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torinosportiva.it | sabato 24 novembre 2018, 08:00

104 anni fa il viaggio del Toro di Vittorio Pozzo in Argentina

I granata furono una delle pochissime squadre straniere a fare una tournée in Sudamerica in anni in cui viaggi e trasferte erano proibitive

immagine di repertorio

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Forse in molti ricordano solo la tournée del Grande Torino nel 1948, che fece diventare Mazzola e compagni popolari anche oltre oceano, grazie alle qualità di quegli uomini straordinari, che solo il fato seppe vincere.

Ma c’è stato un Toro dei tempi eroici che andò a giocare in Argentina, quando stava iniziando la Prima Guerra Mondiale, nell’estate del 1914. Allora il calcio non era minimamente paragonabile a quel fenomeno di massa che sarebbe diventato nei decenni succsssivi. Fino al 1930 solo pochissime squadre europee avevano affrontato viaggi e trasferte così lunghe, quando le condizioni erano a dir poco proibitive. Abbiamo potuto riscoprire questo pezzo di storia granata grazie all’impegno e alla dedizione di Eduardo Garcia Saenz, storico dello Sport residente in Argentina, che aveva avuto occasione di scrivere del Toro in occasione del centenario del 2006.

Andando a spulciare tra archivi, giornali d’epoca e vecchi ritagli, ecco che veniamo a scoprire che la comitiva granata era arrivata in Uruguay, dopo un lungo viaggio in nave attraverso l’oceano Atalantico, il 27 agosto del 1914. Da lì i giocatori si sarebbero trasferiti in Argentina, dove alloggiarono nell’hotel Mundial della Strada de Mayo a Buenos Aires. Il viggio di ritorno avvenne l’8 settembre con la nave Duca degli Abruzzi alle ore 10 locali, destinazione il porto di Genova.

In Argentina i granata giocarono 3 partite (sconfitti da Argentinos e Racing e vittoriosi contro la selezione della Liga), con la delegazione guidata dal leggendario Vittorio Pozzo, l’uomo che sarebbe diventato il ct dell’Italia campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e campione olimpico nel 1936. Morando, Mosso, Tirone e lo storico capitano Bachmann i calciatori più importanti di quel Toro di inizio Novecento.

Attraverso pagina 7 del quotidiano LA ARGENTINA dell’8 settembre sappiamo che Pozzo aveva espresso la sua ammirazione per le formazioni argentine, mentre, al momento della partenza, viene scritto che “i giocatori del Torino ci hanno comunicato di dire al pubblico della città della capitale il loro ringraziamento profondo e che ritornano in patria grati e felici, dopo aver visto come si sono comportati nei confronti della squadra nelle partite da loro giocate”.

Altri tempi, altro mondo, altro calcio.

Massimo De Marzi

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