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Altri sport | 21 maggio 2019, 12:00

Bilancio della stagione del Torino: luci e ombre granata

La storia di un gruppo di uomini che lavora tanto per raggiungere un obiettivo e poi se lo vede sfumare all’ultimo non può lasciare indifferenti

Bilancio della stagione del Torino: luci e ombre granata

La storia di un gruppo di uomini che lavora tanto per raggiungere un obiettivo e poi se lo vede sfumare all’ultimo non può lasciare indifferenti. Chi ha vissuto il pomeriggio del Castellani non dimenticherà la faccia di Armando Izzo, quella del Gallo Belotti, non dimenticherà l’abbraccio collettivo dei tifosi subito dopo la partita.

Una partita brutta, una figuraccia che si doveva e si poteva evitare, che i nuovi operatori sul mercato mai si sarebbero aspettati, ma che se possibile ha rafforzato ancora di più il legame tra il Toro e chi lo ama veramente.

Arriverà presto il tempo di tracciare una linea e di fare un bilancio di quanto accaduto, ma ora è il momento del rammarico e di dire grazie a Mazzarri e ai suoi ragazzi per aver emozionato chi li ha seguiti, dal primo giorno del ritiro di Bormio alla disfatta del Castellani, campo maledetto per il Torino.

Dall'8 al 22 luglio il Torino ha svolto infatti ritiro precampionato a Bormio, per il sesto anno consecutivo. In preparazione alla stagione i granata hanno affrontato in amichevole la Bormiese il 14 luglio, la Pro Patria il 21 luglio, il Renate il 22 luglio, il Nizza il 28 luglio e il Liverpool il 7 agosto.

Il 1º agosto il Torino ha disputato un'amichevole con la Chapecoense, in ricordo delle tragedie aeree che hanno coinvolto le due squadre (la tragedia di Superga e quella del volo LaMia 2933).

L'incasso è stato interamente devoluto al club brasiliano. Ma tornando alla gara del Castellani... nel calcio i tabù esistono eccome, e la storia lo tramanda. Lungo questi dieci mesi il Torino ha fatto cose buone, tante, sono stati commessi errori, certo. E sono emerse delle cose su cui lavorare per migliorare questo Toro, affinché sia destinato a crescere sempre di più e a non tornare indietro mai.

Arriverà il giorno di analizzare tutto con calma, ma oggi è il momento di dire che il Torino una piccola vittoria l’ha conquistata: emozionare un popolo, farlo tornare a sognare. Gettando le basi per un futuro potenzialmente importante. Per essere il Nuovo Grande Torino: dai tempi di quello tragicamente scomparso a Superga, ma il pubblico granata ha amato tanto una squadra.

Il Grande Torino fu infatti la squadra più vincente del campionato italiano nella seconda metà degli anni 1940 e, secondo la rivista inglese FourFourTwo, è stata la tredicesima squadra più forte di sempre nella storia del calcio. La sua tragica fine è stata anche per questo tema di documentari, film e opere letterarie; tra di esse, la poesia Ai campioni del Torino composta nel 1949 da Mario Luzi, la miniserie TV Il Grande Torino (2005) di Claudio Bonivento, interpretata da Beppe Fiorello, e l'ultima puntata della serie TV Federico Buffa racconta Storie di Campioni (2015) di Federico Buffa, trasmessa su Sky in occasione del 66esimo anniversario della tragedia di Superga.

Rimanendo in ambito cinematografico e televisivo, tra i prodotti dedicato al Torino troviamo il documentario Gli undici moschettieri (1952) di Ennio De Concini e Fausto Saraceni, i film Ora e per sempre (2004) di Vincenzo Verdecchi, e Benfica-Torino 4-3 (2012) di Andrea Ragusa e Nuno Figueiredo, e il film TV La farfalla granata (2013) incentrato sulla vita di Luigi Meroni. In ambito musicale sono invece presenti molte canzoni dedicate alla squadra granata come La forza del Toro, Ragazzo ultrà, Dj Venneri e Vivo il Toro. Nel fumetto, nella storia breve Paperoga in: soffri, tifoso, soffri pubblicata da Topolino, viene riproposto il derby della Mole con il Torino tradotto in «Corino». Dal 2017, la piattaforma televisiva Sky Italia propone, nel proprio bouquet satellitare, il canale tematico Torino Channel. Al grande Torino è anche dedicato lo Stadio. Un tempo Comunale, ora “Comunale Grande Torino”.

L’estate porterà consiglio e mercato, e i tifosi possono sognare: l’Europa è nel mirino. E la stagione 2019/2020, potrebbe essere quella dei sogni realizzati. Si parla infatti di grandi nomi, piace Mario Rui dal Napoli, ma il riscatto di Ola Aina dal Chelsea non è più così certo come sembrava: per acquistare a titolo definitivo il terzino serviranno 10 milioni di euro, ma ora il presidente Urbano Cairo sta valutando se spendere tale cifra per il calciatore nigeriano.

Comunque Urbano Cairo tranquillizza. Le basi per costruire qualcosa di solido in futuro sono state posate, ma la società dovrà resistere alla tentazione di smantellare tutto per ripartire da capo.

Non sarà semplice, perché senza Europa potrebbe essere più complicato trattenere alcuni big, ma dovrà farlo il presidente granata per far finalmente compiere il definitivo salto di qualità alla propria squadra. Sirigu, Nkoulou, Izzo, Ansaldi, Falque e Belotti sono i pilastri dal quale il Torino non si deve separare, De Silvestri, Rincon e Baselli gli altri elementi da confermare.

Uomini, oltre che calciatori, che possono aiutare questa squadra a crescere. Ci sarebbe anche Moretti da inserire nell’elenco, ma il discorso in questo caso è differente visto che il difensore potrebbe decidere di dare l’addio al calcio giocato. “Anche senza Europa la nostra strategia per il futuro non cambia” ha assicurato Cairo.

E allora al Torino non resta che ripartire da questi giocatori a cui ne andranno affiancati altri per far sì che quanto di buono fatto quest’anno non venga disperso e il 4-1 di Empoli sia di lezione.

ip

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