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Volley | 03 agosto 2019, 10:00

Alessia Lanzini: "Sono molto felice di iniziare questa nuova avventura a Chieri, ma devo molto al CUS Torino"

La prossima stagione Alessia Lanzini giocherà in serie A1, tra le fila della Reale Mutua Fenera Chieri, ma il suo legame con il CUS Torino rimarrà vivo dentro di lei. In questa intervista il libero classe '81 racconta tutte le sue emozioni per il ritorno nella massima serie, ricordando con enorme piacere i due anni trascorsi tra le fila del Centro Universitario Sportivo torinese.

Foto di Fulvio De Asmundis

Foto di Fulvio De Asmundis

Dopo due stagioni di altissimo livello, giocate da protagonista, Alessia Lanzini lascia la serie A2 e il Barricalla CUS Torino Volley per trasferirsi alla corte di coach Giulio Bregoli alla Reale Mutua Fenera Chieri, nella massima serie. Il libero classe ’81 torna a calcare il taraflex della serie A1 dopo tre stagioni giocate nella serie cadetta, di cui due con il CUS Torino Volley e una con San Giovanni in Marignano. Lanzini andrà a completare, con Chiara De Bortoli, il reparto dei liberi e svolgerà principalmente il ruolo di guida per la giovane classe ’97, autrice di un’ottima Universiade, conclusasi con una prestigiosa medaglia d’argento. Abbiamo avuto il piacere di sentire le emozioni dell’ex giocatrice del CUS Torino Volley per il suo ritorno in serie A1 dopo l’ultima apparizione nella stagione 2015/2016 con la casacca dell’Obiettivo Risarcimento Vicenza.

Ciao Alessia, dopo tre stagioni torni a calcare il palcoscenico più importante, quello della serie A1. Quali sono le tue emozioni?


“Le emozioni sono tante perché, sinceramente, non mi sarei mai aspettata di tornare a giocare nella massima serie. Per me è motivo di grande orgoglio e ci tengo a ringraziare la mia nuova società per la possibilità che mi ha offerto. Come ogni anno, quando si inizia un campionato, c’è tanta voglia di mettersi in gioco. Non vedo l’ora di iniziare ad allenarmi”.

Quali motivazioni ti hanno spinta a scegliere Chieri?

“Innanzitutto la categoria nella quale andrò a giocare. Mi ripeterò, ma ci tengo a sottolineare il fatto che non mi sarei mai aspettata di tornare a giocare in serie A1. Chieri in questi anni ha dimostrato di essere una società seria e accettare questa proposta che mi è stata fatta mi ha permesso allo stesso tempo di rimanere legata a Torino, città che mi ha dato molto in questi due anni e dove ho conosciuto davvero tante persone splendide”.

Per te si è concluso, sportivamente parlando, un capitolo molto importante della tua carriera. Che cosa ti ha lasciato dentro l’esperienza con il CUS Torino?

“Per me è terminato il capitolo da atleta con la società cussina, ma sarò legata ancora al Centro Universitario Sportivo torinese sotto tanti altri punti di vista. Non mi va di dire che cosa è stato il CUS Torino per me, ma che cosa è tuttora. Questa grande famiglia, prima di tutto, ha rivoluzionato la mia vita. Sono arrivata in questa società e ho scoperto un mondo meraviglioso. Mi è stata data la possibilità di affiancare alla mia vita da atleta quella che sarà la mia vita lavorativa in un futuro non troppo lontano. Il CUS Torino mi ha fatto crescere tanto, sotto tutti i punti di vista. È senza ombra di dubbio una realtà molto stimolante, che deve essere conosciuta a livello agonistico perché segue un modello sportivo all’avanguardia che valorizza nel migliore modo possibile il percorso universitario dei suoi atleti. Il CUS Torino non forma soltanto atleti sotto l’aspetto sportivo, ma anche e soprattutto professionale. Sicuramente è stato un capitolo della mia vita molto importante e non è ancora finito se non sotto l’aspetto sportivo, come ho già anticipato. Il CUS Torino mi ha lasciato tanti valori e mi ha dato la possibilità di crescere molto, principalmente sotto due punti di vista: formativo e professionale. Non posso fare altro che ringraziare per ciò che mi è stato dato e per ciò che mi verrà dato in futuro”.

A Chieri il tuo ruolo sarà anche e soprattutto quello di guida. Quanto sarà importante il tuo supporto, sotto l’aspetto mentale e tecnico, per una giovane con tanto potenziale come De Bortoli?

“Per l’età che ho e per l’esperienza acquisita in tutti questi anni di carriera il mio ruolo sarà quello di guida, sicuramente, ma sono sicura che avrò molto da imparare anche io da una giocatrice di grandissimo livello quale è Chiara. Potenzialmente De Bortoli potrà diventare un libero molto forte e nonostante la sua giovane età ha già avuto modo di affrontare sfide molto importanti, una su tutte quella dell’Universiade di Napoli. Allo stesso tempo io cercherò di farla crescere ulteriormente sotto l’aspetto della gestione emotiva e mentale che per una atleta di serie A1 è fondamentale. Sarò prontissima ad affiancarla, se ne avrà bisogno, in qualsiasi momento”.

La tua ultima esperienza nella massima serie, con il Vicenza, l’hai vissuta in un determinato modo. Questa, invece, come la vivrai? Potrebbe essere la tua ultima stagione?

“Ogni esperienza viene vissuta in maniera differente. A Vicenza sono arrivata in serie A1 dopo due promozioni, partendo dalla serie B1, di conseguenza è stato il coronamento di un percorso straordinario. Ogni stagione ha una storia a sé. Non so dire che cosa accadrà al termine di questa perché sono tanti gli aspetti da valutare nell’arco di un campionato. Per il momento mi sento di dire che la mia intenzione è quella di proseguire, ma la decisione definitiva la prenderò soltanto al termine di questa annata. Il mio obiettivo per quest’anno sarà quello di pensare partita dopo partita. L’unica certezza che ho riguarda il fatto che nel torinese mi sono trovata davvero bene e l’obiettivo sarà quello di rimanerci a lungo, anche al termine della mia carriera da giocatrice”.

A Chieri si respira aria di pallavolo. Quanto sarà importante il calore dei vostri tifosi che, nella storia bianco-blu, si sono sempre distinti per il loro grande trasporto?

“I tifosi collinari saranno per noi di fondamentale importanza. In ogni realtà sportiva il supporto della tifoseria è molto importante. Sono sicura che i nostri sostenitori saranno l’ottavo uomo in campo e saranno sempre pronti a tifare per noi dal primo match dell’anno fino all’ultimo. L’entusiasmo di un ambiente come quello bianco-blu non potrà fare altro che darci ancora più carica”.

Il movimento pallavolistico italiano è cresciuto in maniera esponenziale in questi ultimi anni. Il livello di questa serie A1 sarà altissimo. Che campionato disputerà il Chieri?

“Sicuramente ci saranno squadre di prima fascia, come Conegliano, Scandicci, che si è rinforzata molto, e Novara e poi a seguire tutte le altre, chiaramente con qualche compagine più attrezzata di altre. Chieri è una squadra nuova, che andrà formata mentalmente e tatticamente, ma sono sicura che potremo dire la nostra in un campionato che negli ultimi anni è cresciuto tanto e che sta offrendo grandi stimoli a tutte le giocatrici che ne fanno parte”.

Andrea Colella

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