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Toro | 26 settembre 2019, 23:23

Belotti ribalta il Milan (grazie agli errori di Donnarumma) e rilancia il Toro

Ospiti presto in vantaggio grazie al rigore di Piatek, poi Sirigu nega più volte il raddoppio alla squadra di Giampaolo, che in quattro minuti, a cavallo della mezz’ora della ripresa, viene raggiunta e superata dalla doppietta del Gallo

Belotti ribalta il Milan (grazie agli errori di Donnarumma) e rilancia il Toro

Il Toro esce dalla crisi e ci fa piombare pesantemente il Milan. I rossoneri (nell’occasione in maglia bianca), a lungo in vantaggio grazie al rigore di Piatek, vengono ribaltati in quattro minuti, tra il 27’ e il 31’ del secondo tempo dalla doppietta di Belotti, migliore uomo in campo, capitano e trascinatore di una squadra che ha saputo tenere botta nel momento difficile, venendo fuori alla distanza.

I cambi di Mazzarri nella  ripresa hanno certamente migliorato le cose, specie l’innesto di Ansaldi, ma chissà come sarebbe finita questa partita, se sull’1-0 per gli ospiti Sirigu non avesse sfoderato un paio di parate decisive, tenendo in partita i suoi, graziati anche in una clamorosa occasione da Piatek. Poi, quando il Gallo ha alzato la cresta, il Toro ha messo la freccia e operato il sorpasso, ma su entrambi i gol, specie sul primo, sono evidenti gli errori di Donnarumma, che ha straperso il duello a distanza con Sirigu in chiave azzurra.

Il portierone granata è stato ancora determinante a pochi istanti dal 95’, quando ha tolto un pallone di Piatek che sembrava destinato a finire in fondo al sacco. Mazzarri torna a respirare, mentre Giampaolo annaspa, alla terza sconfitta in cinque giornate: adesso la sua panchina traballa pericolosamente e tra i giornalisti al seguito del Milan c’era già chi parlava di un possibile ritorno di Ringhio Gattuso. Il Milan a lungo ha giocato meglio e persino dominato, ma gli è mancato il colpo del ko e nel finale una squadra sulle ginocchia, dal punto di vista atletico, è stata condannata dagli errori del suo portiere.

Non è tutto oro ciò che luccica, il Toro deve dire un grazie enorme ai suoi due migliori giocatori, Belotti e Sirigu, ma per larghi tratti non ha convinto. La mossa del tridente puro si è rivelata evanescente, soprattutto per l’inconsistenza di Verdi (sostituito nella ripresa), mentre le cose hanno funzionato meglio quando è stato cambiato in corsa il 3-4-3 scelto inizialmente. La squadra ha dimostrato cuore e grinta, quelle doti che erano mancate contro Lecce e Samp: per capire se i problemi sono stati cancellati arriva la trasferta di lunedì sera a Parma, banco di prova impegnativo contro una formazione in salute e reduce da una rocambolesca vittoria sul Sassuolo.

Cronaca. Anche di giovedì sera una classica come Torino-Milan fa vestire a festa l’Olimpico, con un bellissimo colpo d’occhio in tutti i settori e quello ospite stracolmo. Mazzarri conferma Lyanco in difesa, malgrado l’erroraccio contro la Samp (con il ritrovato Nkoulou in panchina) e vara il 3-4-3, con Verdi e Zaza al servizio di Belotti in un tridente puro. Giampaolo, invece, conferma il suo prediletto 4-3-3, dove Suso e il brasiliano Leao sostengono il “pistolero” Piatek. L’inizio è su ritmi bassi, con la paura a farla da padrone su entrambi i fronti, quasi a confermare che le recenti sconfitte avessero tolto sicurezza ad ambedue le squadre. La prima volta che il Milan accellera rischia di far subito male, con Lyanco che deve spendere il giallo per aver abbracciato Piatek a venti metri dalla porta.

La formazione rossonera cresce e al 18’ sblocca la partita: sul cross di Calabria, il contatto tra De Silvestri e Leao viene punito da Guida con il rigore, che Piatek trasforma di precisione, malgrado Sirigu avesse indovinato l’angolo giusto. Il vantaggio regala sicurezza al Milan, che poco dopo sfiora il raddoppio con la conclusione di Kessie, mentre al 21’ solo un miracolo di Sirigu nega al colpo di testa di Leao di infilarsi sotto l’incrocio. Il portiere granata è costretto agli straordinari subito dopo sulla conclusione dalla distanza di Calhanoglu, con il Toro che non riesce a venire fuori dalla sua trequarti difensiva, dominato in mezzo al campo da un avversario che corre di più e gioca meglio. Belotti prova a suonare la carica per i suoi, subisce un duro intervento ma Guida lascia proseguire e poi ammonisce il capitano granata per il suo successivo fallo, abbinato alla protesta nei confronti del direttore di gara.

Prima dell’intervallo Milan nuovamente pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con il colpo di testa di Piatek che sibila a fil di palo, nulla da segnalare invece sul fronte offensivo granata, con Donnarumma che non deve mai fare un solo intervento degno di questo nome, anche se proprio a pochi istanti dalla pausa una insensata uscita fuori area del portiere non viene punita da Belotti, che calcia malamente alto. La ripresa inizia con una bella combinazione in velocità tra Belotti e Zaza, ma l’ex juventino sbaglia l’ultimo tocco verso il lanciatissimo compagno. Un erroraccio di Lyanco per poco non regala il raddoppio al Milan, lanciando Piatek dentro l’area, ma Izzo salva tutto con un intervento spettacolare. Al 4’ finalmente si vede Ola Aina, che costringe Donnarumma a mandare in corner sul suo tiro a rientrare.

Poco dopo un altro errore di Lyanco regala un’autentica prateria al Milan in contropiede, ma il liberissimo Piatek sbaglia, calciando fuori una sorta di rigore in movimento, mentre un tiro-cross di Belotti per poco non sorprende Donnarumma. Al minuto 12 scocca l’ora del rientro di Ansaldi, che rileva l’improponibile Lyanco, con il Toro che passa alla difesa a quattro, dove De Silvestri e Ola Aina sono gli esterni: la mossa sembra regalare maggiore verve alla squadra, con Musacchio che risolve una lunghissima mischia, con  il pallone che aveva ballonzolato un paio di volte dalle parti dell’area piccola. Al 20’ un cambio per parte: Bonaventura torna in campo dopo una lunghissima assenza rilevando Leao, mentre Berenguer prende il posto del deludente Verdi nel Toro, con Ansaldi che avanza il suo raggio d’azione.

Il Toro carica a testa bassa e nel giro di quattro minuti ribalta la partita, protagonista un irresistibile Belotti: prima il Gallo sorprende Donnarumma con un tiro da fuori potente ma certamente non troppo angolato, poi mette dentro in rovesciata sulla respinta corta del portiere sul tentativo precedente di Zaza in diagonale. Giampaolo gioca la carta Rebic per provare a rimediare, ma nei minuti conclusivi e nei 5 di recupero si rende pericoloso solo con una iniziativa di Kassie, che fa tutto bene ma poi sbaglia clamorosamente a due passi da Sirigu, calciando alle stelle il pallone del possibile 2-2.

Al 94’ succede l’incredibile: in contropiede Zaza, tutto solo, cade quando si trova in area a tu per tu con Donnarumma, fallendo l'occasione del terzo gol e sul ribaltamento di fronte Sirigu sfodera un riflesso da campione per negare la rete del pari al colpo di testa di Piatek. Chissà come sarebbe finita questa partita a portieri invertiti...

Torino – Milan 2-1

Torino (3-4-3): Sirigu; Izzo, Lyanco (12’ st Ansaldi), Bremer; De Silvestri, Baselli, Rincon, Ola Aina (38’ st Djidji); Verdi (20’ st Berenguer), Belotti, Zaza. All. Mazzarri

Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Bennacer (33’ st Rebic), Calhanoglu; Suso, Piatek, Leao (20’ st Bonaventura). All. Giampaolo

Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Reti: 18’ Piatek (rig.), 27’ e 31’ st st Belotti

Ammoniti: Lyanco, Bennacer, Zaza, Belotti, Hernandez, Romagnoli, Donnarumma, Ola Aina, Musacchio. Espulso: Reina dalla panchina

Spettatori: 23.997 per un incasso di 464.973 Euro

Massimo De Marzi

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