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Toro | 07 settembre 2019, 08:00

Toro, il caso Nkoulou si sgonfia. O forse no

Il difensore pronto a tornare a disposizione di Mazzarri, come ha dichiarato a L’Equipe. Ma il presidente Cairo chiede scuse ufficiali: “La questione non si risolve con un’intervista”

Toro, il caso Nkoulou si sgonfia. O forse no

Primo posto in classifica. L’arrivo di Simone Verdi, l’oggetto del desiderio del mercato (che è stato ufficialmente presentato ieri). Belotti decisivo anche in azzurro, contro l’Armenia, non solo in maglia granata.

Ci sarebbe di che essere soddisfatti in casa Toro, malgrado bruci ancora l’eliminazione nel playoff di Europa League contro il Wolverhampton, ma ad agitare le acque è tornato d’attualità il caso Nkoulou, esploso subito dopo la gara di andata contro gli inglesi. Il difensore si era autoescluso, dicendo di non esserci di testa, perché auspicava una cessione che poi non si è concretizzata. Mazzarri lo aveva poi lasciato fuori nelle successive partite e il presidente Cairo aveva chiesto che il giocatore si scusasse con il tecnico e i compagni.

Ieri Nkoulou è tornato a parlare, dopo la bufera che lo aveva travolto, attraverso una intervista rilasciata al quotidiano sportivo più famoso al mondo, l’Equipe. “Per me un uomo si definisce dal rispetto della parola. Sfortunatamente ho capito che le promesse sono difficili da mantenere”, ha detto, lasciando intendere che ci soveva essere stato un accordo con la società per essere venduto (alla Roma?), che poi non è stato mantenuto. “Sono leale, onesto e integro. Nella mia carriera nessun compagno, allenatore o dirigente ha mai messo in causa la mia professionalità e ancora meno la mia educazione”, ha detto, per difendersi.

“Un professionista ha il dovere di informare il suo datore di lavoro se non è nelle condizioni ottimali per compiere il suo dovere, come ho fatto”, ha proseguito Nkoulou. “Ho capito che i miei dirigenti hanno rifiutato la mia partenza ancora questa estate. Fedele ai miei principi mi rimetto al lavoro senza che questi problemi ostacolino né la mia motivazione, né la mia professionalità e, ancora meno, l'ardore di difendere i colori del Toro. Lo merita la sua storia”.

Tutto risolto allora? Forse, di sicuro il presidente Cairo non l’ha presa benissimo. “Il caso Nkoulou si risolve con le scuse, non con un'intervista. Lui sa cosa deve fare rispetto al club, al tecnico e ai compagni”. Poi il patron granata nega di non aver mantenuto la promessa di cederlo. "L'anno scorso c'era una richiesta del Siviglia, gli avevo detto che se questa estate avessimo ricevuto una offerta straordinaria ne avremmo parlato. Poi è saltata fuori la promessa dell'allora ds di cederlo già al termine della prima stagione, ma io non ne sapevo nulla”.

Il riferimento è a Gianluca Petrachi, attuale uomo mercato della Roma, che nelle settimane scorse avrebbe provato a prendere il giocatore, malgrado la famosa clausola da 900 mila euro, sottoscritta prima del suo addio, che sarebbe scattata nel caso avesse contattato un tesserato granata. “Per farla, una cessione deve essere adeguata, a maggior ragione se accettandola andrei a rinforzare un club concorrente a un prezzo che per me non è quello giusto", ha concluso Cairo.

Evidente il riferimento alla Roma, seppure mai citata. Ma ora, mancando ancora diversi giorni alla gara contro il Lecce, è auspicabile per l’ambiente granata una definitiva riappacificazione tra il club e Nkoulou.

Massimo De Marzi

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