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Toro | 06 giugno 2019, 06:00

L'Uefa rinvia la decisione sul Milan, ma il Toro si dice "prontissimo" per affrontare l'Europa League

Così il direttore generale Comi e il presidente Cairo. Che ha respinto le dimissioni di Petrachi, puntando ad ottenere un giovane dalla Roma per liberare il ds: per sostituirlo si pensa al tandem Bava-Moretti

L'Uefa rinvia la decisione sul Milan, ma il Toro si dice "prontissimo" per affrontare l'Europa League

La decisione dell'Uefa sul caso Milan, nuovamente deferito per aver violato i parametri del fair play finanziario, tarda ad arrivare.

Ieri sera da Nyon si è deciso di non decidere, rimandando a quanto decreterà il Tas (Tribunale Arbitrale Sportivo) di Losanna, ma il Toro sta scaldando i motori, nel caso i rossoneri vengano estromessi dalla prossima Europa League, con conseguente ripescaggio dei granata. Certo, il dilatarsi della decisione finale crea ansia e aumenta i timori, visto che non ci sono certezze, se non chead oggi il Milan è qualificato, mentre alla Roma toccherebbero le forche caudine dei preliminari. Ma un lieto finale colorato di granata resta possibile, anche se è indispensabile che una decisione definitiva arrivi entro una decina di giorni al massimo.

Intanto nei giorni scorsi il Torino ha ufficializzato le date del ritiro di Bormio, in programma dal 13 al 27 luglio, ma è pronto a scattare il piano B, che prevede l'anticipo di quindici giorni rispetto al preventivato, se la squadra di Mazzarri sarà chiamata a giocare i turni preliminari. La prima sfida di Europa League è calendarizzata per il 25 luglio e il Toro è pronto a radunarsi attorno al 27-28 giugno, per sostenere un paio di giorni di visite mediche, prima di raggiungere la Valtellina e preparare il debutto internazionale. Non a caso, non è stato ancora stato diramato il quadro delle amichevoli, perché i granata aspettano notizie certe da Losanna e in base a quelle ridisegnare il programma estivo.

Il Torino ufficialmente non commenta, ma il direttore generale Antonio Comi, a margine di una premiazione, a precisa domanda ha risposto "siamo prontissimi", nel caso dovesse arrivare l'esclusione del Milan. Parole ribadite dal presidente Cairo durante un intervento in una nota trasmisssone su Radio 24. Il Toro sta iniziando a predisporre tutto per giocare i turni preliminari di Europa League, situazione che riporta inevitabilmente d'attualità quanto successo nel 2014, quando la mancata concessione della licenza Uefa al Parma promosse di conseguenza la squadra allora allenata da Ventura.

Intanto, mentre il settore giovanile del Toro si appresta a vivere la volata finale della stagione, con la Primavera impegnata nei playoff contro la Fiorentina, mentre la Berretti sfiderà l'Inter nella finale scudetto, si attendono questi impegni per poter ufficializzare la promozione dalla guida del vivaio alla carica di direttore sportivo da parte di Massimo Bava, che dovrebbe essere affiancato da Emiliano Moretti, al primo incarico nella sua nuova avventura di dirigente granata.

Il Torino, però, ufficialmente ha ancora Gianluca Petrachi come ds, anche se quest'ultimo è stato visto in questi giorni in Spagna, in missione con la Roma per convincere Paulo Fonseca a diventare il nuovo allenatore dei giallorossi. Il presidente Cairo, che ha ufficialmente respinto le sue dimissioni, giunte al termine della stagione, punta a trovare un accordo con la società giallorossa per liberare Petrachi, forte di un contratto in essere fino al 30 giugno 2020.

La situazione potrebbe essere sbloccata dal prestito (con diritto di riscatto a favore del Toro) di un giovane della Primavera della Roma: si parla di Cargnelutti o di uno dei giocatori che i giallorossi hanno in giro per l'Italia che non sono destinati a rientrare alla base. Una cosa è certa, in questo braccio di ferro non è Cairo quello che vuole cedere facilmente.

Massimo De Marzi

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