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torinosportiva.it | 11 gennaio 2019, 10:02

Juve-Milan, il Codacons: "Boicottiamo la Supercoppa in tivù"

L'appello del Codacons in vista del match in Arabia Saudita. Chiesto alla Rai il continuo passaggio di messaggi che denuncino la totale disapprovazione della “discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si svolge la partita"

Juve-Milan, il Codacons: "Boicottiamo la Supercoppa in tivù"

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons) ha invitato tutti i tifosi italiani a "scioperare" e a non assistere alla partita di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan che si terrà il prossimo 16 gennaio a Jeddah, in Arabia Saudita, alle ore 20,30 locali.

"Crediamo che gli amanti del calcio debbano dare un segnale forte contro qualsiasi forma di discriminazione a danno delle donne – la tesi dell’Associazione a difesa dei consumatori –. Per questo lanciamo il boicottaggio della partita di Supercoppa, invitando i tifosi di Milan e Juventus e tutti gli appassionati di calcio a non assistere alla diretta dell’incontro come forma di dissenso alle folli politiche dell’Arabia Saudita e all’odiosa discriminazione delle donne che ancora oggi imperversa non solo nei paesi arabi ma anche in Italia".

Come se l’ipotesi, davvero difficile dall’essere applicata, da sola non bastasse, il Codacons ha inviato inoltre altresì una formale diffida alla Rai, in cui si chiede ai sensi della legge 241/90 di "far apparire nel corso del match una serie continua di messaggi e grafiche per ribadire come l'Italia non approvi la discriminazione attuata nei confronti delle donne nello stadio dove si svolge la partita", mentre all'Autorità per le Comunicazioni l’Associazione ha chiesto di accertare se la messa in onda del match possa configurare illeciti legati al favoreggiamento delle discriminazioni sessuali e la violazione delle norme del Codice di Autoregolamentazione Media e Minori.

Quella del Codacons non è una presa di posizione di oggi. Già a dicembre il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori aveva diffidato la Rai a non trasmettere l'incontro: "La rete di Stato è stata diffidata dall'Associazione a non trasmettere la partita, visto che è possibile (e anzi doveroso) non rispettare un contratto se farlo costituisce reato. La Rai dovrebbe rifiutarsi di trasmettere la partita, o almeno riconsiderare la decisione, come chiesto dalla Vigilanza. Abbiamo presentato una denuncia alla luce della possibile istigazione alla discriminazione di genere, vista la scelta incredibile di giocare la partita in un Paese che nel 2018 limita ancora sensibilmente la libertà femminile".

Con buona pace del presidente del Coni Malagò, che aveva definito la vicenda impregnata di  ipocrisia.

W.A.

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