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Toro | 26 maggio 2019, 08:00

Toro, contro la Lazio la partita degli addii

Ultima gara della carriera per Moretti, ultima in granata per diversi giocatori e ultima come ds per Petrachi, diretto alla Roma. Obiettivo: vincere per chiudere a quota 63. Aspettando notizie dall’Uefa per la vicenda Milan. Mazzarri: "Io non gufo nessuno, però..."

Toro, contro la Lazio la partita degli addii

Ultimo giorno di scuola. Per qualcuno sarà anche l’ultima volta in granata, per Emiliano Moretti anche l’ultima da calciatore, visto che il difensore in settimana ha annunciato l’addio al calcio. Il ""Moro" non sarà titolare, ma Mazzarri ha annunciato che entrerà a 5 minuti dalla fine, con Belotti che gli cederà la fascia di capitano.

Il Toro chiude oggi contro la Lazio una stagione ricca di suggestione, di vittorie di prestigio, di risultati importanti, ma anche di qualche delusione di troppo, come quella di una settimana fa ad Empoli, che è costata l’addio all’obiettivo Europa. Ma vincendo oggi contro quella Lazio che, grazie al successo in Coppa Italia, ha di fatto estromesso i granata dalla corsa alle coppe, la squadra di Mazzarri può blindare il settimo posto a quota 63, un punteggio che storicamente vale il pass per l’Europa, ma che quest’anno risulta insufficiente.

E’ vero che in questi giorni sono tornate in mente le sconfitte casalinghe contro Parma e Bologna, i due punti persi contro il Cagliari, il fatto di aver pareggiato due volte contro una Fiorentina che ora rischia la serie B, ma non bisogna dimenticare che il Toro ha vinto 9 delle ultime 11 partite in casa, che è stato imbattuto contro le milanesi, che ha stabilito il suo record da quando esistono i tre punti a vittoria. Battendo la Lazio, i granata chiuderebbero un girone di ritorno da 36 punti, una media da Champions, altro che Europa League. Difficile prendersela con un gruppo che praticamente sempre ha saputo onorare l’impegno e la maglia, con pochi ritocchi questa squadra è in grado di centrare sicuramente l’obiettivo nella prossima stagione.

A meno che l’Uefa non decida di punire il Milan per il mancato rispetto dei parametri del fair play finanziario, per cui i rossoneri sono stati nuovamente deferiti, correndo quindi il rischio di un anno di esclusione dalle coppe, già comminato nel 2018 e “congelato”: di questo se ne saprà di più ad inizio giugno. Il Torino fa bene a non commentare, ma è normale che la vicenda venga seguita con interesse, visto che sarebbero proprio i granata a essere ripescati, in caso di bocciatura del Milan, anche se questo vorrebbe dire affrontare le forche caudine di un’estate con i (tre) turni preliminari dell’Europa League, che costringerebbe ad anticipare il raduno a fine giugno, sconvolgendo tutto il programma del precampionato.

Ma questa è un’ipotesi futura tutta da verificare (anche se Mazzarri ha detto: "io non gufo nessuno, però se dovesse accadere, se vremo fatto 63 punti ce lo saremo meritati"), oggi c’è da vivere la sfida contro la Lazio, che sarà anche l’ultima da direttore sportivo di Gianluca Petrachi, che da domani non sarà più un dirigente del Toro ma potrà sposare ufficialmente la nuova causa romanista. Cairo sta studiando con poterlo rimpiazzare, si parla della promozione di Massimo Bava dal settore giovanile, affiancato magari da Riccardo Bigon (uomo di fiducia di Mazzarri, con cui ha lavorato a Reggio Calabria e a Napoli) come direttore tecnico, mentre Emiliano Moretti si occuperebbe del vivaio. Soltanto ipotesi per il momento, come quelle legate a un ripescaggio in Europa.

Una certezza, invece, che anche oggi ci sarà il pienone all’Olimpico, per tributare il giusto omaggio a Belotti e compagni per un campionato comunque da applausi. Anche se è mancata la ciliegina sulla torta.

Massimo De Marzi

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