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Volley | 06 luglio 2019, 18:58

Il comitato Prati Parella: “No al palavolley nell'area Salette, sì ai boschi urbani”

La coordinatrice Maria Napolitano propone di costruire il nuovo palazzetto dello sport sfruttando un'area industriale o un capannone dismesso, adibendo l'area prescelta a “bosco urbano”

Il comitato Prati Parella: “No al palavolley nell'area Salette, sì ai boschi urbani”

“No al consumo di suolo, sì all'ambiente e ai boschi urbani”: con queste parole, il comitato Prati Parella ribadisce il suo no al progetto del Palavolley nel grande prato di 11 mila metri quadrati situato in Via Madonna delle Salette.

Un no che nasconde però una piccola apertura: “Ci sono – dichiara la coordinatrice Maria Napolitano - molte aree industriali dismesse e capannoni, anche nei paraggi, perché non utilizzare quelle?”. Le motivazioni della contrarietà sono di carattere prettamente ambientale: “La salvaguardia dell’ambiente – prosegue - è una priorità assoluta e non procrastinabile, diciamo con forza no al consumo di suolo fertile".

"Torino è la città più inquinata d’Europa quanto a polveri sottili, con 39 microgrammi al metro cubo, un primato terribile; i cittadini che partecipano alle attività del comitato chiedono al Comune di restituire il prato alla sua funzione ambientale ed ecologica e di insediare altrove la struttura sportiva, rivedendo a questo fine la pianificazione dell’area”.

A tutto questo si aggiungono alcuni dettagli economici: “La realizzazione di opere edilizie - aggiunge la Napolitano - avrebbe dovuto generare 4 milioni e mezzo in strutture pubbliche, aree verdi incluse. Chiediamo un resoconto trasparente e dettagliato: ci risulta che sia già stato incassato dal Comune almeno un milione di euro per quanto costruito qui in zona. Possibile che neppure un migliaio sia stato destinato alla riqualificazione di questo grande prato, abbandonato a se stesso da anni?”.

Per il “lotto Salette” il comitato propone una soluzione alternativa: “Vogliamo ribadire - conclude Maria Napolitano - il nostro massimo impegno per l’ambiente, partendo da ciò che possiamo concretamente fare nel nostro quartiere. Per questo proponiamo che l’area sia interamente destinata alla creazione di un bosco urbano".

"Un'area in grado di abbattere i livelli di CO2 nella zona, per la quale si chiede il rispetto della legge regionale 56 del 1977, che ha come finalità la tutela e la limitazione del consumo di suolo”.

Marco Berton

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