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Juve | 17 settembre 2019, 09:59

Caso Bucci: ecco le somiglianze con l’operazione della Digos torinese “Last Banner”

Il procuratore di Cuneo: “L’inchiesta prosegue”. La compagna dell’ex ultras: “Continuo a chiedere verità per il padre di mio figlio”. Otto le ricevitorie in tutta Italia che si prestavano a "lavare" il denaro degli ultras: Ciccio ne frequentava due in Granda. Chiuderanno?

Caso Bucci: ecco le somiglianze con l’operazione della Digos torinese “Last Banner”

"L’inchiesta sulla morte di Bucci e quella della procura torinese, viaggiano su binari paralleli e possono anche avere alcuni punti di contatto, ma restano comunque due filoni di indagini diversi”.

Con queste parole il procuratore di Cuneo Onelio Dodero, commenta il possibile paragone tra le indagini della Digos di Torino che ha portato all’arresto di una dozzina di ultras della Juventus e il fascicolo aperto nella procura cuneese sul misterioso suicidio di Raffaello Bucci - l’ex ultras bianconero poi passato nelle fila della squadra torinese come consulente e informatore dei servizi segreti - morto dopo essere precipitato da un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, alto ventidue metri, a luglio di tre anni fa.

Le indagini, che ipotizzano come reato l’induzione al suicidio proseguono - precisa il procuratore capo - e dopo la riesumazione del corpo e le testimonianze di amici e parenti di Bucci, abbiamo nuovi elementi sui quali lavorare”.

Il terremoto scoppiato tra la Curva della tifoseria, accende anche la speranza dell’ex compagna di Bucci, Gabriella Bernardis, di poter finalmente svelare il mistero che ancora avvolge la morte del padre di suo figlio.

La mia è una storia infinita e a volte vorrei davvero spegnere l’interruttore e non sentire più nulla, ma non posso farlo. Lo devo a mio figlio, che ha il diritto di sapere perché suo padre è morto. Anzi, secondo me, perché è stato indotto ad uccidersi: non voglio conoscere i mandanti ma solo darmi una spiegazione per poter andare avanti nella vita con più serenità. E forse adesso, con questo terremoto sul mondo degli ultras juventini, la verità è più vicina”.

Nell’inchiesta torinese, si parla anche di otto ricevitorie in Italia, compiacenti con il “sistema ultras” per “ripulire il denaro” attraverso fittizie vincite al Lotto.

Nel caso Bucci era emerso che erano due le tabaccherie che lui usava come “lavatrice”, una a Mondovì e una a Cuneo. Chissà se sono tra le otto alle quali la procura torinese vuole mettere i sigilli.

In una di queste, l’ultras cuneese aveva vinto ripetutamente in un solo pomeriggio giocando gli stessi numeri. Forse solo un caso fortunato o forse degno di essere approfondito attraverso ulteriori indagini. 

NaMur

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