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Toro | 01 marzo 2019, 12:00

Toro, tre partite per sognare

Contro Chievo, Frosinone e Bologna, le ultime della classe, i granata possono definitivamente issarsi in zona Europa. E a Sirigu mancano 51 minuti per fare meglio di Castellini

Toro, tre partite per sognare

Il convincente successo sull’Atalanta ha permesso al Toro di risalire in zona Europa dopo due mesi e mezzo. Ora per la banda di Mazzarri arriva il difficile: sì, perché sulla carta le prossime tre sfide contro le ultime della classe (Chievo, Frosinone e Bologna) sembrano le più facili, ma è proprio dal saper superare questi ostacoli che passa il definitivo salto di qualità, come ha spiegato lo stesso tecnico.

Nel girone di andata i granata avevano fatto 7 punti in queste tre sfide, ma contro il Chievo il successo era arrivato solo nei minuti finali, grazie al gol di Zaza, l’unico firmato finora dall’ex juventino. Contro il Frosinone, avanti 2-0, il Toro si era fatto raggiungere, prima di trovare il 3-2 decisivo con Berenguer, soffrendo ancora prima di condurre in porto i tre punti. A Bologna, avanti di nuovo di due gol come nella gara precedente, altra rimonta subita e stavolta senza aver però trovato il guizzo vincente nelle ultime battute.

Rispetto all’autunno adesso Mazzarri può contare sulla grande solidità della difesa, che non subisce gol da cinque partite, con Sirigu imbattuto da 467 minuti. Il portierone è ancora molto lontano dal suo record personale (949 minuti con il PSG), ma vede a portata di mano la possibilità di superare il primato del mito Castellini. Il Giaguaro granata dista ‘soltanto’ 50 minuti: vuol dire che contro il Chievo basterà non prendere gol nel primo tempo e nelle fasi iniziali della ripresa per fare meglio del 1976/77 e aggiungere un’altra perla alla collezione di Sirigu.

Ma il Toro, per una volta, più che a non prendere gol, dovrà pensare di farne, perché contro i veneti fanalino di coda sarebbe una bestemmia sbagliare l’approccio e andare a sbattere contro il muro che Di Carlo verosimilmente verrà ad edificare all’Olimpico. Servono i gol degli attaccanti, in primis di Belotti, a digiuno da due mesi, che di fronte alla Maratona non ha ancora realizzato un gol su azione in questo campionato. E’ arrivato il momento di infrangere questo tabù, per vedere sempre più da vicino la zona Europa.

Mazzarri, per non lasciare nulla al caso, ha deciso di far svolgere alcuni degli ultimi allenamenti alle 12.30, per simulare le stesse condizioni che i giocatori troveranno contro il Chievo. La differenza, in certi casi, la fanno anche questi dettagli. Come la spinta del pubblico: è stato un peccato, nel grande pomeriggio contro l’Atalanta, vedere tanti, troppi spazi vuoti sugli spalti. La settimana scorsa si giocava di sabato pomeriggio, stavolta di domenica non ci saranno scuse per gli assenti.

Soprattutto per le tifose granata, che potranno entrare in tutti i settori dello stadio (ad eccezione della tribuna Grande Torino) pagando solo un euro. Un omaggio anticipato in vista dell’8 marzo, un’occasione da non mancare per stare vicini alla squadra del cuore nel momento più importante della stagione.

Massimo De Marzi

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