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Juve | 17 maggio 2019, 13:45

Juve-Allegri, è divorzio dopo 5 anni

Domani il presidente Andrea Agnelli e l'allenatore spiegheranno le ragioni della fine del rapporto in una conferenza congiunta. Klopp, Pochettino o Simone Inzaghi nel futuro dei bianconeri. A meno che Conte…

Juve-Allegri, è divorzio dopo 5 anni

I tanti rinvii e i tanti silenzi di questi giorni sono stati il prologo, oggi l’annuncio ufficiale, arrivato dalla società bianconera attorno alle ore 13, in uno stringato comunicato che annuncia che la Juve e Max Allegri separano le loro strade, dopo cinque anni di successi.

“L’allenatore e il presidente Andrea Agnelli incontreranno insieme i media in occasione della conferenza stampa, che si terrà domani, sabato 18 maggio, alle ore 14 presso la sala conferenze dell’Allianz Stadium”, Insomma, più che della vigilia della sfida contro l’Atalanta (prologo alla consegna della coppa e alla festa scudetto) si parlerà di futuro e delle ragioni che hanno determinato questo divorzio.

Da tempo si era capito che non c’era più totale sintonia tra la proprietà e il tecnico livornese. L’anticipata uscita dalla Champions, nella stagione in cui l’obiettivo era arrivare finalmente alla conquista della coppa con le grandi orecchie, dopo l’arrivo del marziano Ronaldo, era stata seguita da frasi di circostanza, nessuna che avesse mai fugato i dubbi sulla continuità di un rapporto che si è sfaldato nel corso del tempo.

Pavel Nedved, braccio destro e consigliere più fidato di Agnelli, da mesi spingeva per un cambio della guida tecnica, il ds Paratici invece sembrava su posizioni più morbide. Nedved da tempo lavora per riportare a Torino Antonio Conte, soluzione poco gradita al presidente, che si era lasciato piuttosto male con l'allenatore pugliese, dopo il clamoroso addio maturato nel luglio del 2014, al secondo giorno di ritiro precampionato della squadra.

Dopo cinque stagioni forse era arrivato il momento di dirsi addio da parte di entrambi. Nel futuro di Allegri potrebbe esserci la panchina del Paris Sain Germain, per portare il ricchissimo club francese finalmente a fare strada anche in Europa. Allegri sa bene come si fa, ci era riuscito con il Milan e si è ripetuto con la Juve, condotta due volte in finale di Champions. Ma quest’anno la coppa tanto agognata non è arrivata e adesso la Juve pensa che cambiando il manico possano cambiare anche i risultati in campo internazionale.

L’ipotesi Conte resta sempre sullo sfondo, anche se difficile (pare che l’ex ct della nazionale sia ormai ad un passo dalla firma con l’Inter), tanti i nomi accostati alla Juve in queste settimane ed ancora più nelle ultime ore. Ambienti vicini alla presidenza danno per certo che la scelta cadrà su “un tecnico proveniente dalla Premier League”: subito si è pensato a Guardiola, anche per provare a fare un cambio di gioco e di mentalità rispetto alla gestione Allegri, ma il diretto interessato in giornata ha garantito che resterà al City. Un nome accostato già in passato alla Juve è quello del tedesco Klopp, che potrebbe lasciare Liverpool da trionfatore, in caso di successo della Champions League il prossimo 1° giugno nella finalissima in programma a Madrid.

Ma attenzione alla variabile Pochettino, il tecnico di origini piemontesi: l’anno scorso con il suo Tottenham andò ad un passò dall’eliminare la Juve in Europa, meritandosi i complimenti di tutti, anche di Agnelli. Quest’anno ha saputo portare la squadra inglese fino all’atto finale e in questi giorni ha lanciato messaggi che lasciano intendere che sia prossimo a lasciare l'Inghilterra. Potrebbe essere lui il nome a sorpresa, più di quello di Simone Inzaghi, l’allenatore della Lazio fresca vincitrice della Coppa Italia, che era stato accostato alla Juve un anno fa e che adesso (per qualcuno) sembra tornato di moda.

Domani saranno chiariti i perché del divorzio Allegri-Juve, entro una settimana, dieci giorni massimo, diventerà ufficiale il nome del nuovo allenatore. Cui verrà chiesta una cosa sola per il 2020: più del nono scudetto di fila, la prima Champions dopo 24 anni.

Massimo De Marzi

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