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Sport acquatici | 26 settembre 2019, 05:59

Concessione scaduta, l’Armida contro il Comune di Torino: “Ce ne andiamo? Bufala. Noi siamo il canottaggio”

Giallo in riva al fiume Po: uno degli storici circoli di canottaggio non avrebbe manifestato interesse nel proseguire la propria attività. Secca la smentita del presidente dell’Armida: “Non andiamo via, rimaniamo qui altri 150 anni”

Concessione scaduta, l’Armida contro il Comune di Torino: “Ce ne andiamo? Bufala. Noi siamo il canottaggio”

La Società Canottieri Armida lascia dopo 150 anni il circolo lungo il fiume Po. Anzi no. E’ un piccolo giallo burocratico quello sorto nel botta e risposta a distanza tra il Comune di Torino e una delle società di canottaggio più antiche e prestigiose non solo di Torino, ma d’Italia.

Secondo gli uffici di Palazzo Civico infatti, la Società Canottieri Armida, la cui concessione è scaduta il 31 luglio 2016, non avrebbe intenzione di proseguire il proprio percorso nella location di viale Virgilio 45, nel cuore del Valentino. Da questa situazione la necessità di predisporre la proposta di deliberazione della Giunta comunale di esternalizzare l’impianto. Di fatto, secondo il Comune, la gloriosa società capace di vincere circa 130 titoli ai campionati nazionali, non avrebbe manifestato alcun interesse a proseguire il proprio percorso e potrebbe quindi lasciare la propria casa dopo un secolo e mezzo di storia.

Dall’Armida però arriva una secca smentita: “Non è vero, chi ha detto che non siamo interessati?” è la reazione stupita di Gian Luigi Favero, presidente della Società dei canottieri. “Se avessimo realmente voluto andare via - spiega il presidente - l’avremmo fatto dopo l’alluvione del 2017”. Nel momento più difficile, invece di levare le tende, l’Armida ha eseguito quasi 50.000 euro per rimettere a posto i locali distrutti dall’acqua e dal fango. I risarcimenti dovrebbero arrivare nei prossimi mesi, tra ottobre e novembre, ma la società  a suo tempo non ha tergiversato un attimo per rimboccarsi le maniche e prendersi cura della propria casa.

Casa. E’ con questa parola che Favero descrive i locali dell’Armida: “Quest’anno festeggeremo 150 anni qui. Il mio augurio è di rimanere in questo magnifico posto per altri 150 anni, altro che fuga”. Difficilmente quindi la società che ha sfornato atleti olimpici e paraolimpici si sposterà da viale Virgilio. Eppure dal Comune di Torino la situazione è descritta in maniera evidente: la concessione dell’Armida, così come quella dei circoli Eridano ed Esperia è scaduta. Per gli ultimi due però è pronta l’aggiudicazione definitiva, previo l’esito dei controlli di legge previsti. Per l’Armida, invece, no.

Ecco perché molto probabilmente nei prossimi mesi si procederà con una manifestazione di interesse e un bando. L’intenzione della società Armida è assolutamente quella di partecipare. Un modo per spegnere le polemiche una volta per tutte e risolvere così il giallo sorto in riva al fiume Po: “Abbiamo tutto l’interesse che questo percorso vada avanti, con la concessione scaduta non possiamo svolgere molti lavori. Abbiamo un curriculum pazzesco dalla nostra parte, andarcene via è la morte. Noi siamo il canottaggio, non andiamo via”. Parole che, pagaiata dopo pagaiata, spazzano via ogni dubbio circa la volontà di rimanere. La storia dell'Armida proseguirà lungo il fiume Po.

Andrea Parisotto

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