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Toro | mercoledì 02 gennaio 2019, 10:00

Bilancio in chiaroscuro per il Toro al giro di boa

A fine andata granata ancora imbattuti in trasferta, spesso convincenti sul piano del gioco, ma i troppi pareggi e il rendimento casalingo frenano la corsa verso l’Europa. Mancano i gol delle punte

Bilancio in chiaroscuro per il Toro al giro di boa

29 punti due stagioni fa, la prima della gestione Mihajlovic. 25 nel 2017, ancora sotto la guida dell'allenatore serbo. 27 nel 2018, con Walter Mazzarri al timone della squadra. Sono i punti conquistati dal Toro al termine del girone di andata. Al momento, bottino insufficiente per l’obiettivo Europa.

E’ vero che la distanza dal settimo posto è minima, sarebbe bastato vincere una partita in più, ad esempio l’ultima contro la Lazio, anzi un successo all’Olimpico di Roma avrebbe persino dischiuso orizzonti con vista Champions, ma a questa squadra manca sempre qualcosa, quando si tratta di compiere il fatidico salto di qualità.

COSA FUNZIONA

Il Toro, sul piano del gioco, è stato messo sotto solo dal Napoli (e dal Parma, nell’unica partita giocata male in tutto l’anno), facendo partita pari anche quando è stato sconfitto da Roma e Juve. Assieme ai bianconeri, che stanno dominando il campionato a suon di record, è l’unica formazione ancora imbattuta in trasferta, gioca con personalità anche al cospetto delle rivali più quotate, grazie alla quadratura tattica che Mazzarri ha saputo dare al gruppo.

La difesa, guidata da un grande Nkoulou, concede poco, in mezzo al campo c’è tanta sostanza, grazie ad acquisti indovinati come Meité e Ola Aina, davanti non sarà tornato il Belotti di due stagioni fa ma è sicuramente un Gallo che ha rialzato la cresta: 7 gol non sono pochi e, con un pizzico di fortuna in più, il capitano granata avrebbe potuto essere già adesso in doppia cifra. Il Toro lamenta a ragione diversi torti arbitrali, che hanno sicuramente fatto perdere qualche punto pesante, nel girone di ritorno i granata riceveranno all’Olimpico quasi tutte le rivali nella corsa all’Europa (Atalanta, Samp, Sassuolo, Milan): ci sono tutte le premesse per fare meglio dell’andata e conquistare il pass per l’Europa.

COSA NON VA

Nel calcio dei tre punti il pareggio (spesso) è una mezza sconfitta. Il Toro vince poco, appena sei volte nelle prime 19 giornate. E ad un rendimento esterno da Champions, fanno da contraltare le quattro sconfitte casalinghe: all’Olimpico il Toro ha vinto solo contro Spal, Frosinone, Genoa ed Empoli. Urge cambiare marcia nel ritorno, soprattutto Mazzarri ha bisogno che oltre al Gallo vi siano altri stoccatori capaci di fare la differenza: Iago Falque costruisce molto ma finalizza poco, Zaza ha segnato soltanto contro il Chievo fanalino di coda, tra i centrocampisti Baselli è l'unico che vede la porta con discreta continuità. Ecco dove bisogna migliorare per raggiungere e superare quella quota 60 che significa Europa League.

LUNGA SOSTA

Il campionato va in vacanza fino al 19 gennaio, ma la domenica precedente il Toro sarà già in campo, per affrontare la Fiorentina nella gara unica valida per gli ottavi di Coppa Italia. Entro qualche giorno si conosceranno anche i tempi di recupero di Izzo e Moretti, usciti per infortunio nel secondo tempo della sfida con la Lazio, il primo per un trauma contusivo al ginocchio sinistro, il secondo per un problema all'adduttore della coscia destra.

Massimo De Marzi

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