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Calcio | 06 settembre 2019, 08:00

RISSA CAVOUR-INFERNOTTO - Tre mesi ad Aiello e Preci, ma anche a Cambria: "Senza parole..."

L'ex Borgaretto e Pancalieri Castagnole a caldo: "Smetto di giocare, è un'incredibile ingiustizia". Ma la società è con lui...

Cristian Cambria in azione

Cristian Cambria in azione

COPPA PROMOZIONE

Se il buongiorno si vede dal mattino...

I campionati non sono ancora iniziati ma Cavour-Infernotto di Coppa Promozione, primo match ufficiale della stagione 2019/2020 terminato 1-1, finisce a mazzate e con lunghe squalifiche.

Le squadre: 200 euro di multa ciascuna per "...il comportamento violento da parte dei propri sostenitori durante la partita, i quali davano vita a tafferugli ripetuti sulle tribune".

I giocatori: fermati fino al 29 novembre i calciatori del Cavour Antonio Aiello e Christian Cambria ed il bargese Eljan Preci per "...condotta violenta consistente nell’essere coinvolto in una rissa, partecipando attivamente". Stop di tre turni per Alex Laganà (Cavour) per "...condotta violenta consistente nell’aver sferrato, a gioco fermo, un calcio ad un avversario".

I FATTI E LA DELUSIONE DI CAMBRIA

Ma cosa è successo esattamente a Cavour? Stando a quanto riportano diverse fonti è andata più o meno così: tutto nasce da un fallo di gioco su Romagnini dell'Infernotto. Gli animi si scaldano, Laganà del Cavour paga un intervento scomposto con il rosso, Cambria risponde alle parole di un papà in tribuna: è il papà di Preci dell'Infernotto, che in campo corre verso Cambria per interrompere la conversazione a distanza e che viene portato via da Scanavino evitando i primi guai.

Questi ultimi, però, arrivano lo stesso: rosso per Aiello e Preci, che non se le mandano a dire nel parapiglia che si scatena subito dopo e che riguarda anche la tribuna. I giocatori espulsi lasciano il campo, ma continuano a battibeccare anche fuori e così panchina e dirigenti, ritrovatisi nella zona di accesso degli spogliatoi, cercano di separarli. In tutto ciò c'è anche Cambria, subentrato nell'ultima mezzora e alla sua prima gara con il Cavour: l'ex Borgaretto e Pancalieri Castagnole si accorge di un pugno rifilato ad Aiello da un giocatore dell'Infernotto e cerca a suo modo di sgonfiare la rissa.

Risultato: tre mesi di squalifica anche per lui. Praticamente tutto il girone d'andata. 

Cristian Cambria: "Voglio dire subito che tra noi e l'Infernotto è già tutto a posto. Le società si sono sentite, così come i giocatori, ed è stata riportata la calma. Resta il dispiacere, perchè c'è la totale consapevolezza da entrambe le parti di essere andati oltre e di aver creato qualcosa di brutto. Sul campo può succedere, in tutte le categorie. Noi siamo dilettanti anche in questo e forse qualcuno lo dimentica...Abbiamo sbagliato, lo sappiamo tutti. A volte la situazione sfugge di mano. Io però non so davvero perchè ho preso tre mesi di squalifica...Tre mesi. Un'eternità nell'arco di una stagione. Significa che fino a fine novembre io dovrei allenarmi a 50 chilometri da casa senza giocare e senza un perchè. Non ho partecipato attivamente alla rissa, persino Scanavino dell'Infernotto via Whatsapp mi ha scritto "ma perchè hai preso tre mesi anche tu...? Ho il dubbio che l'arbitro abbia confuso dei numeri di maglia, sicuramente ha visto me in mezzo al caos che, ripeto, ha visto coinvolto giocatori e dirigenti di Cavour e Infernotto. C'erano dentro tutti. L'arbitro, comunque, già mi chiamava per cognome in campo...Non vorrei abbia trovato un capro espiatorio visto che già mi conosceva".

Continua Cambria: "Mi viene voglia di smettere di giocare ed è quello che ho detto a caldo alla società. Ho scritto un messaggio alla squadra, ho detto che dovevo essere un rinforzo importante e invece sto diventando un peso, perchè adesso starò fuori a lungo e non so nemmeno io perchè. Ma un passo indietro andava fatto. All'arbitro della gara che ha compilato il referto, pezzo della Bibbia che inspiegabilmente per noi giocatori resta sempre insindacabile e incontrovertibile, voglio solo dire che ha preso un abbaglio e lo dimostra il fatto che lo stesso Cavour è dalla mia parte. Se avessi sbagliato e fatto una cosa grave la mia società prenderebbe le distanze da me, invece vogliono tutti che io torni in campo, mister Zaino in primis, e i miei compagni vogliono che io mi continui ad allenare. Ho ricevuto tanti messaggi e il primo consiglio è quello di prendere la decisione di smettere di giocare a freddo e non adesso. Sono tutti stupiti da questa squalifica incredibile, che mi toglie una mia grande passione per quasi tutto il girone d'andata. In tutte le squadre in cui ho giocato ho dato l'anima, ho cercato di aiutare i giovani e sono diventato un punto di riferimento tramutando il mio carattere sicuramente particolare in energie positive per gli altri. L'adrenalina di essere in campo mi ha sempre guidato da quando gioco a pallone. E' troppo bello stare lì. Questa squalifica è fango che mi si getta addosso".

La conclusione di Cambria: "Mi ritrovo tre mesi di squalifica come Aiello e Preci, che si sono presi dentro al campo. E per il giocatore dell'Infernotto che ha dato un pugno, niente. E' inconcepibile. Bisogna discutere sui due pesi e due misure di alcuni provvedimenti, perchè la punizione per essere stati presenti dentro una rissa spesso corrisponde a due o tre giornate. L'anno scorso avevo letto di otto giornate di squalifica per una pipì fatta a bordo campo da un giocatore che era in un angolino lontanissimo da tribuna e accesso al terreno di gioco. C'è confusione. Dico solo che non si possono rifilare certe stangate senza sentire le società e almeno un dirigente per parte per tentare almeno di ricostruire al meglio la situazione. Non si possono buttare due righe a penna e creare queste ingiustizie. In tanti avrebbero confermato che non ho fatto nulla per prendere tre mesi di squalifica".

 

 

Michele Rizzitano

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