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Toro | domenica 02 dicembre 2018, 17:10

Il Toro ritrova Mazzarri e la vittoria

Contro il Genoa (rimasto presto in 10 per il doppio giallo a Romulo) decidono nel recupero del primo tempo il gol di Ansaldi e il rigore di Belotti, che ribaltano il vantaggio rossoblu di Kouamè

Il Toro ritrova Mazzarri e la vittoria

In un campionato livellato verso il basso, al Toro basta battere il Genoa, conquistando la seconda vittoria nelle ultime sei giornate, per risalire in zona Europa.

Nella domenica in cui i granata hanno ritrovato in panchina Mazzarri, dopo il malore accusato la settimana scorsa, per un tempo hanno faticato in modo incredibile contro un avversario più debole e rimasto presto in dieci, per il doppio giallo rimediato da Romulo, andando persino sotto, complice la consueta bambola difensiva, dopo che già Piatek aveva timbrato la traversa per gli ospiti. Nel recupero della prima frazione, però, il Toro ha trovato in tre minuti prima il pareggio con Ansaldi e poi il gol del sorpasso con Belotti, che ha trasformato il rigore che si era procurato Iago Falque. Una sequenza che ha ricordato la sfida contro i rossoblu di quattro anni fa, nella stagione che lanciò poi i granata in Europa League.

Trovato il vantaggio, contro un avversario in dieci e che aveva dovuto rinunciare alla sua punta di diamante Piatek, il Toro ha passeggiato nella ripresa, costruendo una mezza dozzina di occasioni, ma mancando del cinismo necessario per chiuderla, così da dover soffrire fino alla fine per condurre in porto il successo. Questo nonostante l'impiego dal primo minuto del tridente Iago-Belotti-Zaza. Decisive anche alcune paratissime di Radu, ma la nota positiva per i granata è stata la prova di capitan Belotti, che nella ripresa si è segnalato per alcune accelerazioni che hanno ricordato il Gallo dei momenti migliori. Giovedì sera la sfida di Coppa Italia contro il Sudtirol e domenica, nel posticipo di San Siro contro il Milan, una partita che dovrà dimostrare quanto questo Toro sia davvero da Europa, al cospetto di una diretta concorrente.

Cronaca. Mazzarri torna in panchina, dopo l’assenza di Cagliari a seguito del malore, varando per la prima volta dall’inizio della stagione il 3-4-3, con Iago Falque alle spalle di Belotti e Zaza. Genoa con Murgita in panchina al posto dello squalificato Juric, schierato con il 3-5-2, dove Kouamé fa coppia davanti con il bomber rivelazione del campionato Piatek. Con un grosso striscione la curva Maratona (ma anche la Primavera) omaggia un tifoso recentemente scomparso, Christian, facendo anche gli auguri al Toro che domani festeggia 112 anni. Clima di grande fair play, visto lo storico gemellaggio tra le due tifoserie, con i granata che partono forte nei primi dieci minuti, con Ansaldi molto attivo sulla corsia di sinistra, ma la squadra di Mazzarri col passare dei minuti rallenta i ritmi e non arriva mai ad impensierire la porta di Radu.

Anzi, è il Genoa a sfiorare il colpo grosso al quarto d'ora, con la traversa colta da Piatek al termine di una veloce azione di ripartenza, Sirigu non ci avrebbe potuto far nulla. La svolta per la gara arriva tra il 27’ il 28’, quando in pochi secondi l’ex veronese Romulo rimedia due gialli, prima per un fallo su Ansaldi  e poi per una scarpata sulla faccia di Meité: il Genoa resta in dieci e subito dopo Murgita rinuncia alla sua punta di diamante Piatek per inserire Gunter. Con la superiorità numerica e senza più in campo l’avversario più pericoloso per il Toro sembra poter essere tutto facile, ma i granata giocano sotto ritmo e al minuto 36 pagano a caro prezzo la classica dormita difensiva: sul tocco di testa di Bessa le belle statuine della difesa fano il presepe e si fanno beffare da Kouamé, che porta sorprendentemente in vantaggio il Genoa.

Chi si aspetta la reazione granata resta deluso, perché gli uomini di Mazzarri continuano a giochicchiare e a non creare gioco e occasioni. Poi, quando si entra nel recupero e dagli spalti iniziano a piovere i primi fischi, tutto cambia in tre minuti. Ansaldi risolve un lungo batti e ribatti al limite con una gran girata che fa secco Radu. Il Toro non si accontenta dell’1-1 e prima dell’intervallo Iago si incunea in area con un bello slalom e viene messo giù da Sandro: è calcio di rigore che il Gallo Belotti trasforma, malgrado il portiere intuisca la traiettoria del tiro. Una storia già vista da queste parti: nell’aprile del 2014 era successo nel recupero del secondo tempo (reti d’autore di Immobile e Cerci), stavolta nel primo, ma ancora una volta il Toro ribalta il Genoa in pochi minuti.

Con un gol e un uomo in più per la formazione di Mazzarri la partita diventa in discesa, con prima Belotti e poi Iago che dalla distanza cercano di trovare il gol della sicurezza ma senza inquadrare la porta. Al 5’ un difensore ribatte a pochi metri dalla porta un tiro quasi a botta sicura di Zaza, mentre al quarto d’ora Iago Falque costringe a una paratona Radu con una sassata dal limite. Si gioca a una porta, con Zaza bravo anche al 26’, trovando attento il portiere Radu, poco dopo invece il tiro del nuovo entrato Ola Aina viene ribattuto dopo la bella folata di Ansaldi. Nel finale il Genoa decide di rischiare, mettendo dentro Pandev e poi Lapadula, per aggiungere qualcosa a un attacco spuntato, ma solo il Toro continua a macinare gioco e occasioni, con Radu che toglie dalla porta un colpo di testa di Belotti che sembrava destinato al gol e poi Baselli (subentrato a Meité) che sfiora la rete del 3-1.

Al 90’ Zaza si divora il gol della sicurezza, facendosi ipnotizzare da Radu in uscita, così il Toro deve soffrire fino al 93’ per portare a casa il successo, con Belotti che congela il pallone negli istanti finali.

TORINO - GENOA 2-1

TORINO (3-4-3): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri (13’ st Ola Aina), Rincon, Meité (28’ st Baselli), Ansaldi; Iago Falque (39’ st Parigini), Belotti, Zaza. All. Mazzarri

GENOA (3-5-2): Radu; Biraschi, Romero, Criscito; Romulo, Hiljemark (36’ st Lapadula), Sandro (28’ st Pandev), Bessa, Lazovic; Piatek (29’ Gunter), Kouamè. All. Murgita

Arbitro: Mariani di Aprilia

Reti: pt 36’ Kouamè, 46’ Ansaldi, 49’ Belotti (rig.)

Ammoniti: Meité, Nkoulou, Biraschi, Bessa, Zaza

Espulso: Romulo

Massimo De Marzi

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