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Juve | 13 maggio 2019, 19:40

“È molto semplice”: al Salone del Libro Massimiliano Allegri svela le 32 regole che l’hanno reso un allenatore vincente

Tra aneddoti sulla competitività maniacale di Ronaldo e Ibrahimovic, episodi di spogliatoio e parallelismi con l’ippica, l’allenatore livornese si è raccontato nella Sala Rossa. E dal Salone del Libro arriva un indizio sulla permanenza o meno in bianconero

“È molto semplice”: al Salone del Libro Massimiliano Allegri svela le 32 regole che l’hanno reso un allenatore vincente

“Alla semplicità, alla sua straordinaria bellezza”. Si apre così il libro che Massimiliano Allegri ha scritto e presentato questa sera, alle ore 18:00, al Salone Internazionale del Libro. Ospite attesissimo, soprattutto dopo i recenti dubbi sulla permanenza o meno in bianconero, l’allenatore della Juventus si è lasciato andare in una chiacchierata molto intima con il pubblico. Dalla sensibilità alla capacità di improvvisare, passando per il “cazzeggio” creativo e Cristiano Ronaldo, Allegri si è dimostrato anche questa volta uomo ancor prima che allenatore, sagace e pungente.

L’esperienza davanti alle telecamere gli ha permesso di evitare la più scomoda delle domande: nessuno sa ancora se Allegri rimarrà o meno alla Juventus. Eppure la presenza in sala di Fabio Paratici, direttore sportivo della Vecchia Signora, può essere senza dubbio considerata un segno di vicinanza della società all’allenatore dei cinque scudetti. Se il futuro è tutto da decifrare, il passato del mister livornese parla chiaro: vittorie, vittorie e ancora vittorie. Successi arrivati anche e soprattutto grazie a una gestione del gruppo particolare, quasi anarchica: “Rendere tutto più semplice è importante. La regola numero uno? Se ci avessero insegnato di meno, avremmo imparato di più. C’è scritto sul muro di Berlino”. Ed è questo uno dei dogmi di Allegri, un mantra ripetuto all’infinito, con il sorriso sulle labbra e la battuta da livornese sempre pronta: “Vale nel calcio come nella vita, diciamo a figli e giocatori quello che devono fare - ha spiegato il mister - Così ammazziamo libertà di pensiero e creatività e i calciatori si bloccano appena le cose non vanno secondo i piani”.

E’  proprio nel momento di imprevedibilità che avviene in campo campo - ha sostenuto Allegri - che bisogna improvvisare, chiudendo schemi in un cassetto per lasciare spazio all’istintività. Il libro, il cui titolo è stato scelto dalla compagna Ambra Angiolini, è un prodotto da consegnare a un manager d’azienda, non solo ai futuri allenatori. “Anche perché in Italia ci sono 60 milioni di allenatori” ha scherzato Allegri, strappando una risata al pubblico. Tra aneddoti sulla competitività maniacale di Ronaldo e Ibrahimovic, episodi di spogliatoio e parallelismi con l’ippica, grande passione del mister, l’allenatore livornese ha poi elogiato il momento della sconfitta (“Aiuta a rialzarsi, serve a risalire dopo la caduta”) e rivelato quello che è stato il momento più bello della stagione (“il campionato vinto contro la Fiorentina). A partita giocata meglio? Quella con il Manchester United in casa, coincisa con una sconfitta. “E’ l’esempio perfetto che il calcio non è una scienza esatta e non sempre giocare bene ti porta a vincere”

Bocche cucite sul futuro: oggi per capire se Allegri sarà ancora l’allenatore della Juventus o meno bisognerebbe davvero affidarsi al lancio di una monetizza. Di certo, a Torino o altrove, il mister continuerà ad allenare a modo suo: cercando di arrivare all’obiettivo, in qualsiasi modo e percorrendo qualsiasi strada. Aggirando ostacoli e trovando soluzioni a imprevisti. Perché, Allegri dixit, il calcio è la vita sono due questioni tanto simili quanto “molto semplici”: bisogna sempre trovare il modo di andare avanti.

Andrea Parisotto

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