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Calcio | 04 maggio 2019, 17:00

Messa per il Grande Torino, don Robella: "A Superga si è rotto un bellissimo vaso, che ora risorge in noi" (Foto)

Il parroco: "Settant'anni dopo tutto il popolo granata conserva quei cocci nel cuore"

Don Robella consegna a Belotti un pezzo del vaso rotto (il Grande Torino) affinché lo conservi nel cuore per sempre

Don Robella consegna a Belotti un pezzo del vaso rotto (il Grande Torino) affinché lo conservi nel cuore per sempre

"Quel Torino era come un vaso bellissimo, c'era dentro bel gioco, voglia di rinascita, valori grandi. Ma anche i vasi, come tante cose belle, sono fragili e si rompono, come accaduto a Superga". Lo ha detto don Riccardo Robella, che al Duomo ha celebrato il Grande Torino, a settant'anni dall'incidente aereo di Superga. 

"Di quel vaso - ha aggiunto il parroco - rischiano di restare soltanto i cocci, un sogno infranto, restano il dolore, le lacrime e la consapevolezza che quello che è stato rotto non si potrá piú mettere insieme. In effetti quella squadra non potrá piú rinascere, ma puó risorgere, tornare in via in maniera nuova, paradossalmente piú grande di prima".

Don Robella ha rotto un vaso sull'altare, distribuendo i cocci al presidente Urbano Cairo, al capitano Belotti, ai rappresentanti della Fiorentina, squadra gemellata con il Torino, e a una bambina seduta per terra dinanzi ai calciatori "perchè quei cocci - ha detto il parroco - devono vivere anche in futuro".

Alla celebrazione oltre alla squadra e alla dirigenza hanno partecipato, fra gli altri, ex calciatori come Claudio Sala e Renato Zaccarelli Pierluigi e Guglielmo Gabetto (figlio e nipote del centravanti Guglielmo Gabetto), Bill Lievesley (figlio dell'allenatore Leslie), Franco Ossola (figlio omonimo dell'attaccante granata) e la signora Susanna Egri, figlia dell'allenatore Ernst Erbstein.

R.G.

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