/ Calcio

Che tempo fa

Cerca nel web

Calcio | 02 gennaio 2019, 13:00

VANCHIGLIA, CHE ANNO - Mr De Gregorio: "Pagella 2018? Voto 9,5..."

Mister De Gregorio (Vanchiglia)

Mister De Gregorio (Vanchiglia)

Un salto di categoria in Eccellenza mai avvenuto prima in 103 anni di storia, un campionato di Promozione vinto con quattro giornate di anticipo, la miglior difesa e il miglior attacco, un'imbattibilità mantenuta da inizio settembre all'11 marzo 2018, un trionfo dopo due stagioni senza playoffs con 46 punti nel 2016 e 2017.

Il 2018 del Vanchiglia è stato eccezionale. Straordinario. Memorabile. Non ha dubbi il tecnico della prima squadra Antonio De Gregorio: "Non mi piace dare il voto 10, perchè c'è sempre da migliorare, ma dopo 21 risultati utili consecutivi, il titolo vinto in Promozione e una grandissima partenza in Eccellenza la pagella dell'anno non può che essere un 9,5. Nell'estate del 2017 è stato fatto un grande lavoro sul mercato da parte della società e siamo stati quasi perfetti fino alla fine, quando nelle ultime partite ho deciso di dare spazio a tanti giovani e a chi aveva giocato meno". La qualità di D'Onofrio, i gol pesanti di Cravetto e Moreo, la grande stagione dei nuovi arrivati Talarico, Ahmed, Cervino e Ferone, la garanzia e l'esperienza di Di Benedetto, Trotta, Zaccarelli, Bo e Bonansinga. 63 punti in 30 partite e poi subito posizioni di vertice in Eccellenza (secondo posto dopo cinque giornate, quarto posto dopo dieci giornate, attualmente ancora quarto posto in piena zona playoffs da neopromossi) con volti nuovi come Capello, Roccia, Padroni, Ciccomascolo, Bussi...Che annata.

Adesso c'è anche la ciliegina: il 2001 Kaly Sene, prodotto del vivaio, è letteralmente esploso. Lo vogliono tutti ed è già andato a provare al Toro, alla Juve, alla Samp, al Novara e all'Entella.

De Gregorio: "In estate la mia idea era quella di portarlo in ritiro ed utilizzarlo nelle partite in corso. Invece è cresciuto tantissimo diventando un pilastro della squadra. Se ce lo porteranno via? Pare di sì, ma è giusto che tenti una grande carriera calcistica abbandonando alla sua età i dilettanti".

Continua il mister: "La nostra vera forza è stata sempre il gruppo. Alleno uomini veri, che hanno saputo fare la voce grossa al momento giusto superando tante difficoltà. Il Vanchiglia in questi anni è cresciuto molto a livello di ambiente e consapevolezza. Sono state prese tante scelte azzeccate e tutti, dai collaboratori agli allenatori delle giovanili, dai giocatori ai dirigenti, hanno contribuito a rendere questa società più importante. La partita dell'anno? Sicuramente il pareggio sul campo del Cit Turin è la gara che porterò nel cuore a lungo, perchè abbiamo festeggiato aritmeticamente l'Eccellenza. Nel campionato in corso il 2-1 all'Accademia Borgomanero, in 10 contro 11, è stato un altro match da incorniciare. L'Accademia credo abbia tutto per vincere e se la giocherà con Verbania e Pont Donnaz. Nel torinese, nei due gironi di Eccellenza, manca una squadra top ma c'è troppa concorrenza nel mercato dalle nostre parti e risorse limitate rispetto al nord Piemonte. Ci sono comunque tante belle realtà".

Infine, un messaggio costruttivo di De Gregorio a proposito del rapporto giocatori-arbitri: "In campo ci va molta più educazione da parte dei giocatori e allenatori. Partiamo da qui in questo 2019. Partiamo noi a dare il buon esempio, prima di dare la colpa a qualcuno per una sconfitta. In Italia c'è un problema culturale. Non si può andare al campo o allo stadio pensando che ci sia malafede da parte di qualcuno. Succede nel dilettantismo come nel professionismo. Se è così, dico a queste persone di stare a casa e mi chiedo perchè partecipino al mondo dello sport visto che per loro è tutto già scritto. Io credo nel calcio e ci credo talmente tanto che nel 2002 andai ad Udine col mio amico Tony Fina per seguire l'ultima partita della Juve, contro ogni previsione. Lazio e Inter erano gemellate, per tutti era inutile fare quella trasferta. Invece l'Inter perse e la Juve vinse lo scudetto all'ultima curva. Chi l'avrebbe mai detto?".

Ancora sugli arbitri: "Mi arrabbio anche io, per carità, ma sono portato ad accettare le decisioni dei direttori di gara senza polemiche. Sbagliano loro, come me a scegliere i giocatori da mandare in campo, come un difensore sbaglia una diagonale, come un bomber sbaglia un gol. Non si può pensare che una sconfitta sia figlia soltanto di un fischio in più o in meno. Questa è la mentalità che porterò avanti nel 2019. Poi, certo, ammetto che a volte non guasterebbe maggiore comunicazione e che tanti giocatori si innervosiscono per il distacco che si crea tra loro e il direttore di gara, così come per qualche comportamento arrogante che non fa bene alla partita e ai protagonisti. Bisogna trovarsi a metà strada. Per forza. Noi, però, dobbiamo essere più educati e sportivi. Prima di tutto".

Nell'attesa di tornare in campo il 13 gennaio contro l'Orizzonti il Vanchiglia, intanto, ha organizzato in questo stop invernale (caratterizzato da un gran bel sole) alcune amichevoli contro Piscinese, Saviglianese e Rivoli.

Michele Rizzitano

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium