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Toro | lunedì 26 novembre 2018, 22:38

Troppo poco e troppo tardi, a Cagliari il Toro non va oltre lo 0-0

Per un’ora non succede nulla, poi con gli ingressi di Zaza e Parigini i granata sfiorano il successo, ma non riescono a vincere per Mazzarri

Troppo poco e troppo tardi, a Cagliari il Toro non va oltre lo 0-0

Il patto dei giocatori era vincere per Mazzarri, ma alla Sardegna Arena il Toro non è andato oltre lo 0-0, facendo troppo poco e troppo tardi contro un Cagliari che per quasi tutta la gara si è limitato a giocare per il pareggio.

Stavolta Frustalupi non è stato il solito talismano portafortuna, rimpiazzando in panchina il capo allenatore che venerdì era stato male, dovendo rinunciare a seguire la squadra per questa trasferta. Al Torino continua a mancare lo spunto che serve per fare il salto di qualità: vincendo i granata sarebbero saliti al sesto posto, in piena zona Europa, invece così si resta nel gruppone e mantenere l’imbattibilità in trasferta stavolta ha un sapore amaro. Perché in una gara in cui Sirigu non ha mai dovuto sporcarsi i guantoni con una parata, davanti si è fatto qualcosa solo da metà del secondo tempo: dopo gli ingressi di Zaza e Parigini il Toro ha avuto maggiore pericolosità e Cragno ha dovuto sfoderare un paio di parate importanti per salvare i suoi, per questo la sensazione è che se si fosse osato un po’ prima forse il finale sarebbe stato diverso.

Domenica arriva il Genoa allo stadio Olimpico e stavolta i tre punti saranno d’obbligo, se si vogliono coltivare sogni di gloria, con i pareggini di strada se ne fa poca, tanto più che le prossime tre sfide saranno contro Milan e Sassuolo in trasferta, inframmezzate dal derby. E, una volta ancora, il Toro è sembrato più preoccupato di perdere che impegnato a provare a vincere. Con poca qualità in mezzo al campo e scarsa incisività sugli esterni: Belotti si è reso raramente pericoloso, ma la squadra non lo ha sostenuto a dovere, tanto che la parata più difficile Cragno l’ha dovuta sfoderare su di lui.

Cronaca. Alla Sardegna Arena, in una serata molto ventilata e non certamente calda, quasi tutti i giocatori sono comunque in campo con le maniche corte. I granata (per l’occasione in maglia bianca) confermano il 3-5-2 tanto caro a Mazzarri anche con Frastalupi in panchina: le novità rispetto all’ultima uscita sono il rientro di Meité in mezzo al campo e il ritorno da titolare di Ansaldi sulla corsia di sinistra in luogo di Ola Aina, solo panchina per Zaza con la conferma di Belotti e Iago Falque coppia di attacco. Nel Cagliari Maran opta per il 3-4-1-2, dove il moldavo Ionita suggeritore del tandem Pavoletti-Joao Pedro. L’avvio del Toro è promettente, con un morbido cross di Ansaldi al 9’ che per poco una uscita avventata di Cragno non trasforma in una frittatona, ma i padroni di casa si salvano in qualche modo. La fiammata del Toro, però, si esaurisce in fretta, i ritmi restano bassi e con le squadre cortissime e una specie di tonnara in mezzo al campo non si vedono mai azioni pulite, tanto che si arriva alla mezz’ora senza che si debba segnalare una sola occasione degna di questo nome.

Il Torino prova a fare la partita, sfruttando anche il vento a favore, ma poche volte prova la giocata lunga per sorprendere la difesa sarda. Frustalupi ha poco dai suoi sugli esterni, specie da De Silvestri a destra, mentre Iago Falque è costantemente raddoppiato in ogni zona del campo, così che a Belotti non arriva mai un pallone in grado di consentirgli di essere pericoloso. Solo Meité in mezzo al campo prova a inventare qualcosa, Baselli è meno ispirato rispetto alle ultime uscite e Soriano ancora una volta non accende mai la luce della fantasia. Malgrado i quattro minuti di recupero si arriva all’intervallo con entrambi i portieri spettatori non paganti e la conclusione di Meité dal limite al minuto 48 che finisce alta, mentre il tiro-cross di Barella per poco non sorprende Sirigu. L’inizio della ripresa è sulla stessa falsariga, con ritmi bassi e zero occasioni: al quarto d’ora, quando finalmente Ansaldi indovina un bel cross da sinistra, Belotti chiama alla prima vera parata dell’incontro.

Subito dopo il Cagliari opera il primo cambio, con l’uscita per infortunio di Pavoletti (al suo posto Cerri), mentre il Toro dà la sensazione di poter prendere in mano la gara, ma purtroppo Iago non è ispirato come nelle serate migliori e il possesso palla non produce azioni da gol. Così a metà ripresa Frustalupi decide di rischiare le tre punte, togliendo il fantasma di Soriano per mettere dentro Zaza, nel tentativo di aumentare la pressione per cercare di vincere. Al 25’ Cragno è attento sulla rasoiata di Iago dal limite, tre minuti dopo scocca l’ora di Parigini al posto di Ansaldi, per accentuare ancora la vocazione offensiva della squadra, ancora pochi secondi e il Toro deve operare anche l’ultimo cambio, perché Baselli deve lasciare il campo per un problema al ginocchio, lasciando spazio a Lukic.

A dieci minuti dalla fine, da una bella azione in velocità condotta da Parigini, arriva sui piedi di Zaza la palla giusta, la conclusione però è tanto forte quanto centrale, così Cragno riesce a salvarsi in qualche modo. Solamente il Toro gioca nei minuti conclusivi, il Cagliari si rintana tutto negli ultimi trenta metri, ma gli uomini di Frustalupi non riescono a trovare il guizzo decisivo o la giocata di qualità per gli attaccanti. A pochi secondi dal 90’ Cragno è ancora attento, stavolta sulla botta di Belotti, così alla fine resta lo 0-0 e il rammarico per l’ennesima occasione sprecata.

Cagliari – Torino 0-0

CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno; Srna, Ceppitelli, Romagna, Lykogiannis; Dessena, Cigarini (40’ st Bradaric), Barella; Ionita; Pavoletti (16’ st Cerri), Joao Pedro (34’ st Sau). All. Maran 

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Baselli (30’ st Lukic), Soriano (23’ st Zaza), Meité, Ansaldi (28’ st Parigini); Belotti, Iago Falque. All. Frustalupi

Arbitro: Pasqua di Tivoli

Ammoniti: Joao Pedro, Ceppitelli

Massimo De Marzi

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