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Altri sport | 14 marzo 2019, 12:01

Olimpiadi di Parigi 2024: bocce "no" e break-dance "si"?

Tutto è possibile e perdere ci sta, ma non in favore della “danza di strada”: le Federazioni insorgono

Olimpiadi di Parigi 2024: bocce "no" e break-dance "si"?

Se la questione non fosse stramaledettamente seria ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate.

Già. Non solo perché anche le Olimpiadi di Parigi 2024 rimarranno una chimera irrealizzabile (e vietata) per il gioco delle bocce, ma soprattutto perché sembra ormai certo che la rassegna a 5 Cerchi aprirà le proprie porte nientepopodimeno che addirittura alla break-dance.

In Francia, paese ospitante delle olimpiadi estive del 2024, si sono levate alte le proteste delle Federazioni di altri sport – su tutti proprio quella delle bocce, la cui Federazione è addirittura decima per numero di tesserati  - che puntavano a entrare nel programma dei Giochi.

“Avrei accettato di perdere contro lo squash, ma contro la break è allucinante“ ha tuonato Jean-Pierre Guiraud, numero 2 della Federazione transalpina di biliardo.

Il tutto mentre il karate, inserito a Tokyo 2020, dovrebbe già uscire per l’edizione del 2024 con la delusione del mare di  karateki sparsi per il mondo. Bisognerà vedere quali decisioni verranno prese dal CIO, ma sulla riluttanza alla break-dance disciplina olimpica il fronte sembra compatto.

Resta il fatto che le bocce rimangono un fenomeno prettamente italiano. A chi si ostina a chiamarlo un sport per vecchi e per pensionati (come se questa fosse un declassamento) va ricordato che n Nel 2017 gli under 18 tesserati e agonisti in Italia sono arrivati a 15mila, il 30 per cento in più dell'anno prima. A livello giovanile, l'Italia dice ormai la propria con le più forti nazioni europee. Lo sport delle bocce - la cui Federazione ha compiuto nel giugno scorso i prima 120 anni di vita, essendo nata il 3 luglio 1898 a Rivoli  dove un gruppo di società bocciofile piemontesi si riunì e decise di fondare un organismo di coordinamento dell'attività sul territorio - è uscito allo scoperto ed ha ripreso a crescere, con un numero di amatori stimati che ha superato l'iperbolica quota di un milione, e con i tesserati agonisti che hanno toccato quota 110mila. Numeri da capogiro, in crescita esponenziale, grazie all'impulso dato all'inizio del 2017 dal nuovo consiglio federale e dal presidente Marco Giunio De Sanctis.

A giugno scorso il futuro si chiamava Olimpiadi. Non una pazza idea, ma qualcosa di realistico che si poneva l'obiettivo di entrare sul palcoscenico olimpico trovando spazio nel programma di Parigi 2024.

Niente. Spazzati via dalla break-dance.

Walter Alberto

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