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Toro | 19 febbraio 2019, 11:03

Toro, una difesa d’acciaio. Ma occorre guarire dal mal di gol per andare in Europa

Sabato contro l’Atalanta gara fondamentale per le ambizioni dei granata. Servono le reti degli attaccanti, appena 11 finora, per risalire la classifica

Toro, una difesa d’acciaio. Ma occorre guarire dal mal di gol per andare in Europa

Una difesa d’acciaio. Che non subisce gol da quattro partite e da quasi 400 minuti, capace di superare l’esame di laurea domenica sera al San Paolo contro un attacco atomico come quello del Napoli. Il Toro ha subito appena 22 reti, solo le prime tre della classe hanno una difesa meno battuta di quella granata.

Per scalare la classifica e arrivare finalmente tra le prime sette, però, serve ancora di più. La squadra di Mazzarri vince poco, anche se ha conquistato il successo nelle ultime tre gare casalinghe (contro Empoli, Inter e Udinese), soprattutto continua a convivere con il mal di gol. Appena 28 le reti fatte dal Toro, solo le formazioni di bassa classifica, quelle in lotta per la salvezza, hanno fatto peggio. E persino Empoli e Genoa sono state più prolifiche. Così diventa dura andare in Europa, quando si pensa che tra Belotti, Iago Falque e Zaza le punte granata hanno segnato la miseria di 11 gol in 24 gare di campionato, quanto il solo Immobile della Lazio, meno di Zapata e Quagliarella, punte di diamante di Atalanta e Sampdoria.

E’ proprio dal miglioramento della fase offensiva che passa il definitivo salto di qualità per il Toro. Diventa fondamentale un maggior cinismo, una migliore efficacia in zona offensiva, tanto più che tre delle prossime quattro partite per il Toro saranno in casa e, a parte lo scontro diretto di sabato contro l’Atalanta, tutte contro rivali di bassa classifica. Per battere e agganciare i nerazzurri di Gasperini, ma soprattutto per portare a casa i tre punti contro Chievo, Frosinone e Bologna diventa indispensabile una produzione offensiva all’altezza.

L’ultimo gol di Belotti è datato 29 dicembre e in questa stagione il Gallo non ha mai fatto gol su azione all’Olimpico, Iago Falque non va a segno dalla gara di Santo Stefano contro l’Empoli, per trovare l’unica volta che Zaza ha gonfiato la rete bisogna risalire addirittura al 30 settembre scorso. Occorre cancellare queste lunghissime astinenze per dare un senso alle grandi prove di Sirigu e di una retroguardia guidata dall’eccellente Nkoulou e dal sempre più convincente Izzo, che è stata spesso all’altezza della situazione

E’ vero che le grandi stagioni si costruiscono su una grande difesa, in qualsiasi sport, ma se l’attacco non produce, questo perdurante mal di gol rischia di compromettere le chance di volare in Europa per un gruppo che, sul piano del gioco, ha dimostrato di meritare ampiamente di stare fra le prime sette del campionato.

Massimo De Marzi

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