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Calcio | 17 settembre 2019, 07:45

IVANO SORRENTINO, ADDIO AL CALCIO GIOCATO - "30 anni stupendi, ora nuove sfide..."

L'ex Juve: "Ho chiuso con un campionato vinto. Scarseggiano veri progetti...Quando me ne presenteranno uno nuovo sarò felice di restare nell'ambiente calcistico da allenatore o dirigente"

Ivano Sorrentino, al centro con il figlio e la compagna Giada

Ivano Sorrentino, al centro con il figlio e la compagna Giada

"Il calcio è la mia vita. E' stata una decisione difficilissima, ma inevitabile. Ho chiuso col calcio giocato dopo 30 anni con l'ennesimo campionato vinto, superando anche nel 2018/2019 la doppia cifra con il Vigliano a coronamento di una lunga carriera. Il futuro? Ho il patentino Uefa B, ho già allenato nelle giovanili e vorrei restare in questo ambiente da mister o da dirigente...".

A parlare è Ivano Sorrentino, cognome "pesante" del calcio italiano, una vera dinastia assieme al papà Roberto allenatore e al fratello Stefano, portiere conosciutissimo ex Toro e Chievo: il classe 1983 ha messo in archivio una marea di presenze in Lega Pro e una chiamata (con Lippi allenatore) in Champions League nella Juventus, dove è cresciuto dall'età di 6 anni fino alla Primavera e dove ha vinto il Viareggio con Gasperini, lo Scudetto Giovanissimi del '98 con Maggiora e quello Berretti con Chiarenza nel 2002. E poi Ivano è passato dal Luco al Derthona, dall'Alghero (incredibile salvezza all'ultimo minuto della stagione 2009/2010) fino alle torinesi Rivoli e Giaveno, dal Casale alla Massese, dalla Biellese al Carpenedolo fino a Ivrea, Avellino, Pizzighettone, Caselle, Colline, Busca, Mondovì, Vigevano, Garlasco, Settimo e Gallarate. L'anno scorso, dopo l'esperienza in Svizzera tra Ascona e Taverne, ha giocato in Prima Categoria al Vigliano.

Un'avventura terminata col campionato vinto, con la doppia cifra in quanto a gol segnati ma...con un punto interrogativo. Sorrentino: "Ho capito che era ora di smettere per tanti motivi...Chiamate ne sono arrivate ancora, anche da fuori Piemonte, e dispiace smettere, perchè mi sento bene fisicamente, ma per un giocatore che arriva dal professionismo c'è la consapevolezza che i veri progetti, seri e credibili, sono molto pochi. Ho sentito troppe chiacchiere. In questo momento mi sto godendo la famiglia soprattutto nel weekend, cosa che per 30 anni non ho potuto fare per i mille impegni calcistici. Ho un bimbo meraviglioso e a breve mi sposerò. Resto in attesa di una chiamata importante con un vero e proprio progetto calcistico, nel frattempo faccio parte dei tecnici di Radio Bianconera per commentare e analizzare le partite della Juventus. In famiglia abbiamo poi la RSI Sorrentino, scuola calcio di perfezionamento che ha già coinvolto tantissimi bambini in Piemonte, come a Gassino, in Sicilia e in altre realtà. Lo stop della mia permanenza lì, dovuta appunto a vedute differenti del mondo del calcio, non ci ha permesso di continuare a Vigliano".

Sorrentino a Vigliano ha portato avanti anche il discorso giovanili, gestendo la Juniores e non solo: "Come da progetto iniziale ho svolto per tutto l'anno un lavoro importante di crescita con i ragazzi del settore giovanile, i quali insieme ai genitori tutt'oggi mi chiamano per ringraziarmi...In più per il Torneo del 1° Maggio svolto a Vigliano dedicato ai piccoli amici 2011 ho coinvolto società come Juventus, Torino, Pro Vercelli, Baveno, Folgore Caratese...In tutto ciò, tra giocatore, allenatore Juniores e coordinatore del settore giovanile, ad oggi non sono stato mai chiamato dalla nuova dirigenza per la nuova annata e sicuramente dopo tutto ciò mi aspettavo un altro tipo di rispetto. Ripeto, dopo la mia carriera non ho voglia di sentire chiacchiere, ma voglio dare tutto me stesso e la mia esperienza per un progetto davvero serio e credibile. Ho sempre giocato da professionista, indipendentemente dalla categoria, e mi aspetto sempre la stessa professionalità. Vedo invece che la competenza a volte è un'altra cosa...In ogni caso, al di là di queste vicende estive che lasciano un po' di amaro in bocca, il calcio è la mia grande passione e sono certo che il mio futuro è ancora nel mondo del pallone, ma con altre mansioni".

Michele Rizzitano

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