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Juve | 23 settembre 2019, 14:54

Piazza San Carlo: per la morte di Marisa Amato si aggrava la posizione di due medici

I radiologi del Maria Vittoria e delle Molinette non si accorsero della frattura cervicale che determinó la tetraplegia e la morte della donna travolta dalla folla

Piazza San Carlo: per la morte di Marisa Amato si aggrava la posizione di due medici

Non sembra esserci alcun dubbio: Marisa Amato, la donna di 65 anni rimasta gravemente ferita il 3 giugno 2017 in piazza San Carlo e morta il 25 gennaio scorso per complicanze respiratorie dovute alla tetraplegia, arrivò all'ospedale Maria Vittoria con una microfrattura cervicale evidenziata dalla Tac ma di cui il radiologo non si accorse.

Lo stesso "errore" venne fatto dal medico competente nel successivo ricovero alle Molinette, dove poi si manifesterà la paralisi. Sono queste, in sintesi, le conclusioni della perizia disposta dal giudice di Torino, Stefano Vitelli, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Vincenzo Pacileo, che ha iscritto nel registro degli indagati 15 medici, contestando loro l'omicidio colposo da responsabilità medica.

Marisa Amato arrivó al Maria Vittoria, dopo essere stata travolta della folla mentre passeggiava nei pressi di piazza San Carlo insieme al marito. Aveva una microfrattura cervicale evidenziata dalla Tac, ma che il medico radiologo non mise a referto. La  donna venne quindi trasferita alle Molinette e anche in questo ospedale il medico, che aveva a disposizione le immagini ma non il referto del collega (che arriverà in un secondo momento), non riscontró nessuna lesione.

È certo che la paziente arrivó al Maria Vittoria con altre gravi lesioni, in primis uno schiacciamento sternale a cui i medici diedero giustamente priorità. Come è altrettanto vero che quella sera il personale ospedaliero dovette far fronte a un'emergenza eccezionale, che provocó un inevitabile caos. Circostanze che peró non cambiano la realtà dei fatti: la lesione alla colonna vertebrale di Marisa Amato, non immobilizzata, da li a poco si aggraverà causando la paralisi della donna e il successivo decesso.

Nei prossimi giorni il pm valuterà come procedere, ma al momento sembra probabile che per tredici medici si vada verso l'archiviazione, con le indagini che si concentreranno sui due radiologi.

Marco Panzarella

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