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Ciclismo | 03 settembre 2019, 15:02

Sfida alla disabilità in sella, da Torino a Venezia in bici lungo la via del Po

Sabato 7 settembre partiranno da Torino 5 tandem composti da una persona ipovedente e da un accompagnatore, anche over 70, più tre ciclisti singoli che, dopo una pedalata di circa 600 chilometri, raggiungeranno Venezia-Mestre il 13 settembre

Sfida alla disabilità in sella, da Torino a Venezia in bici lungo la via del Po

Sabato 7 settembre partiranno da Torino 5 tandem composti da una persona ipovedente e da un accompagnatore, anche over 70, più tre ciclisti singoli. Dopo una pedalata di circa 600 chilometri sulla "Via del Po", l'obiettivo è raggiungere Venezia-Mestre il 13 settembre.

Il percorso attraverserà Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e toccherà i comuni di Torino, Chivasso, Crescentino, Trino, Casale Monferrato, Valenza, Pavia, Chignolo Po, Cremona, Brescello, Mirandola, Ferrara, Contarina e Venezia-Mestre. 

La partenza è prevista sabato mattina alle 9 da piazza Castello: la carovana si dirigerà poi al monumento Fausto Coppi sul lungo Po. "È una manifestazione - ha commentato l'assessore comunale allo Sport Roberto Finardi - che unisce libertà e amicizia". 

"Percorremo più possibile - spiegano gli organizzatori - percorsi protetti ciclabili: l'obiettivo è raccontare, attraverso questo viaggio in tandem, l'Italia, la natura, lo sport e la vita. Realizzeremo un reportage dell'iniziativa che verrà comunicata da GO-ON-ITALY ".

"La sette giorni - aggiungono - ha anche una valenza green: scegliere il cicloturismo significa non inquinare, puntare su un viaggio slow che rispetta la natura".

E’ un’iniziativa importante per il territorio che aiuta a scoprire nuovi collegamenti turistici tra Regioni. Cosa che funziona e lo abbiamo constatato anche con i vari cammini di pellegrinaggio – spiega l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca -. Il cicloturismo è diventato una risorsa che unisce salute e scoperta del territorio e i partecipanti a questo evento sono anche la dimostrazione che le disabilità non sono un limite. Godere del territorio e dello sport è sempre possibile”.

Cinzia Gatti

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