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Calcio | 15 ottobre 2019, 08:00

INSULTI TRA GENITORI, STOP AL MATCH - Sospesa Castellazzo-Alessandria (Pulcini 2010/11)

L'Alessandria: "L'insegnamento l'hanno dato i bambini". Curino, presidente del Castellazzo: "E' ora di finirla con queste situazioni"

INSULTI TRA GENITORI, STOP AL MATCH - Sospesa Castellazzo-Alessandria (Pulcini 2010/11)

I genitori gridano, si insultano e volano minacce in tribuna durante una partita di calcio. I bambini in accordo con allenatori e dirigenti (parliamo di Pulcini 2010, giocatori di 9-10 anni) prendono il pallone e tornano negli spogliatoi. Un quadretto "stupendo", eh?

E' sabato 12 ottobre 2019. C'è Castellazzo-Alessandria nel sud del Piemonte, una delle migliaia di partite che dovrebbero essere la festa dello sport e dell'aggregazione, che dovrebbero rappresentare divertimento e leggerezza anche per i genitori, dopo lo stress della settimana lavorativa.

Invece finisce male, molto male. Anzi, non finisce proprio: il terzo tempo del match non termina e la partita viene sospesa. Tutti a casa, perchè di quelle grida proprio non se ne può più (e questa volta, non come altre, i genitori almeno non usano le mani). Non è la prima volta e non sarà l'ultima, ma questa ennesima sconfitta della civiltà e dello sport toglie ai bambini il loro divertimento quotidiano e fa tanto, ma tanto, riflettere sulla nostra società, sul nervosismo dilagante, sui futili motivi che tramutano la pace e l'armonia delle persone in occasioni per dimenticare educazione, rispetto e civiltà. Qui lo sport non c'entra proprio niente.

Il resto è tutto nelle parole delle società protagoniste della saggia decisione di ritirare i bambini dal campo. L'Alessandria scrive questo comunicato: "Vogliamo ringraziare i nostri tesserati, allenatori e dirigenti, e quelli del Castellazzo per aver preso l’unica decisione che doveva essere presa: tutelare i bambini ritirandoli dal campo. L’Alessandria Calcio ribadisce e sottolinea la propria adesione a quei valori di correttezza e lealtà che sono alla base dello sport e che ha enunciato e continuerà ad enunciare nelle proprie attività di sensibilizzazione proposte ai genitori del proprio Settore Giovanile come fatto non più di due settimane fa. Siamo certi che l’episodio rimarrà un caso isolato e ci impegneremo affinché la prossima partita con il Castellazzo, ma non solo, sia un momento di festa legata allo sport in cui far crescere i nostri ragazzi offrendo loro esempi da seguire e non comportamenti da denigrare. Questa volta l’insegnamento l’hanno dato i bambini, questo deve farci riflettere per migliorare".

Il presidente del Castellazzo Cosimo Curino ribadisce ad una testata giornalistica locale (RadioGold) che "...è ora di finirla con queste situazioni. Basta. Non è possibile che i bambini siano stati costretti ad assistere a tutto questo: vedere i loro genitori che si insultavano a vicenda. In settimana faremo una riunione con le famiglie dei nostri bambini coinvolte in questa vicenda: qui a Castellazzo i bimbi devono giocare per divertirsi, il risultato non conta. Chi non è d’accordo può starsene a casa”.

Michele Rizzitano

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