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Calcio | 04 luglio 2019, 07:45

Marco Marramao: il Derthona, l'Europeo Under 21, la Padania. E il futuro...

L'ex team manager del Derthona fa il punto dopo una stagione ricca di impegni e soddisfazioni

Marco Marramao

Marco Marramao

Oggi parola all'ex team manager del Derthona ed ex responsabile della comunicazione del Canelli, Marco Marramao. Reduce dalla partecipazione all’Europeo Under 21 nello staff responsabile dell’organizzazione e dalla spedizione all'Europeo Conifa con la Padania, Marramao guarda ora al futuro.

Marramao sei passato dall'europeo Conifa all'europeo UEFA under 21 in 2 anni , che esperienza è stata per te?

Beh sono due emozioni diverse ! Nell'europeo conifa facevo parte di una selezione e quindi mi sentivo tra i protagonisti dell'evento e il successo arrivato con la vincita del trofeo l'ho sentito anche un pizzico mio condiviso con tutto lo staff che ha lavorato intorno a quel meraviglioso gruppo,   mentre all'europeo under 21 ho lavorato per l'organizzazione dell'evento con la UEFA e con la FIGC. E' stata un esperienza unica , sia sotto l'aspetto formativo che sotto l'aspetto umano- Per chi ama il Calcio come me è realizzare un sogno. Ho avuto il piacere e l'onore di lavorare a fianco di professionisti del settore, preparare accrediti e documenti  per i nostri calciatori della nazionale , vivere la loro quotidianità e l'evento giorno dopo giorno in tutte le sue forme. Ho avuto il piacere di conoscere anche dei colleghi straordinari, con i quali si è creato un grande spirito di gruppo, ognuno di loro molto appassionato, preparato e con tanti sogni nel cassetto da realizzare. Diciamo che quando è calato il sipario sulla competizione regnava in me  tanta tristezza nel ritornare a casa: è come per un calciatore debuttare in Champions e il giorno dopo ritornare a giocare nei dilettanti. Non so se mi spiego...”.

Archiviata questa esperienza, cosa ti aspetti dal tuo futuro? Che tipo di sfida cerchi?

Io penso che vada un po' rivisto il modo di pensare dei club dilettantistici. Mi spiego meglio: oggi la maggior parte dei presidenti che decidono di fare calcio nei dilettanti come prima cosa pensano ad ingaggiare mister e calciatori, spendendo a volte anche cifre importanti senza investire un euro sul management. Risultato? Non si costruisce quasi mai qualcosa di solido. Penso che per fare calcio prima bisognerebbe  costruire  le fondamenta, ovvero la società. Perché la società rimane, il resto cambia continuamente. Bisogna ragionare e vedere  il club come un azienda, perchè oggi il
calcio costa e non è facile rimanere a galla. Per questo è importante investire su dirigenti che possono aiutare, con un progetto su più anni a far crescere il club. Partendo dal creare empatia con la città, senso di aggregazione, presenze allo stadio, rapporti da costruire con le aziende e la politica del territorio per aumentare sponsor e partnership. Un club che cresce anno dopo anno fuori dal campo è un club destinato quasi ad autofinanziarsi e permettersi così di poter fare investimenti sempre maggiori su calciatori e allenatori che sono poi quelli che devono portare i risultati sul campo. Ma prima bisogna partire dal gruppo dirigenziale non al contrario. Per questo per il mio futuro vorrei un club che sia pronto a questa tipo di sfida , dove sento di poter dare il meglio di me! Questo sarà fondamentale nella mia scelta. Altrimenti preferisco rimanere a casa e studiare facendo corsi di aggiornamento
”.

Hai già qualche offerta concreta da dove ripartire dopo l'esperienza con Canelli e Derthona?

Onestamente finora ci sono state solo delle chiacchiere esplorative con 2-3 club ! Però ancora nulla di concreto. Ma questa volta voglio prendermi il tempo necessario… perché sarà importante il progetto più ancora della categoria”.

Michele Rizzitano

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