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Basket | 10 gennaio 2019, 09:01

La Fiat Auxilium mostra i muscoli e dopo il litigio con Forni jr licenzia Carlos Delfino per giusta causa

Ma domenica, in aperto contrasto con la famiglia proprietaria, il pubblico era quasi tutto per il giocatore: “Penso di aver fatto molto di più io a Torino in questi mesi che loro in due anni"

La Fiat Auxilium mostra i muscoli e dopo il litigio con Forni jr licenzia Carlos Delfino per giusta causa

La Fiat Auxilium mostra i muscoli: “A completamento dell’iter procedurale avviatosi con il provvedimento disciplinare a carico del giocatore Carlos Delfino", ieri la società della famiglia Forni ha comunicato con uno scarno comunicato stampa di aver “provveduto ad inviare al giocatore la relativa comunicazione dell’avvenuto licenziamento per giusta causa”.

Se questo sia una prova di forza o un atto di debolezza da parte di chi non sa più che pesci pigliare che non siano quelli di una repentina ed omai auspicabile cessione, saranno i fatti futuri a dirlo.

La notizia del licenziamento è stata confermata anche dal procuratore del giocatore del pedigree più importante di una squadra già pesantemente rivista dall'inizio della stagione. La causa sarebbe un durissimo litigio con il vicepresidente esecutivo Francesco Forni consumatosi dopo la brutta sconfitta casalinga contro Avellino, quando il figlio del patron è entrato negli spogliatoi per un confronto con i giocatori (una scena già vista la stagione precedente in occasione dell’intervallo del match con Varese, con il coach Luca Banchi).

Lo stesso Forni ha confermato l'accaduto accusando Delfino – manco a dirlo uno dei pretoriani dell'ex-coach Larry Brown, che aveva già allenato a Detroit nella sua primissima esperienza in NBA - di aver tenuto un comportamento "ai limiti della violenza" nei suoi confronti.

Delfino, classe 1982, era tornato a giocare a Torino dopo un lunghissimo stop per un problema a un piede, ma nonostante l'inattività, stava comunque tornando su buoni livelli di forma, con un minutaggio sempre crescente: in campionato stava viaggiando a 7.7 punti di media con il 40.5% dall'arco e due prestazioni da 15 punti contro Trento e Varese.

Le parole di Francesco Forni hanno provocato la sua stizzita reazione raccolta da Sportando: "Questa gente tratta tutti come schiavi, fa male al basket. Ho quasi 20 di carriera e non ho mai avuto problemi con nessuno. La mia carta di presentazione è stata sempre più la persona che il giocatore. Questo ragazzino (Francesco Forni, ndr) è entrato in spogliatoio, un posto che non è per tutti dopo una partita, e ha iniziato a dire cose fuori posto, puntando il dito contro i miei compagni. Questa cosa mi ha dato molto fastidio e ho replicato, ma aggiungo che non c'è stato alcun confronto fisico. Rifarei quello che ho fatto, difenderò sempre un compagno davanti al mondo: non accetto che qualcuno provi a fare delle cose per dividere lo spogliatoio. Io non dipendo dallo stipendio di questa famiglia per vivere, non mi faccio trattare in questa maniera, com'è abituata a fare questa famiglia, che pensa di poter trattare tutti come schiavi. Purtroppo, questi personaggi fanno molto male al basket. Spero se ne vadano presto, perché rovinano uno sport bello e tanta gente che ci lavora. Se vuole, ci mettiamo in campo io, lui, sua madre o suo padre, e vediamo chi la gente vuole che rimanga a Torino. Penso di aver fatto molto di più io a Torino in questi mesi che loro in due anni".

Domenica scorsa al PalaVela, il pubblico era quasi tutto per il giocatore.

Altre pagine non gratificanti arriveranno: le seguiremo senza condizionamenti.

W.A.

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