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Juve | 18 maggio 2019, 15:50

Juve, Agnelli saluta Allegri: "La decisione piú sofferta, Max ha fatto la storia"

Il tecnico livonese commosso, salutato da tutti i giocatori: "Decisione della società, dopo cinque anni era anche fisiologico. Qui sono cresciuto e ho vissuto momenti straordinari"

Juve, Agnelli saluta Allegri: "La decisione piú sofferta, Max ha fatto la storia"

"Questa è una giornata diversa dalle altre, Max Allegri ha fatto la storia della Juventus, vincendo cinque scudetti consecutivi. È la decisione piú sofferta da quando sono alla guida della società". Cosí il presidente Andrea Agnelli, che all'Allianz Stadium ha salutato Massimiliano Allegri, che dall'anno prossimo non sará piú l'allenatore dei bianconeri.

"Io e Max non siamo le persone piú adatte a parlare di relazione di coppia", ha scherzato Agnelli, che ha poi aggiunto: "Sono stati cinque anni bellissimi, con affetto, stime, riconoscenza e soprattutto tante vittorie. Abbiamo vissuto per un anno e mezzo da vicini di casa, abbiamo fatto colazione insieme, cene piacevolissime, Max ha visto i miei figli crescere e io i suoi. Penso di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti".

Visibilmente emozionato Allegri ha risposto alle domande dei cronisti, accolto in sala conferenze dall'applauso della prima squadra. "La societá ha fatto le sue valutazioni e ritenuto opportuno che la prossima stagione l'allenatore non fossi piú io. Fisiologicamente ci dovevamo separare, è molto piú semplice di quanto possa sembrare. Qui ho trovato una societá super organizzata, siamo cresciuti insieme, ma ora è arrivato il momento per lasciarsi nel migliroe dei modi. Lascio un presidente straordinario - ha aggiunto il tecnico livornese - un decisionista".

"Ho vissuto cinque anni davvero straordinari e oggi la vivo serenamente, anche se sono state scritte cose inesatte, non ho chiesto anni di contratto, giocatori o rivoluzioni. Sono contento ed emozionato, ma ora basta: domani bisogna giocare. La Juventus ripartirá nel migliore dei modi. Mi sono sempre confrontato con tutti, alla fine bisogna centrare gli obiettivi che la societá ti pone. È stata comunque una stagione straordinaria".

L'allenatore ha poi aggiunto: "Sono fiero di essere un aziendalista, ma non sono mai stato uno yes man. In una grande società come la Juventus l'allenatore deve conoscere tutte le problematiche. Stare in questa squadra vuol dire far parte di una famiglia che ha un dna preciso, che insegna molto, qui si impara la cultura del lavoro, la disciplina. E anch'io credo di essere molto cresciuto". A chi gli contesta che la squadra non ha sempre espresso un bel gioco, Allegri ha replicato: "A calcio conta vincere le partite, non ho ancora capito cosa significhi giocare bene, qualcuno me lo spieghi. Quelli che vincono sono piú bravi degli altri, piaccia o non piaccia".

"Durante una stagione - ha aggiunto - ci sono momenti in cui giochi bene e altri meno bene. A calcio difendere non è vergogna, le grandi sfide le vincono le grandi difese. Il Real Madrid, ad esempio, nella finale di Cardiff ha vinto perché ha difeso meglio di noi. Ci sono allenatori che vincono e altri che non vincono mai e se uno non vince mai un motivo ci sará".

Infine i programmi per l'immediato futuro: "In questo momento sul futuro non so nulla, valuterò eventuali proposte, casomai mi dedicherò a me stesso, ai mie familiari, agli amici, una pausa mi farebbe anche bene. Dopo il 15 luglio magari comincia a venirmi voglia, ma dipende da quello che succederà in giro".

Scontata la battuta sul prossimo allenatore della Juve: "Ne abbiamo uno in rampa di lancio che è Barzagli, che ha giá annunciato il ritiro", ha scherzato Allegri, che ha trattenuto a stento le lacrime ricevendo la maglia bianconera con il numero 5, gli scudetti conquistati, e una scritta inequivocabile "History Alone".

Perchè, nonostante tutto, Allegri alla Juventus ha scritto la storia.

Marco Panzarella

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