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torinosportiva.it | 14 novembre 2018, 07:00

Il piemontese Gianni Crepaldi chiamato nel settore tecnico nazionale

“Un grazie alla mia attuale società, il CUS Torino, che mi permette di allenare con tranquillità, ed a quella precedente, S.A.F.Atletica Piemonte, che mi ha consentito di iniziare e con cui sono partito da zero

Gianni Crepaldi con alcuni suoi atleti

Gianni Crepaldi con alcuni suoi atleti

C’è grande soddisfazione nel mondo tecnico piemontese per la nomina del corregionale Gianni Crepaldi a collaboratore tecnico per il settore assoluto per il gruppo di specialità Endurance Pista.

Crepaldi lavorerà in team con Gaspare Polizzi (Endurance Pista), Claudio Pannozzo (Strada e Cross), e Gianni Ghidini (mezzofondo), tutti nominati direttamente dal nuovo DT Antonio La Torre, ancora responsabile ad interim del settore Endurance e Marcia. Il nuovo incarico sarà operativo da gennaio 2019 ma, di fatto, la collaborazione è già attiva. Crepaldi va cosi ad aggiungersi a Paolo Germanetto (responsabile tecnico corsa in montagna, trail e ultradistanze) e Elio Locatelli (direttore della performance) portando a tre il numero dei piemontesi inseriti nella struttura tecnica nazionale.

Soddisfazione per il tecnico piemontese che, dopo aver vestito la maglia della nazionale da atleta, torna ai vertici dell’atletica italiana in una nuova veste: “La soddisfazione per questo nuovo incarico è ovviamente tanta, e questo aspetto mi rende ancora più felice perché, guardando alle statistiche, non sempre succede. Non è facile avere successo in entrambi i ruoli; sicuramente hai maggiore empatia con i ragazzi dal punto di vista psicologico perché l’esperienza aiuta, sai come si vive l’allenamento o l’avvicinamento ad una gara importante da atleta. Ma quello che penso sia stato il mio punto di forza è quello di aver sempre saputo scindere i due ruoli, non ho mai mischiato il mio allenamento da atleta con quello che propongo e costruisco in veste di tecnico”.

Ma veniamo a questa nomina. Sorpresa?

Forse per l’attività svolta negli ultimi anni, pensando agli atleti che ho portato a vestire la maglia azzurra (Sergiy Polikarpenko, Michela Cesarò, Eleonora Curtabbi) pensavo di più ad un ruolo nel settore giovanile, nonostante il lavoro comunque fatto nel settore assoluto con atleti come Marouan Razine, Martina Merlo e Sara Brogiato. Invece è arrivata la chiamata per il settore assoluto, una sfida ancora più importante che certamente mi rende felice. Ecco, quando si raggiunge un nuovo incarico importante come questo sono tanti i ringraziamenti che si devono fare e uno in particolare lo devo al mio gruppo di lavoro, nessuno escluso: un gruppo di atleti eccezionali, ognuno con il proprio talento, che mi hanno permesso di arrivare sin qui.

Come imposterai il tuo nuovo ruolo?

Intanto devo ancora capire con esattezza il margine di azione. In ogni caso, in collaborazione con gli altri tecnici, la mia intenzione è quella di coinvolgere più atleti possibile. Penso che in questi ultimi anni si sia lavorato con troppe poche persone, invece vorrei allargare il più possibile l’orizzonte. È una cosa che ho sempre fatto anche quando rivestivo il ruolo di referente tecnico regionale per il settore mezzofondo, organizzare raduni coinvolgendo il maggior numero possibile di atleti e tecnici sociali. Per lavorare insieme e confrontarsi. E a questo proposito ecco un altro ringraziamento doveroso: a FIDAL Piemonte e al FTR Clelia Zola che mi ha dato fiducia dandomi appunto l’incarico di referente quando ero all’inizio del percorso da tecnico e confermandomi più volte nel ruolo, così come il Consiglio Regionale che ha a sua volta confermato la fiducia in me.

Allora concludiamo con i ringraziamenti.

Eh si ce ne sono tanti. La mia attuale società, il CUS Torino, che mi permette di allenare con tranquillità, quella precedente, S.A.F.Atletica Piemonte, che mi ha consentito di iniziare e con cui sono partito da zero. Un grazie speciale lo devo anche ad Antonio Dotti, la prima persona che mi ha dato l’input a provare il percorso da tecnico dopo quello di atleta e che mi ha sempre sostenuto come tutor. Ma un grazie di cuore lo devo, al di fuori dell’atletica, alla mia famiglia: non è mai facile quando si è spesso fuori di casa ma non mi fanno mai mancare il loro supporto.

R.G.

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