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Calcio | 28 maggio 2019, 12:02

L'ottavo Scudetto consecutivo "salva" la stagione, ma a questa Juve non può bastare

Il trionfo in campionato rende più che sufficiente il bilancio dell'annata bianconera, pesa però la prematura eliminazione dalla Champions e la separazione da Allegri ne è la conferma

Foto tratta dalla pagina Facebook "Juventus"

Foto tratta dalla pagina Facebook "Juventus"

Uno Scudetto vinto con largo anticipo non è certo poco, ma sarebbe ipocrita negare che il mirino della Juventus 2018-'19 era puntato più in alto. E così diventa quantomeno complicato stilare con precisione un bilancio effettivo della stagione dei bianconeri culminata con la vittoria dell'ottavo tricolore consecutivo, ma anche con una cocente eliminazione ai quarti di Champions League per mano dell'Ajax. Senza dimenticare il pesante ko patito sul campo dell'Atalanta, costato l'estromissione dalla Coppa Italia (negli ultimi anni ospite fissa del J-Museum al pari del titolo di campioni d'Italia).

La sufficienza piena, qualora si dovesse stilare un voto, ci sta tutta e ci mancherebbe altro: 90 punti, uno Scudetto festeggiato prima di Pasqua, di fatto un dominio assoluto fino alla festa tricolore che può bastare per promuovere la banda Allegri. Sul giudizio complessivo non può però non incidere il finale di stagione che, ormai privo di pathos, ha visto la Juve cadere o rischiare di farlo in quasi tutte le sue ultime uscite. Dal 2-1 alla Fiorentina valso la matematica certezza del titolo (era il 20 aprile), tre pareggi e due sconfitte hanno rappresentato i titoli di coda su una stagione che in realtà si è davvero conclusa al triplice fischio della gara di ritorno dei quarti della vecchia Coppa dei Campioni. Da quel momento è stato un lento trascinarsi fino alla fine (Ipse dixit), come testimoniato dalla separazione con mister Allegri.

Negli occhi dei tifosi juventini resterà dunque l'illusione di cosa poteva essere (ripensando alle prove europee sui campi di Valencia e Manchester United o magari alla remuntada con l'Atletico) e invece non è stato. Era la prima Juve di Cristiano Ronaldo, quella che per tutti doveva  conquistare la Champions League o quantomeno aumentare le possibilità di farlo: negli annali rimarrà quella dell'ottavo Scudetto (chapeau) e della Supercoppa Italiana vinta a Riyad e griffata CR7. Troppo poco? A ognuno la sua opinione.

Su una cosa però tutti sembrano essere d'accordo: dal punto di vista del gioco, l'ultima Juve "allegriana" avrebbe potuto offrire qualcosa di più. Che lo show sul campo non sia proprio il piatto forte della Vecchia Signora lo dice la storia, ma da un team che può vantare elementi di qualità come il già citato Ronaldo, Dybala, Pjanic e Bernardeschi solo per elencarne alcuni (Cuadrado e Douglas Costa lì omettiamo causa svariati infortuni) appare lecito attendersi di più. Ed è forse qui che nasce l'idea di separarsi dal tecnico livornese, non tanto dalla mancata soddisfazione europea cercata e ricercata nel tempo: l'impressione infatti è che al di là della vittoria, ai piani alti della Continassa si ricerchi qualcosa di diverso. 

Se questa intuizione sarà corretta, lo capiremo nel momento in cui verrà ufficializzato il nome del nuovo allenatore. Al momento le ipotesi rappresentate dal sogno (impossibile?) Guardiola e dal più raggiungibile (ma da molti non gradito) Sarri sembrano supportare la tesi che avanza chi sta scrivendo.

Per chiudere, una panoramica a livello societario: l'affermazione definitiva della Juventus Women e l'esordio comunque incoraggiante della Juventus Under 23 (che ha chiuso ad un passo dai playoff di Serie C) nobilitano ulteriormente un club che negli ultimi 10 anni raramente ha sbagliato come dimostra, ad esempio, la mossa di marketing che ha rivoluzionato la maglia da gioco (un dramma per i tradizionalisti, un successo per le casse degli store). A tal proposito, il voto non può quindi che essere alto. Tra campo e società perciò Juve ampiamente promossa, ma è già tempo di pensare al domani e la scelta del nuovo allenatore non può che essere solo il primo passo.

Roberto Vassallo

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