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Juve | 26 marzo 2019, 11:59

“Caso Bucci”: lo scheletro e le ferite sulla pelle, sveleranno il giallo sulla sua morte

Il medico legale Varetto: “Molti gli approfondimenti che si potranno eseguire con una nuova autopsia”

“Caso Bucci”: lo scheletro e le ferite sulla pelle, sveleranno il giallo sulla sua morte

Cosa mi aspetto dalla autopsia sul cadavere di Bucci? Tutto dipende dallo stato di conservazione del corpo: a tre anni di distanza dalla morte non posso azzardare ipotesi se non prima di vedere come si è mantenuto il cadavere”. Sono queste le prime parole che mi dice il medico legale Lorenzo Varetto di Torino, perito di parte per la ex compagna di Raffaello Bucci che, attraverso il suo legale Paolo Verra, ha chiesto di poter riesumare il corpo dell’uomo per tentare di fare chiarezza sulla sua morte, accaduta nel luglio del 2016.

Ufficialmente l’ex ultras dei Drughi, passato poi tra le file dei collaboratori più stretti della Juventus, si è suicidato gettandosi dal viadotto autostradale di Fossano, sulla A6. Un enigma, quello della morte dell’ex dei Drughi che se risolto potrebbe contribuire a fare luce sull’intera inchiesta sfociata nel processo Alto Piemonte, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nella curva della Juve.

Gabriella Bernardis non ha mai creduto che il suo ex compagno Raffaello Bucci - con il quale era rimasta in ottimi rapporti anche perché genitori di Fabio, un bambino che ora ha 12 anni e che il padre adorava - si sia volontariamente tolto la vita.

Conoscendolo - ha ripetuto all’infinito la donna - Raffaello non avrebbe mai neppure pensato di uccidersi”.

Questo almeno fino a quell’audizione in procura a Torino, dove era stato ascoltato dai magistrati come persona informata sui fatti sull’indagine di infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nella curva della Juve.

Da qui l’ipotesi che qualcuno lo abbia indotto a buttarsi dal ponte, ipotesi avvalorata dai numerosi fatti senza una spiegazione che si sono succeduti nelle ore dopo la sua morte: borselli ed occhiali che scompaiono e ricompaiono giorni dopo, testimonianze di persone vicine a lui che dicono di averno notato che poche ore prima del volo dal viadotto “era terrorizzato”, pur non essendo un uomo che si spaventava molto facilmente. Ma soprattutto c’è quella autopsia, definita dalla sua ex compagna “superficiale”, la mancanza di foto del cadavere, scattate solo dalla sorella di Gabriella e poi quelle fratture sospette sul corpo di Bucci che sembrano incompatibili con una caduta dal ponte, che hanno fatto sorgere il dubbio che l’ultras sia stato violentemente picchiato.

“Le cose da approfondire sono molte - spiega il dottor Varetto -, ma tutto dipende dalla conservazione del cadavere. Certamente si potranno eseguire degli accertamenti sullo scheletro, per verificare fratture e scomposizioni. Inoltre non è esclusa la possibilità di poter ancora analizzare la pelle ed eventuali ferite”.

L’esame autoptico sarà eseguito a Cuneo. “In un primo momento - conclude il dottor Varetto - l’intenzione era quella di farlo a Torino, per la necessità di eseguire gli esami particolari, la cui strumentazione a Cuneo non c’è. Però sono stati recuperati gli esami di Tac e radiografie, fatte dai medici in ospedale, dove Bucci è arrivato vivo”.

Dal primo di aprile, quando sarà fatta l’autopsia, questa spy story dove si intrecciano ‘ndrangheta, servizi segreti, giro di soldi illeciti, potrebbe avere un tassello in più per svelare quel mondo sommerso che secondo le indagini degli inquirenti, ruota intorno al gioco del calcio. Forse la morte di Bucci sarà archiviata come suicidio, o forse si aprirà un nuovo filone di indagine per dare concretezza alle parole che la ex compagna Gabriella ha sempre sostenuto: “Raffaello da quel ponte si è buttato per salvare la cosa più preziosa che aveva, ossia nostro figlio Fabio, minacciato di morte se Raffaello non si fosse tolto di mezzo. Con tutto quello che sapeva, ormai era diventato scomodo per molti”.

NaMur

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