà Raffaello Bucci e sul quale da mesi indaga la procura di Cuneo, per il reato di “istigazione al suicidio”.

Tra intercettazioni telefoniche e misteriose sparizioni degli oggetti personali di Bucci dal suo Suv bianco, subito dopo la sua morte, Report trova il filo rosso che conduce sempre le storie fatte di dubbi, rivelazioni e intercettazioni. Un filo rosso che muove il mondo: i soldi. Denaro, tanto denaro che ora - almeno ufficialmente - non si sa dove sia finito.

La traccia dell’esistenza di un tesoretto salta fuori quasi per caso, quando il giornalista Federico Ruffo analizza gli oggetti trovati sulla vettura di Bucci. Tra questi ci sono delle ricevute di giocate al Lotto, tutte vincenti. Migliaia di euro nell'arco della stessa giornata, a volte a distanza di pochi minuti. E ancora centinaia di Gratta e Vinci, del Supernalotto, tutte vincenti. In un caso, nel giro di poche ore, avrebbe giocato 20 volte lo stesso numero, il 74, vincendo sempre.

Tutte hanno lo stesso codice ricevitoria, un tabaccaio in provincia di Cuneo. Più precisamente le ricevitorie sono due, nel Monregalese ed entrambe intestate alla stessa persona. Il sospetto è, come dice il giornalista di Report: “che Bucci abbia riciclato i proventi del bagarinaggio dei biglietti della Juventus ricorrendo ad un metodo brevettato dall''ndrangheta. Attraverso una ricevitoria compiacente, chi vince non viene registrato, viene pagato con i soldi di chi deve riciclare, che a quel punto entra in possesso della schedina vincente, diventa l'intestatario e li incassa proprio nome. Un bonifico da una concessionaria dello Stato che nessuno può contestare. Soldi puliti".

Soldi che, almeno per ora, non sono saltati fuori o che forse sono già in tasche sicure. Ed è seguendo il filo rosso del denaro che forse si potrebbe capire il vero motivo per cui Raffaello Bucci ha deciso di farla finita facendo un volo di oltre quaranta metri da un viadotto della Torino-Savona.

NaMur

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